M5STELLE ORVIETO: NO INCENERITORI, AVANTI COL RICICLO.
21 Novembre 2018«Tra le numerose attività portati avanti dalla sottoscritta in filiera con il Movimento 5 Stelle nazionale e con i tanti singoli attivisti per l’ambiente del territorio, ci sono quelle per la riduzione dei rifiuti per la quale Orvieto è diventata almeno sulla carta un punto di riferimento. Infatti in Consiglio comunale abbiamo portato le istanze che puntano a diminuire la produzione generale dei rifiuti per ridurre il loro conferimento degli impianti di trattamento e nelle discariche. Calo un velo pietoso sulla questione inceneritori perché Orvieto si è pronunciata all’unanimità contro la prospettiva di averne sul territorio approvando un apposito ordine del giorno a mia prima firma e convergendo sulla posizione di respingere quella della termovalorizzazione come soluzione di ultima istanza da utilizzare dove non si faccia una differenziata di livello elevato come quella di Orvieto e del nostro territorio. Persino il partito che ha espresso il vicepresidente Meffi, che oggi scrive di volere gli inceneritori, ha votato con chiarezza per un ciclo economicamente virtuoso come quello del riciclo esprimendosi a favore del divieto di incenerimento. Così come sono state unanimi le approvazioni delle tante iniziative a tutela del valore del nostro ambiente e rispettose delle buone pratiche civili per la riduzione dei rifiuti. Formalmente infatti Orvieto è diventata una città Plastic free su cui non è consentito l’utilizzo in area pubblica dei prodotti usa e getta di plastica, ad Orvieto è stato approvato un protocollo anti spreco per i prodotti in scadenza e la reintroduzione del vuoto a rendere. In questa settimana Europea della riduzione dei rifiuti dobbiamo fare il punto e ricordare che l’amministrazione deve trasformare impegni in atti concreti incentivando le buone pratiche da parte dei cittadini rafforzando la sua presenza nei controlli capitalizzando quello che è sulla carta facendolo diventare valore aggiunto per chi viene a vivere e lavorare, o anche solo in vacanza nei nostri territori, attratti anche dalla reputazione del buon vivere e dalla immagine molto “eco” e rispettosa che diffondiamo. Spiace quindi che qualcuno abbia cambiato idea tirandosi indietro, e secondo me sbaglia ed alimenta incertezza in chi può investire nel riciclo.



