LA CRISI DEL SETTORE TURISTICO E’ NEI FATTI: BASTA LEGGERE I NUMERI.
18 Maggio 2017Ormai le bugie e gli spot propagandistici non tengono più e di fronte al consistente calo dei flussi turistici è necessario che si mettano in campo azioni concrete per invertire una tendenza che sta producendo dimagrimento di fatturati, nonché depotenziamento e chiusura delle attività. Infatti, dai dati del primo quadrimestre 2017 osserviamo come l’arrivo dei bus turistici sia calato di più del 20%, producendo un decremento di presenze quantificabile in molte migliaia di unità. Nei primi quattro mesi dell’anno la somma complessiva relativa agli introiti provenienti dal terminal di piazza della Pace (parcheggione dietro alla stazione ferroviaria) e dal terminal di piazza d’Armi (parcheggio entro la ex Piave) è calata di un quinto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando dai quasi 80.000 euro del primo quadrimestre del 2016 ai soli 62.000 euro del primo quadrimestre del 2017. Tale situazione, oltre a fotografare un oggettivo decremento delle presenze, produce anche una altrettanto consistente diminuzione del volume di affari per le attività imprenditoriali che operano nel settore: soprattutto perché sono i flussi turistici che arrivano con bus che creano il vero volano economico per la città, visto che in buona parte si tratta di turisti provenienti da paesi “ricchi” come gli USA, il Giappone e la Russia. Nessuno disdegna il turista con il panino – tutti sono i benvenuti -, ma è certo che se ad Orvieto viene a mancare il turismo di qualità è indubbio che si va incontro ad un impoverimento generalizzato e ad una anarchia ancora più diffusa. Non dimentichiamo mai che una parte consistente del PIL di questa città e di questo territorio viene prodotto dalle attività imprenditoriali che operano nel settore del turismo, della ristorazione e della ricettività. Di fronte a questi dati sconfortanti osserviamo – contestualmente – come Germani e la sua maggioranza non riescano a costruire un progetto di crescita e di sviluppo fondato su criteri che mettano la qualità come elemento prioritario verso cui tutte le iniziative di promozione (pubbliche e private) e tutte le attività imprenditoriali operanti in città dovrebbero tendere. E non si dica che non ci sono le risorse, visto che in tre esercizi di bilancio – dal 2014 al 2016 – le casse del Comune hanno introitato 1.200.000 euro dalla imposta di soggiorno (ma Germani non aveva promesso di abolirla entro il 30 giugno 2014??), oltre ad avere avuto nello stesso triennio un avanzo di gestione complessivo pari a 2.400.000 euro (somma completamente usata per operazioni di natura meramente finanziarie).
Stefano Olimpieri – Capo gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO



