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6 Febbraio 2019
Orvieto – 4 febbraio 2019 – Si può vivere di agricoltura con una piccola azienda oggi? Visioni, problemi, soluzioni. Quale agricoltura per la salute del coltivatore, del consumatore e del pianeta? Cosa offrono la ricerca più avanzata e le nuove tecnologie sul campo?
Ricette di nuova residenzialità per giovani e non in campagna in perfetto stile Cittaslow, perseguendo forme multiple di economie resilienti e in equilibrio con l’ambiente. Approcci nuovi per uno dei mestieri più antichi e importanti del mondo che oggi trova nuova centralità anche grazie alla profonda azione politico-culturale di Slow Food. Durante la serata dalla voce diretta di alcuni protagonisti comprenderemo le prospettive concrete per l’agrobiologia applicata sul campo e l’agroforestry
Il terzo appuntamento di nove dei Giovedì Slow di “A Scuola di Cittaslow 2019” è dedicato all’agricoltura. Oggi non possiamo più – soprattutto in agricoltura – immaginare un futuro “produttivista”, solo quantitativo, basato esclusivamente sulle tendenze di mercato del momento. Nel rispetto prioritario della sostenibilità economica e sociale dell’impresa agricola, è tempo di investigare nuove opportunità e ridurre le problematicità interne ed esterne al settore, locali o generali che siano. Come la tendenza della mobilità è sempre più carbon zero ed elettrica, dobbiamo prendere atto che in parallelo è ormai tracciata anche nei campi agricoli una linea di rispetto crescente per la qualità ambientale, premessa insostituibile per assicurare altre qualità alle diverse produzioni. Già ora non si può e non si potrà sempre più in futuro, operare senza conoscere le relazioni biologiche sul terreno agrario, e gli impatti delle nostre azioni agricole. Da alcuni anni si assiste ad una “rivoluzione silenziosa”, fatta di ricerca applicata, rapporto intersettoriale tra produttori del settore primario, mondo contadino e macchine ipertecnologiche che tolgono “chimica” dai campi a favore di una sempre maggiore salubrità…Al termine della filiera anche la produzione locale e le modalità di commercializzazione sono oggi sempre più variegate e multicanale. Anche l’agroforestazione 4.0 è un modo per rimettere al centro l’equilibrio delle varie produzioni agricole e forestali, tipico dell’agronomia ancestrale in particolare in territori come l’Umbria, ma che oggi vengono rivalorizzati grazie alla ricerca – durante la serata interverrà sull’argomento la ricercatrice del CNR-IRET, Claudia Consalvo, – e alla creazione di sistemiagricoli promiscui
intervengono:
Stefano Fogacci, Slow Food, Az. Agricola Tizzano(Zocca,Modena), “uomo di terra”, coinventoredel Festival del Letame e salvatore della Vacca Razza Bianca Modenese, su:
“Il Ritorno in campagna, Appennino resiliente si può, SLOW CHESTNUT: per una nuova castanicoltura”
Claudia Consalvo, Fiduciaria Slow Food Orvieto, Ricercatrice presso CNR-IRET di
Porano, Contadina, su:
“Agroforestry in oliveto contro il “mal dell’abbandono”
Francesco Basili, “Azienda Agricola Basili Danilo”, 44 anni di pastorizia e trasformazione “resistente” su:
“Le buone pratiche agricole sugli oliveti letamati e pascolati,
produttività e bassi input chimici”
I produttori agricoli e artigiani “Sostenitori Locali di Orvieto Cittaslow”
in collaborazione con SLOW FOOD Condotta di Orvieto
Al termine aperipeople
“Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni”, (Herb Caen)
fonte: ufficio stampa cittaslow international



