CHI HA RAGIONE? CATIUSCIA MARINI O RAFFAELE CANNIZZARO? LA REGIONE O IL PREFETTO? 

CHI HA RAGIONE? CATIUSCIA MARINI O RAFFAELE CANNIZZARO? LA REGIONE O IL PREFETTO? 

27 Dicembre 2017 0 Di Orvieto Notizie
16 dicembre 2017 – Ho predisposto una interrogazione parlamentare urgente per chiedere l’intervento urgente del Ministro degli Interni affinché chiarisca e ripristini la verità istituzionale relativamente al rifiuto del Prefetto di Perugia ad autorizzare l’audizione dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nell’ambito della “Commissione d’inchiesta Analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita”.
Nonostante la richiesta di audizione fosse partita 4 mesi prima, soltanto il giorno stesso della data fissata è arrivato il diniego prefettizio alla sua effettuazione, come se si trattasse di una richiesta ordinaria, e come se tutto non fosse già pronto e stabilito in Regione, con personale a disposizione e costi sostenuti o da sostenere già programmati e allocati.
Non ritengo istituzionalmente garbato che il Prefetto interloquisca con una commissione di inchiesta regionale sulle infiltrazioni mafiose, con lo stesso cipiglio con il quale un ufficio comunale rigetta una istanza di condono edilizio abusivo, magari proprio nell’ultimo giorno disponibile.
Anzi, alle commissioni di inchiesta regionali andrebbe trasferito lo stesso potere di polizia giudiziaria come previsto per  quelle parlamentari. 
È per questo motivo che si configura una vero e propria crisi istituzionale perché da un lato la Regione Umbria ha nel suo statuto la possibilità di audire anche senza vincolo di segreto chicchessia. Dall’altro il Prefetto chiede che ci sia una autorizzazione superiore addirittura del Ministro.
Chi ha ragione?
Da una prima analisi lo statuto della regione Umbria si distingue da altri statuti regionali proprio per quel comma dell’articolo 54.
“I responsabili degli uffici regionali, nonché di enti, agenzie ed aziende istituiti dalla Regione hanno l’obbligo di fornire alle Commissioni di inchiesta tutti i dati, i documenti e le informazioni richiesti, senza vincolo di segreto d’ufficio.”
Altre volte erano già stati auditi membri delle forze di polizia, quindi è legittimo chiedere come mai altre volte il caso non era stato sollevato, e questa volta si?
Se esistono delle procedure vanno seguite sempre, e chi meglio degli uffici regionali o delle prefetture può seguirle?
Il ricorso al Ministro degli Interni è a questo punto quantomai necessario per uscire da questo grave conflitto istituzionale, che ci ricorda ancora una volta come la nostra architettura costituzionale a volte sia molto debole, sopratutto in un contesto culturale e sociale con scarso senso di educazione civica.
Stefano Lucidi – M5S
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