ORVIETO: UNANIMITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE PER CONCESSIONE DI RATEIZZAZIONI DI PAGAMENTO PER DEBITI DI NATURA TRIBUTARIA
2 Maggio 2016ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità dei presenti il Regolamento per la concessione di rateizzazioni di pagamento applicabili ai debiti di natura tributaria proposto dalla Giunta ed esaminato dalla competente Commissione consiliare. Il Regolamento che si compone di 9 articoli (vedi allegato) è già in vigore essendo stata approvata dal Consiglio l’immediata esecutività. Il Consiglio ha trattato l’argomento in un’unica discussione relativa agli atti inerenti le entrate tributarie del Comune: Irpef, Tasi, Tari, Imu, imposta di pubblicità per l’anno 2016 facenti parte del bilancio d’esercizio di prossima approvazione (di cui si dà conto nei successivi comunicati). Prima della vera e propria relazione introduttiva dell’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini, la cronaca della seduta ha fatto registrare un lungo confronto scaturito dall’annuncio di due emendamenti da parte dei gruppi di minoranza relativi all’art. 3 “Criteri di concessione delle rateizzazioni di pagamento e decadenza dal beneficio concesso”, uno del Cons. Sacripanti tendente ad estendere a 24 rate mensili anziché a 12 gli importi ricompresi tra € 3.000,00 e € 9.999,99; e l’altro del Cons. Luciani ulteriormente estensivo fino a 36 rate. Su entrambi, in base all’art. 66 del Regolamento del Consiglio, è stata posta la pregiudiziale del Cons. Taddei che è stata accolta con 8 voti favorevoli della maggioranza contro i 4 espressi dalla minoranza.
Sintesi del dibattito che ha preceduto le votazioni della pregiudiziale e dell’atto:
L’Assessore Gnagnarini ha messo in evidenza che “il regolamento costituisce una sorta di facilitazione del rapporto fra Ente e contribuenti sempre orientato verso una collaborazione e bonarietà. Nato da una indicazione fatta dal Consiglio Comunale del 30 aprile 2015 con una mozione del Cons. Sacripanti emendata dal gruppo PD che chiedeva all’Amministrazione di predisporre un regolamento che introducesse sistemi di rateizzazione per la riscossione di tributi. Lo scorso mese di marzo la Giunta ha approvato la bozza di regolamento ora sottoposto al Consiglio”, annunciando la previsione di una rateizzazione massima di 36 mesi per gli importi maggiori e sostenendo che i due emendamenti formulati si sovrapponevano.
Andrea Taddei (PD) ha posto la pregiudiziale chiedendo che gli emendamenti venissero ritirati e dicendosi “sorpreso perché a distanza di un anno si torna su richieste di emendamento ‘last minuts’ senza aver allegato un parere di regolarità tecnica né contabile. Ovvero, prima di qualsiasi presentazione di emendamenti non sono state fatte le verifiche con gli uffici”.
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto) ha replicato che era stato “rispettato il regolamento che prevede la presentazione di emendamenti fino a un attimo prima della discussione. Le commissioni sono state convocate ieri e l’altro ieri” per poi precisare che essendosi riunite le commissioni solo nei due giorni precedenti, era ovvio che gli emendamenti venissero presentati una volta acquisiti gli elementi di merito. Sacripanti ha quindi sottolineato che per come erano stati concepiti gli emendamenti non avevano incidenza finanziaria, sollevando dubbi sul fatto che la maggioranza li avesse letti e compresi e comunque precisando che da parte dell’Assessore c’era una disponibilità a rivedere la questione “per migliorare l’impianto della delibera” che non veniva stravolta, ma che si andava ad adottare “nonostante il parere contrario dato dal Revisori dei Conti su due punti”.
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio) si è detto resto “basito perché gli emendamenti non erano stati letti, pur avendo avuto in maniera formale la disponibilità di un ‘disco verde’ dell’Assessore”.
Quindi ha anticipato una pregiudiziale sui “diritti lesi della minoranza limitata nel fare proposte sui temi della seduta, attraverso emendamenti che incontrano le esigenze della povera gente che non arriva a fine mese”. “La pregiudiziale – ha dichiarato – è solo il tentativo della maggioranza di impedirci di fare emendamenti. C’è dunque una contraddizione gigantesca: il preventivo non è stato approvato dalla Giunta, il consuntivo si discuterà l’11 maggio dopo che noi abbiamo interessato il Prefetto. Dunque un comportamento scorretto. La pregiudiziale va respinta. Meglio sospendere il Consiglio per un approfondimento”.
