UMBRIA: ILLUSTRATA LA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI

UMBRIA: ILLUSTRATA LA RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI

28 Aprile 2016 0 Di Orvieto Notizie

(Acs) Perugia, 28 aprile 2016 – “Il piano rifiuti nel suo complesso appare valido, anche se ci sono dei ritardi. Le problematiche emerse verranno affrontate dall’Agenzia unica per i rifiuti e l’idrico (Auri) partendo proprio dall’armonizzazione del sistema, lavorando sulla proiezione della strategia che a livello regionale ci si è dati, rilevando inoltre difficoltà e ritardi sul sistema della differenziata, questo è l’approccio che Auri si è data dal momento della sua costituzione. Quanto all’interdittiva antimafia, le inchieste della magistratura devono fare il proprio percorso, che tutti auspichiamo sia celere, per i destini di una realtà economica molto importante per l’Umbria”. Il presidente Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha così avviato l’illustrazione all’Assemblea legislativa della relazione conclusiva sull’attività svolta dalla Commissione d’inchiesta su “verifica e tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale, con particolare riferimento alla raccolta differenziata e valutazione delle implicazioni e ricadute sul sistema, dell’interdittiva antimafia notificata dal prefetto di Perugia a Gesenu, Ecoimpianti e Gest”. Chiacchieroni ha evidenziato che “tra le criticità del sistema di gestione dei rifiuti riscontrate ci sono: la mancata diminuzione dei costi della raccolta differenziata per i cittadini, dovuti all’investimento iniziale necessario per attivarla; il basso costo del conferimento in discarica in Umbria; il mancato completamento del processo di economia circolare (superamento dei consorzi obbligatori e sostegno delle imprese private che lavorino materiali recuperati); la necessità di calcolare il materiale recuperato e non solo il differenziato; la necessità di innovare gli impianti di trattamento e di rendere efficienti quelli che esistono. Il superamento di questi nodi potrà determinare un minore impatto sulle discariche, lasciandole solo per una parte limitata del sistema complessivo (chiusura del ciclo)”. Al termine del dibattito che è seguito all’illustrazione, l’Aula ha approvato all’unanimità (14 sì) la mozione sottoscritta dai consiglieri Chiacchieroni, Solinas, Casciari (Pd), Liberati (M5S) e Fiorini (Lega) che “preso atto del lavoro svolto dalla Commissione d’inchiesta sulla tenuta del sistema di gestione integrata dei rifiuti sul territorio regionale, propone di trasmettere tutto il materiale esaminato all’attenzione della Seconda commissione, così da permettere di proseguire il lavoro in continuità, convocando audizioni periodiche ogni tre mesi circa per affrontare le problematiche legate al ciclo della raccolta dei rifiuti in Umbria. Inoltre demanda alla costituenda Commissione Antimafia la trattazione delle problematiche inerenti l’interdittiva alla società Gesenu e la valutazione di eventuali reati sempre nell’ambito del ciclo dei rifiuti”.

