GEOTERMIA A CASTEL GIORGIO: BARBERI, RIGHINI, VITERBO…LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!
8 Febbraio 2016
Questa scellerata storia, che sta tenendo impegnate da circa 5 anni le energie di cittadini ed amministratori di un vasto territorio a cavallo tra l’Umbria ed il Lazio, comincia il 10 ottobre del 2012 quando sbarcano a Castel Giorgio-in un consiglio comunale aperto- i nostri eroi: appunto Barberi, Righini e l’ing. Viterbo-responsabile tecnico per la Regione Umbria- per imbonire la platea, è il caso di dirlo, anche alla luce di quello che poi sindaci e cittadini hanno scoperto. Particolarmente grave è stata la posizione positiva verso la realizzazione dell’impianto dell’ing. Viterbo- visto che ancora gli uffici della Regione stavano esperendo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ed erano lontani dall’esprimersi. E la storia sta terminando con Barberi sommerso-insieme alla moglie-dai conflitti di interessi, con le incredibili dichiarazioni- che si commentano da sole- di Righini sulla stampa di qualche giorno fa (“se avessi oliato a dovere i funzionari pubblici, sarebbe stato tutto risolto” o, quasi peggio, “ritardi dovuti a capricci personali dei sindaci e della politica”) e la “disperata” difesa del progetto geotermico davanti alla Seconda Commissione dell’Assemblea Legislativa umbra da parte dell’ing. Viterbo. Non sappiamo esattamente cosa ha detto l’ingegnere-della cui correttezza non nutriamo dubbio alcuno (a differenza della ditta!) – ma quanto detto non può contraddire atti pubblici noti, perché in tal caso si tratterebbe di stravolgere la verità. Ci basiamo su quello che la stampa regionale accreditata ha riportato, limitandoci alle più grossolane “inesattezze”:
– “L’area geotermica è stata oggetto di circa 15 pozzi da parte di Enel e in 25 anni non ci sono stati problemi, anche se si è arrivati a scavare a notevole profondità”. Ingegnere che fa, ci prende in giro? Lei –come tutti- non può non sapere che l’ENEL, visti i problemi sismici documentati, ha rinunciato all’investimento per cui negli ultimi 25 anni non ci è stata alcuna attività geotermica in loco…
– “I pozzi sono stati chiusi perché non c’erano aziende interessate al loro sfruttamento” No, ingegnere, i pozzi Alfina 4 ed Alfina 14 sono
stati chiusi – a seguito delle verifiche effettuate da ENEL Green
Power S.p.a.- per “l’obsolescenza dei pozzi e lo stato di conservazione dei casing 13”3/8, che non garantiscono l’isolamento idraulico del fluido endogeno, per cui se ne ritiene
opportuna la chiusura mineraria per motivi di sicurezza” come risulta dalla Nota della Provincia di Terni del 10.10.2013 e dal sollecito al Prefetto dello stesso sindaco di Castel Giorgio, perché gli organi tecnici della Regione Umbria traccheggiavano, avendo ITW-LKW richiesto l’uso di tali pozzi (!!!).
– “La Regione può solo dare applicazione ad un progetto nazionale del ministero dell’Economia mirato ad agevolare lo sviluppo della geotermia. L’iter autorizzativo è quindi nazionale”. Ciò ingegnere, come lei non può non sapere, non è esatto. Difatti il D.Lgs.28/2011 circa la autorizzazione degli impianti geotermici pilota (come nel caso di specie) recita: “L’autorità competente per il conferimento dei relativi titoli minerari è il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che acquisiscono l’intesa con la regione interessata”. E quindi se la Regione non dà l’intesa, l’impianto non può essere autorizzato.
– “Siamo ancora a livello di permessi di ricerca (e non di produzione energetica) da seguire comunque con un attento monitoraggio, anche sismico”. No ingegnere, e lei non può non saperlo (sennò veramente in che mani siamo!) se la Regione Umbria dà l’intesa ITW-LKW comincia immediatamente a costruire la centrale geotermoelettrica, non deve fare alcuna ricerca essendo –quello di Castel Giorgio- un impianto pilota, che si differenzia dagli impianti geotermici “non pilota” (ad autorizzazione regionale) che devono per anni fare misure e verifiche sulle caratteristiche dei campi geotermici.
– E per ultima la
chicca: “Lo sfruttamento del geotermico rappresenta una fonte di energia inesauribile, pulita e a basso costo”. Ci permetta, ingegnere, di dissentire dalla sua visione “bucolica” della geotermia che ha invece mostrato problematicità in tutto il Paese e si è rivelata non esauribile, non pulita (almeno per le tecnologie idrotermali sia a media che alta entalpia), e certo non a basso costo in quanto –tramite i gravosi incentivi caricati sulle bollette elettriche di cittadini e imprese- costa al Paese 4 volte di più delle altre forme di produzione elettrica! Non a caso le stesse Commissioni Parlamentari VII e X della Camera dei Deputati (prima firmataria l’on. Chiara Braga, del PD) hanno chiesto con la Risoluzione n. 8-00103 “Produzione di energia da impianti geotermici” al Governo –che sta lavorando in tal senso- una profonda riforma del settore. E che dire dei dimostrati conflitti di interesse della ditta: chi se ne doveva accorgere? I sindaci ed i cittadini o la struttura tecnica che da 5 anni legge i documenti? Ed ancora – in occasione della VIA regionale – fu l’Assessore Rometti, su nostra segnalazione (come onestamente egli stesso riconosce nella lettera di biasimo inviata all’allora Ministro dell’Ambiente Orlando) a stigmatizzare la inopportuna presenza, a difesa della ditta, dell’ing. Monteforte Specchi, Presidente della Commissione VIA nazionale. Anche in questo caso in evidente conflitto d’interessi, essendo consulente anch’egli della stessa ITW -LKW, conflitto di fronte al quale nessun funzionario regionale ha avuto nulla da eccepire. Lungi da noi fare di cent’erbe un fascio, ma non è la prima volta che ci lamentiamo dell’inadeguata operatività di alcuni funzionari nella struttura tecnica della Regione.
di Fausto Carotenuto, Vittorio Fagioli e Roberto Minervini



