RIMBORSI FATTURAZIONE A 28 GIORNI: TODARO (FEDERCONSUMATORI TERNI), NON VA PRESENTATA ALCUNA RICHIESTA, DEVONO ESSERE AUTOMATICI

RIMBORSI FATTURAZIONE A 28 GIORNI: TODARO (FEDERCONSUMATORI TERNI), NON VA PRESENTATA ALCUNA RICHIESTA, DEVONO ESSERE AUTOMATICI

28 Ottobre 2019 0 Di Orvieto Notizie

Terni – L’annosa vicenda della fatturazione a 28 giorni sembrava in via di risoluzione con il pronunciamento con cui, nel luglio scorso, il Consiglio di Stato ha confermato l’automatismo dei rimborsi, stabilito da AGCom per Fastweb, Vodafone e WindTre. Purtroppo, però, i gestori telefonici hanno dimostrato di non voler rispettare il criterio stabilito dall’Authority e continuano imperterriti ad esortare i clienti a presentare – tramite una telefonata, un fax, una PEC, una mail, un messaggio di posta ordinaria o attraverso il sito web – specifica richiesta per la restituzione dei giorni illegittimamente erosi. fronte di questa situazione, vogliamo ribadire tutti gli utenti che non è necessario presentare alcuna richiesta per ottenere il rimborso – afferma Franco Todaro, di Federconsumatori Terni – e vogliamo anzi dissuadere gli utenti ad aderire ad una indicazione non corretta degli operatori, in merito alla quale è peraltro in corso un processo sanzionatorio proprio da parte dell’Autorità Garante per le Comunicazioni”.
“La diffusione di indicazioni inesatte sulla questione costituisce potenzialmente un enorme vantaggio economico per le aziende – continua Todaro – la presunta necessità di presentare richiesta di rimborso può finire di fatto per indurre molti utenti a desistere”.
Gli sportelli della Federconsumatori di Terni, come nel resto d’Italia, continuano a ricevere richieste di informazioni e di assistenza, anche perché la vicenda si è ormai trascinata oltre ogni ragionevole ed accettabile tempo di attesa. “Per non venire meno al giusto principio della restituzione automatica noi continuiamo a dire loro di aspettare – conclude Todaro – ma quanto tempo deve ancora passare per ottenere il rimborso dei milioni di euro incassati dalle aziende con questo comportamento?”.
fonte: fabrizio ricci – cgil

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