COMITATO SORVEGLIANZA FESR E FSE UMBRIA 2014-2020. PAPARELLI: “DECISA STERZATA VERSO LA RICERCA, INNOVAZIONE, OCCUPAZIONE STABILE E INCLUSIONE SOCIALE.
18 Giugno 2017La programmazione 2007-2013 si chiude intanto con un bilancio particolarmente positivo: “il livello di realizzazione del Por Fesr è pari al 102,71 per cento delle risorse disponibili (296,21 milioni di euro) con una spesa di oltre 304 milioni di euro, con ben 3625 progetti finanziati con un investimento complessivo, pubblico e privato, di oltre 624 milioni di euro concentrato prevalentemente su ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e innovazione. Anche il Por Fse si chiude con un overbooking: la spesa certificata è di circa 230 milioni di euro, pari al 101,1 per cento della dotazione complessiva (227 milioni di euro) con 6996 progetti conclusi a cui sono corrisposti oltre 167.500 destinatari, di cui circa 86mila donne. Risultati superiori alla media nazionale”.
Nel tracciare una panoramica della programmazione dei due fondi strutturali e di investimento 2014-2020, il vicepresidente Paparelli ha evidenziato come la Regione Umbria abbia “concentrato il 52,6 per cento del Fesr sugli Assi Ricerca e Competitività, con tutte le linee di intervento volte al miglioramento delle condizioni di produttività, attrattività e competitività dell’Umbria e delle imprese che vi operano”. Avviate quasi tutte le attività, fra i bandi attivati il vicepresidente ha richiamato i bandi rivolti al sostegno delle aree colpite da crisi, per l’internazionalizzazione delle imprese, l’accordo con il Ministero dello Sviluppo economico per le reti a banda ultra larga.
“La dimensione territoriale è un aspetto molto importante della nostra programmazione, con cui copriamo il 70 cento dei comuni e della popolazione. Sono stati approvati – ha detto – tutti i programmi di sviluppo urbano individuati nel Por Fesr 2014-2020 ed integrati con il Por Fse che riguardano cinque città (Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto) con un ammontare di risorse per oltre 35 milioni e mezzo”.
“Allo stesso modo attenzione particolare è stata dedicata alle tre aree interne della regione (area Nord Est, area Sud Ovest e area Valnerina), per rompere i vincoli dell’isolamento, garantire quantità e qualità dei servizi pubblici, mettendole in grado di contribuire maggiormente al rilancio dell’Umbria, con oltre 22 milioni di euro a valere sui fondi strutturali Fesr, Fse e Feasr”.
La Regione, inoltre, sta impostando le procedure e gli elementi puntuali per l’avvio del Progetto Integrato d’area del bacino del Trasimeno che verrà attuato tramite lo strumento dell’Investimento Territoriale Integrato (Iti). A breve, è stato comunicato nel corso della riunione, verrà firmata la convenzione tra Regione Umbria e Unione dei Comuni del Trasimeno per l’attuazione della Strategia di sviluppo territoriale integrata e intersettoriale.
Per le procedure attivate per il Por Fesr 2014-2020, l’importo ha superato i 120 milioni di euro; gli impegni sono pari al 17% delle risorse attribuite al Programma. A fine 2017 si prevede di spendere un ammontare di risorse di circa 39,5 milioni di euro.
Per quanto riguarda il Fse, la concentrazione dell’80 per cento delle risorse è sugli obiettivi prioritari del lavoro, con il finanziamento dell’occupazione e non più della disoccupazione, l’inclusione sociale e il combattere la povertà, l’istruzione è la formazione”. Nell’illustrare gli interventi previsti, Paparelli ha sottolineato “la scelta strategica di destinar all’Asse Inclusione sociale e lotta alla povertà il 23,38 per cento delle risorse totali, a fronte di un vincolo regolamentare minimo del 20 per cento. Nel 2016 – ha detto inoltre sono stati avviati provvedimenti in tutti gli Assi prioritari, che hanno portato a un costo totale ammissibile di oltre 29 milioni di euro. In particolare, per l’Asse Occupazione e per l’Asse Istruzione e formazione i provvedimenti sono stati posti in un’ottica integrata all’interno del Piano del Lavoro 2015-2017, con circa 70 milioni di euro di risorse di cui 67 milioni dal Por Fse 2014-2020, che ha cercato di raggiungere in maniera coordinata i diversi target di utenza, con una variegata strumentazione di politiche attive quali Garanzia giovani, il ‘pacchetto adulti’, ‘Smart’ per creare figure da inserire nei settori e nelle aree tematiche oggetti di intervento Fesr e nei settori a elevata innovazione, e ‘Cresco’, quest’ultimo per le imprese resilienti della nostra regione, le più innovative, con oltre 500 assunzioni a tempo indeterminato previste che prevediamo di raddoppiare nel corso dell’anno”.
Il vicepresidente Paparelli ha fornito al Comitato di sorveglianza anche un’analisi dei dati relativi all’occupazione. “Con il 2017 – ha detto fra l’altro – l’occupazione regionale torna a mostrare un treno positivo, sebbene a questo non si associ una diminuzione della disoccupazione. Nel primo trimestre dell’anno l’occupazione umbra si attesta a quota 359mila, con una crescita che ha riguardato unicamente l’occupazione alle dipendenze (271mila, 9mila in più su base annua) che ha più che compensato la flessione dell’occupazione autonoma. Il tasso di occupazione umbra ha fatto registrare la crescita di un punto, attestandosi al 63,5 per cento, superiore al dato medio nazionale che è del 57,2 e a quello medio delle regioni centrali. Il tasso di disoccupazione è ora pari al 10,4 per cento, ben al di sotto di quello nazionale che è del 12,1 e in linea con il dato dell’Italia centrale”.
Tra i punti principali di discussione del Comitato di Sorveglianza, l’esame e l’approvazione delle Relazioni di attuazione annuale relative al Fondo sociale europeo e al Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 che contengono la descrizione delle procedure attivate e delle attività realizzate al 31 dicembre 2016 e che dovranno essere inviate alla Commissione Europea entro il 30 giugno 2017. Inoltre sempre per la fase 2014-2020, sono state affrontate le tematiche relative all’approccio territoriale dei due Programmi, al loro stato di avanzamento, all’attuazione del Piano di valutazione e all’attuazione della Strategia di comunicazione congiunta.
Ad ospitare la riunione del Comitato di sorveglianza del Por Fesr e del Por Fse, alla quale ha portato i saluti dell’amministrazione comunale il vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco, è stata non a caso la Rocca Albornoziana: il restauro e la valorizzazione sono stati infatti possibili grazie a investimenti per oltre 5 milioni e 800mila euro, di cui oltre 2 milioni e 800mila euro di fondi Fesr. Nella programmazione 2014-2020 è stato destinato un ulteriore finanziamento di 900mila euro per la riapertura dei camminamenti e delle torri e la ridefinizione progettuale del Museo della Rocca.
fonte: agenzia umbria notizie



