LE TRE VOCI – ULTIMISSIME DAL CONNA
11 Dicembre 2015Roma – In campo televisivo vi furono tre soggetti che capirono in tempo cosa sarebbe successo con la scelta del “digitale terreste e non quello da satellite che avrebbe permesso un ricambio tecnologico lineare senza ledere ulteriormente gli interessi di qualcuno, visto che le televisioni locali erano già state colpite da leggi, regolamenti, determine o altro che avevano via via complicato loro l’esistenza; questi furono: Beppe Grillo, la redazione di Newslinet e Conna.
Essi, pur svolgendo attività diverse fra di loro anche se collaterali, si accorsero del grave pericolo che sovrastava l’intera categoria che avrebbe finito per danneggiare gli interessi dei cittadini tutti, e con i mezzi che avevano a disposizione fecero conoscere cosa pensavano di questa operazione.
Beppe Grillo nei suoi spettacoli spesso faceva riferimento al rischio dell’imposizione del digitale a televisioni nate come una liberazione da una Rai schiava dei partiti, infarcita da giornalisti infedeli e di elementi tenuti al guinzaglio, scelti in modo tale da renderli docili e incapaci di reagire.
Lo studio di consulenza e la redazione del periodico telematico Newslinet edita da Planet, da esperti, si accorsero che oltre all’inflazione delle testate (una finta libertà di scelta che avrebbe provocato solo disorientamento nell’utenza) sarebbero nati tutta una serie di inconvenienti a cominciare dagli investimenti economici, dalle difficoltà di ricerca (LCN) a quelle di ascolto per le caratteristiche tecniche insite nel digitale.
Il Conna, come associazione non profit di piccole emittenti, valendosi del suo periodico a stampa Nuove Antenne e di titoli estremamente chiari, mise sull’avviso in tutti i modi le “locali” ma con sconcerto si accorse che erano proprio queste in nome di un “progresso” intempestivo, fuori luogo, a far muro di resistenza.
Questa lunga premessa per porre una domanda alle radio locali minacciate di sottostare a scelte del digìtale fatte da altri: ha insegnato qualcosa l’esperienza fallimentare delle Tv?
C’è la volontà di difendersi per tempo dall’affermarsi di “consorzi” che non sono altro che mezzi utili a qualcuno ma assolutamente mortali per altri?
Dal passato, si è tratta una esperienza tale da spingere all’autodifesa le radio oppure “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire?”.
Conna – Coordinamento Nazionale Nuove Antenne



