REGIONE UMBRIA-LAVORI D’AULA: APPROVATO IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE – NUOVO PROTAGONISMO DEI COMUNI E DELLE PERSONE. RISORSE PER OLTRE 70MILIONI DI EURO NEL TRIENNIO 2017-2020

REGIONE UMBRIA-LAVORI D’AULA: APPROVATO IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE – NUOVO PROTAGONISMO DEI COMUNI E DELLE PERSONE. RISORSE PER OLTRE 70MILIONI DI EURO NEL TRIENNIO 2017-2020

8 Marzo 2017 0 Di Orvieto Notizie

(Acs) Perugia, 8 marzo 2017 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con i 13 voti favorevoli della maggioranza,  3 contrari (De Vincenzi-RP, Mancini e Fiorini-LEGA) e 4 astenuti (Squarta-FDI, Ricci-RP, Liberati e Carbonari-M5S), il nuovo Piano sociale regionale, atto amministrativo che si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio-sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le politiche del welfare e con i piani regionali di settore. Ribadita la centralità della persona e assegnato il ruolo da protagonisti alle zone sociali, per focalizzare al meglio i bisogni dei vari territori, e anche i cittadini che non saranno soltanto destinatari degli interventi, ma anche fautori del proprio welfare di territorio. Per la prima volta disponibili considerevoli risorse europee che, nonostante la tendenza generale al ribasso, portano il totale disponibile nel triennio a oltre 70milioni di euro.

L’atto, illustrato in Aula dal presidente della Terza commissione consiliare, Attilio Solinas, presenta una ricognizione attualizzata della situazione sul territorio regionale e alcuni elementi di novità riguardanti il monitoraggio sull’efficacia delle azioni messe in atto dalle Zone sociali. Il documento è stato aggiornato ai mutati bisogni della comunità umbra che si presenta come la regione con la più alta percentuale di ultra 75enni rispetto alla popolazione, con una crisi economica che ha portato a un impoverimento della comunità e a maggiori difficoltà che incontrano le famiglie a sostenere le fragilità interne.

EMENDAMENTI DELL’AULA
Accolto all’unanimità quello proposto dall’assessore alla sanità e coesione sociale LUCA BARBERINI, riguardante il progetto denominato “VITA INDIPENDENTE”, volto a garantire alle persone con disabilità l’autonomia possibile, e a offrire a famiglie e anziani ulteriori servizi: l’erogazione di buoni servizio per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’accesso alla rete dei servizi socio-educativi e a ciclo diurno con incremento della qualità degli stessi in termini di prestazioni erogate e integrazione della filiera; servizi integrativi al nido economicamente sostenibili e con elevata flessibilità in termini di orario; azioni di integrazione del costo delle rette per la frequenza dei bambini ai servizi socio-educativi; servizi per la semplificazione della vita quotidiana delle famiglie: scuole estive, aiuto nei compiti di scuola, nei lavori domestici, vacanze per persone disabili, servizi rivolti alle persone anziane e alle loro famiglie: trasporto, accompagnamento, spesa a domicilio. Inoltre, si vuole promuovere la nascita di CENTRI TERRITORIALI PER LE FAMIGLIE con bambini e interventi di supporto alla genitorialità in stretta connessione con i servizi sociali e sociosanitari, educativi e culturali del territorio e mediante l’attivazione di ‘RETI SOCIALI’, cioè percorsi di collaborazione con diversi soggetti istituzionali e non, mettendo in campo le risorse che ciascuno possiede. Infine, rafforzamento delle reti territoriali per la promozione della lettura.

Non accolti gli emendamenti proposti dal consigliere di minoranza SERGIO DE VINCENZI, volti a “favorire la valorizzazione della maternità e della paternità ampliando i servizi e gli interventi a tutela della maternità e della salute della donna nel periodo della gravidanza, integrandoli con quelli di carattere sanitario; SOSTENERE LA NATALITÀ per favorire l’incremento demografico; SUPPORTARE LE NUOVE FRAGILITÀ LEGATE ALLE SEPARAZIONI CONFLITTUALI, le difficoltà economiche conseguenti alla separazione dei coniugi e per accompagnare la crescita dei figli; istituire una CONSULTA REGIONALE DELLE FAMIGLIE con compiti consultivi in materia di politiche familiari”. Hanno espresso voto favorevole su tali emendamenti solo i consiglieri di opposizione, contrari quelli di maggioranza tranne Brega e Leonelli (PD), che si sono astenuti.