I LAVORI DELLA COMMISSIONE

“Dalla sua costituzione, il 24 novembre 2015, la Commissione – ha ricordato il presidente – ha svolto 13 sedute dedicate, in prevalenza, ad incontri con gli attori istituzionali, i responsabili aziendali, i soggetti sociali e le associazioni che svolgono un ruolo in ordine alle tematiche inerenti la gestione integrata del ciclo dei rifiuti sul territorio regionale. Dai documenti ricevuti sono emerse le partecipazioni di Gesenu in appalti e società nelle province di Messina e Catania, zone dove è consistente il fenomeno di penetrazione mafiosa. Il dirigente del servizio energia, qualità dell’ambiente, rifiuti, attività estrattive della Giunta regionale ha parlato delle funzioni e della missione del sistema rifiuti umbro, la suddivisione delle competenze. Ha chiarito il ruolo della costituenda Auri, affrontato la delicata questione dei termovalorizzatori previsti dal decreto ‘Sblocca Italia’, precisato le percentuali della raccolta differenziata e la situazione delle discariche umbre. È stata messa in evidenza la problematica legata al sistema delle discariche in esaurimento, l’avvio della raccolta differenziata, iniziata in tutta la regione ma con diverse percentuali raggiunte, e infine evidenziando la percentuale della raccolta differenziata rispetto alla quantità di rifiuti riciclata. Il vicesindaco di Perugia, Urbano Barelli, ha a spiegato che l’interdittiva indirizzata a Gesenu ha creato difficoltà per il servizio e preoccupazione per l’occupazione, ribadendo inoltre che sono stati commissariati i contratti e non Gesenu. Barelli ha chiarito la volontà di chiudere le esperienze in Egitto e in Sicilia, evidenziando la necessità di concentrare l’impegno di Gesenu in Umbria e nei territori vicini e, al tempo stesso, sottolineando l’esigenza di un rilancio strategico di un’azienda che ha rappresentato per Perugia e per l’Umbria un punto di riferimento importante. Il Consiglio di amministrazione di Gesenu, rappresentato da Dante de Paolis, ha espresso la situazione Gesenu in relazione all’interdittiva, in particolare in relazione a ciò che si contesta ai dipendenti assunti con reati a carico, spiegandone numeri e modalità assunzione e rescissione contrattuali; ci si è soffermati inoltre sulle questioni inerenti le attività svolte e la gestione generale dell’azienda, con un focus sulla raccolta differenziata. Si è trattato il tema delle difficoltà aziendali per impossibilità, causa interdittiva, di partecipare a gare. Sulla questione della presenza di dipendenti cui si contestano reati mafiosi, si è precisato che la contestazione è rivolta a sei dipendenti che non hanno ruoli dirigenziali presso le partecipate in Sicilia, dei quali quattro sono stati licenziati, uno è sottoposto ad un programma di protezione in quanto pentito, e in un caso si trattava di un errore. Per gli altri casi di delinquenza comune il numero a calato da venti a dodici dipendenti, e in questi casi si tratta di persone affidate ai servizi sociali ai fini del reinserimento. La Commissione ha inoltre incontrato la ‘Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti su illeciti ambientali ad esse correlati’, i rappresentanti di Associazione Orvieto Civica, Comitato No Incenitori, Terni, Comitato RifiutiZero Spoleto, Nuovo Comitato Belladanza, Osservatorio Borgogiglione, Italia Nostra Umbria, Comitato InceneritoriZero e Comitato ‘No alla costruzione di un impianto di compostaggio a Lacaioli’. C’è stata inoltre l’audizione con il presidente dell’Auri, i sindaci di Corciano, Spoleto, Orvieto, Magione, Città di Castello e Marsciano, e il rResponsabile del Servizio Ambiente del Comune di Foligno. Da tutti è emersa la volontà di continuare la raccolta differenziata dei rifiuti come strategia di fondo, affrontandone i ritardi e le difficoltà. Attenzione particolare è stata dedicata dai commissari e dagli enti chiamati in audizione alla situazione dei conferimenti in discarica, la tenuta del sistema per durata legata a tempo e stoccaggio, e sull’importanza di metodologie all’avanguardia per un facile sistema sia di raccolta che di smaltimento, tutto ciò tenendo ben presente i costi, e la necessità di non gravare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti. I sindaci interessati hanno inoltre evidenziato la situazione delle discariche presenti nei propri territori comunali e sulla necessità di ulteriori fondi per garantire al meglio lo svolgimento dei servizi, per una giusta informazione nell’educazione dei cittadini”. Il direttore generale di Arpa, Walter Ganapini, ha approfondito il tema della salute in relazione allo smaltimento dei rifiuti, trattando anche quelli speciali, e del monitoraggio su discariche dismesse ed eventuali rischi conseguenti alla chiusura. Il quadro è quello della creazione di una economia circolare, utile per i vari comparti ambientali ed economici, quali l’industria per il riuso delle sostanze base e l’agricoltura per il riutilizzo delle sostanze organiche provenienti dalla raccolta differenziata. Sono stati inoltre affrontati i progetti e futuro è stata caratterizzata dal tema dell’educazione dei cittadini a nuovi sistemi di raccolta. Con l’assessore regionale all’ambiente, Fernanda Cecchini, sono stati affrontati i rapporti con altre Regioni per ciò che riguarda lo smaltimento rifiuti, l’auspicabile riduzione del numero di gestori territoriali e la complessiva semplificazione la nascita di Auri risulta fondamentale. Prioritari: l’educazione ambientale e proprio specificatamente nel settore rifiuti, e di come la regione, unitamente alle società, e in particolare agli Ati, può essere utile per il coinvolgimento delle istituzioni appunto nell’educazione ambientale; l’ampliamento della raccolta differenziata proprio per diminuire la percentuale di ciò che va in discarica al fine di dare risposte adeguate al territorio”.

 

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