RELAZIONI DI MAGGIORANZA E MINORANZA
Attilio SOLINAS (Relatore di maggioranza): “AL CENTRO DEI PRINCIPI CHE ISPIRANO IL DOCUMENTO LA CENTRALITÀ DELLA PERSONA E UNA MAGGIORE EQUITÀ NEL CALIBRARE LE PRESTAZIONI SOCIALI, tenendo conto della mutata situazione relativa ai nuovi, accresciuti bisogni della comunità umbra, miglioramento di inclusione e coesione sociale. Altro aspetto fondamentale la RESPONSABILIZZAZIONE DEI CITTADINI, che non sono solo i destinatari ma anche protagonisti delle azioni che mettiamo in campo. Il Piano intende porre come obiettivo strategico generale il consolidamento del sistema integrato territoriale degli interventi e dei servizi sociali, confermando il carattere universalistico dei servizi e la dimensione comunitaria del sistema di protezione e promozione sociale e rafforzando la stretta interdipendenza tra programmazione sociale, architettura istituzionale e modello gestionale”.
TERREMOTO: “La difficile situazione innescata dal terremoto – ha aggiunto Solinas – conferma che accanto ai danni diretti, che dovranno essere risanati prima possibile, vanno messi in conto anche i danni indiretti, quelli che compromettono la salute fisica e psichica delle persone e delle comunità; la necessità di ridurre e poi risanare questi danni impongono una visione ad ampio raggio, non legata solo alle contingenze, ma capace di progettare interventi strutturali. Per questo nel PSR è stato previsto un apposito paragrafo dove tra l’altro si propone una modalità di intervento straordinario di erogazione dei servizi socio-comunitari nella Zona sociale di cui il Comune di Norcia è capofila, in cui si è definito un modello umbro di servizi socio comunitari dell’emergenza che possa essere strutturabile e replicabile altrove”.
Quanto all’ASSEGNO DI SOLLIEVO per le famiglie con persone non autosufficienti, “questo strumento – ha detto Solinas – rientra nel riconoscimento alle famiglie umbre per il loro ruolo da protagoniste nell’integrazione sociale della nostra regione. Questo ruolo centrale va rafforzato, cercando anche di alleviare gli oneri di cura che ricadono sulle famiglie stesse. La scelta, che ciascuna di esse dovrà compiere sull’uso dell’assegno va visto come una delle tante possibili applicazioni del principio di autodeterminazione e di responsabilizzazione della famiglia. In più, è auspicabile che proprio grazie a tale assegno il soggetto non autosufficiente resti negli spazi domestici a lui più familiari, evitandogli, se possibile, la strada della residenzialità”.

Sergio DE VINCENZI (relatore di minoranza): “CI AUGURIAMO CHE NON SIA UN PIANO PER RIEMPIRE FOGLI DI CARTA, MA LE PREMESSE NON CI FANNO STARE TRANQUILLI. Il Piano non illustra chiaramente gli obiettivi e le azioni che metterà in campo. Vero che sono state coinvolte le associazioni e le zone sociali, ci sono stati confronti con la Giunta, ma non si può dimenticare che approda in Aula dopo essere stato preadottato da oltre un anno, ritardo che si deve ad azioni che hanno paralizzato l’azione della Giunta. Inoltre, il parere del Cal è stato espresso solo da 11 membri su 42, di cui solo 9 a favore e 2 astenuti. O il Piano è perfetto e i membri del Cal non hanno ritenuto nemmeno di doversi presentare, oppure era un piano di fatto immodificabile, e i servizi dei Comuni non lo hanno preso in considerazione, non hanno valutato l’importanza dell’atto e questo dovrebbe preoccupare molto i cittadini. Finanziamenti: nonostante i tagli del governo ci sono fondi anche europei importanti e si arriva a circa 70milioni di euro, ma della loro distribuzione negli anni non vi è traccia nel documento, un fatto grave. Non sappiamo, al di là dell’elenco degli interventi, quante risorse saranno destinate alle diverse misure, si lascia un’autonomia alla Giunta che non non avremmo voluto e neanche i cittadini. Ma questa Giunta conosce realmente i bisogni o il Piano sociale è solo un elenco di problemi da affrontare? Non sappiamo quante sono le persone con disabilità che vivono al proprio domicilio, non sappiamo quanti sono gli assistiti nelle residenze protette. Ci sono più ombre che luci. Nel dettaglio: il dato statistico è insufficiente. Preoccupa che il Piano rappresenti una fotografia statica della società umbra, numero dei residenti, invecchiamento della popolazione, riduzione del numero dei componenti delle famiglie, ma non si menzionano altri descrittori importanti per inquadrare l’evoluzione della nostra società, ad esempio per quanto riguarda la denatalità, con l’Italia che vanta un parametro estremamente negativo. Ma su questo il Piano sociale non dice nulla e dunque non mette in campo nessuna iniziativa per promuovere la natalità. Sul terremoto si doveva dire di più. In merito alla disgregazione delle famiglie, alle condizioni dei padri separati, la Giunta non ha idea di cosa proporre. La disgregazione familiare va messa al centro della programmazione, questo il vero investimento nel sociale, il welfare generativo di sostegno alle famiglie. Sull’assegno di sollievo, richiesto a gran voce da famiglie e associazioni e comunque già previsto nei Lea, il piano non mette nero su bianco le prospettive, non vorremmo che si promette e non si attua, mentre le famiglie hanno grandi aspettative. Non si tratta di una concessione ma di una legittima richiesta e una risorsa per tante famiglie, che non va disattesa. Invitiamo la Giunta a tener fede a questo con maggiori fondi possibili, non a far quadrare il bilancio facendo mancare il sostegno a tante famiglie e persone con disabilità”.

SCHEDA PIANO SOCIALE REGIONALE
Si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le altre politiche del welfare e con le altre politiche e piani regionali di settore.

OBIETTIVI del Piano sono: promuovere l’innovazione sociale mediante una programmazione orientata all’inclusività e alla partecipazione attiva dei cittadini; assicurare un livello di integrazione socio-sanitaria che determini un cambiamento organizzativo e culturale del sistema locale dei servizi sociosanitari, riprendendo il modello maturato nell’ambito della non autosufficienza con il PRINA (Piano regionale integrato per la non autosufficienza); riqualificare, con il coinvolgimento dei territori, i livelli essenziali dell’assistenza sociale; implementare il SISO (Sistema informativo sociale) integrandolo con il Sistema informativo regionale e in coerenza con l’Agenda digitale dell’Umbria.

ZONE SOCIALI: Le zone sociali dovranno riappropriarsi del loro ruolo, intervenire su anziani o giovani, porre attenzione sui flussi migratori, sostenere le persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità al fine di ridurre il rischio di scivolamento verso forme di povertà estrema e, in modo particolare, le famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento. Occorre favorire la permanenza di persone con disabilità, giovani, adulte o minori, nel proprio domicilio, evitando il ricovero in strutture residenziali. Il ruolo delle zone sociali sarà importante per il protagonismo che viene loro richiesto e per la definizione degli obiettivi: i piani sociali di zona debbono interpretare i bisogni locali e mettere a disposizione strumenti per realizzare le attività individuate. Quindi le zone sociali diventano motore degli interventi, strumento essenziale della governance. E per la prima volta sono previste premialità e penalità per le zone sociali inadempienti.

WELFARE DI COMUNITÀ: attraverso l’implementazione di nuove forme di sostegno all’autonomia delle persone con disabilità con l’avvio di percorsi di istruzione e formazione miranti a certificare competenze acquisite anche non formali, sostenendo parallelamente una valorizzazione di prodotti derivati da tali attività etiche e sociali.

OPERATORE DI QUARTIERE: la sua azione si estende dalla cura delle città in termini di qualità dello spazio fisico e dei luoghi pubblici, alla cura delle persone, in termini di valorizzazione dei servizi alla persona. Un operatore che agevoli le persone più deboli ad accedere ai servizi di cui hanno bisogno, in coordinamento con i soggetti che già operano nel  territorio, e svolga attività di ascolto nell’ambito della comunità, favorendo anche l’attivazione delle reti sociali, allo scopo di definire specifici progetti condivisi ed economicamente sostenibili.

ASSEGNO DI SOLLIEVO: per scegliere direttamente le cure per i propri cari: il Piano raccoglie l’esigenza manifestata da famiglie con persone non autosufficienti di poter scegliere se ricorrere ai servizi o incassare un assegno.

RISORSE FINANZIARIE: Sono nazionali, regionali e provenienti dalla UE. Il Fondo nazionale politiche sociali riserva per il 2016 all’Umbria 4 milioni e 600mila euro, a cui bisogna aggiungere i 4 milioni 544mila 623 euro del  Fondo sociale regionale, finanziato dal bilancio della Regione Umbria e altre risorse di minore entità: i 123mila euro dal Fondo nazionale politiche per la famiglia e i 25mila euro che, sempre lo Stato, destina alle politiche giovanili. In totale sono 9 milioni 183mila e 716 euro, cui vanno aggiunti i 6 milioni e 800mila euro destinati al Fondo nazionale non autosufficienza.
Altre risorse, di entità minore e diluite nel corso degli ultimi anni, provengono dalle leggi regionali approvate, quindi dal Fondo per agevolare l’accesso al microcredito con il prestito sociale d’onore, dal Fondo di emergenza per le famiglie delle vittime di incidenti mortali sul lavoro e dalle risorse già previste per la promozione dell’associazionismo familiare, per l’invecchiamento attivo e per gli interventi in materia di immigrazione.
Altro ramo di finanziamenti è quello proveniente dal Fondo sociale europeo, Asse inclusione sociale del POR FSE Umbria 2014-2020: 41 milioni 358mila 990 euro che l’UE destina all’Umbria per l’inclusione attiva, la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale, l’incremento dell’occupabilità e anche per promuovere le pari opportunità, cui devono aggiungersi 14 milioni 167mila 168 euro per il miglioramento dell’accesso ai servizi, sostenibili e di qualità, per un totale di risorse UE pari a 55 milioni 526mila 158 euro.

NOVITÀ: “Per la prima volta viene impiegato un sistema di monitoraggio informativo che permette di misurare lo stato di bisogno dei cittadini e gli interventi fatti nel sociale, tramite un meccanismo di controllo su chi riceve sostegno e chi no, grazie alla messa in rete delle strutture coinvolte. Inoltre, uno specifico capitolo è destinato alle risposte all’emergenza sociale, con la creazione di un modello umbro di servizi socio-comunitari in grado di rispondere all’emergenza, con particolare attenzione alle aree interne, specialmente montane, territori più fragili sia in base agli indicatori economici che per la maggiore presenza di anziani”.

 

fonte: Acs

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