Anche Lucia Vergaglia (M5S) ha parlato di “atteggiamento offensivo della maggioranza che chiude sul confronto invocando l’iper-formalismo. In 2^ commissione si è scesi nel dettaglio, concordi nell’accogliere il provvedimento”. Si è detta “soddisfatta che la sollecitazione di un Regolamento sia stata accolta, ma con delle specifiche che completano il lavoro che viene presentato. Perché dunque perdere l’occasione di allargare questo beneficio? Cosa ci guadagna un’Amministrazione di sinistra? L’impatto sociale sui bilanci familiari è importante quindi non è comprensibile l’atteggiamento della maggioranza che dovrebbe ascoltare cosa vogliamo proporre”.
Roberto Meffi (Forza Italia) ha detto che “si tratta di emendamenti di buonsenso e di realismo. Allungare le possibilità di pagamento è auspicabile. Se ci sono le possibilità per farlo perché non aderire? L’atteggiamento della maggioranza è di masochismo, anziché quello di far scattare la tutela verso chi oggi sta soffrendo da parte di chi amministra la città. Ci potrebbe essere qualche problema di cassa di poche migliaia di euro, ma non credo che il Comune non possa fronteggiarle. Forse la maggioranza ha perso una occasione perché gli emendamenti poteva presentarli essa stessa”.
Maria Flavia Timperi (PD) ha parlato dell’esigenza di “arginare una pressi fastidiosa e dilatoria che sembra essere l’unica ratio per la quale gli emendamenti sono stati presentati. Perché farlo durante la seduta e non in mattinata? Le forme di tutela nei confronti delle persone in difficoltà ci sono. In commissione la questione di maggiori rateizzazioni è stata affrontata ma, alla luce del bilancio armonizzato, inciderebbero in qualche misura sul bilancio. Peraltro si tratta di due emendamenti fra loro contraddittori”.
Sacripanti ha insistito sul fatto che “la pregiudiziale su cosa si è fondata? Se vuole eccepire delle violazioni procedurali ha un senso, ma non è stato violato nulla!”.
Ancora l’Assessore Gnagnarini ha invitato a distinguere i due piani: “la pregiudiziale del PD è relativa alla presentazione degli emendamenti a termini di regolamento; dati per letti gli emendamenti stessi sulla loro natura, invece, va valutata la loro incidenza o meno sugli equilibri di bilancio. La modulazione della rateizzazione di un cespite già messo a residui è una incidenza nulla se non in materia infinitesimale alla parte cassa”.
La seduta è stata poi sospesa per un confronto tra i gruppi prima della votazione sulla pregiudiziale. Alla ripresa dei lavori, Andrea Sacripanti (Gruppo Misto) ha detto: “si approva un atto su cui il Collegio dei revisori dei conti ha dato parere contrario e non per fatti banali, ma perché chiedono di dettagliare meglio i requisiti oggettivi e soggettivi ed altre situazioni di difficoltà per accedere al beneficio della rateizzazione. La maggior parte di quelli che ad oggi risultano essere morosi sono persone che all’epoca dell’inadempimento versavano in uno stato di sofferenza mai riscontrato prima. I Revisori chiedono di precisare la casistica delle persone giuridiche. In Commissione abbiano discusso molto, arrivando ad una comune determinazione: pensare prioritariamente a quanti hanno davvero bisogno rispetto alle persone che, attraverso questi benefici, in qualche modo se la cavano. A fronte del parere negativo dei Revisori la maggioranza approva comunque il Regolamento, sapendo che è un atto irregolare. Io sarò votandolo, dal momento che recepisce una mia precedente richiesta. Avrei voluto migliorarlo avendo appreso che la maggior parte degli accertamenti riguarda i morosi fra i 3/10 mila euro, avrei lasciato l’invarianza sul resto, proponendo la dilazione da 12 a 24 rate. E’ stato impedito di discutere nel merito dell’emendamento e delle agevolazioni dei concittadini. Prendo atto che dalla maggioranza non viene mai prodotto un atto migliorativo di natura finanziaria. Non siamo in competizione. Se la maggioranza ha delle idee le proponga. Politicamente, invece, sa solo rispondere con la cecità. Noi siamo più liberi”.
Vergaglia: “all’epoca della presentazione del provvedimento, l’Assessore Gnagnarini disse: ‘non potevate fare qualcosa in più?’. Nel definire meglio i soggetti giuridici la natura delle persone fisiche, persone giuridiche / enti ci sono ancora molti vuoti interpretativi che potevano essere colmati in questa occasione. Il regolamento da un lato vuole andare incontro alle necessità, ma poi le limita. Il ‘baratto amministrativo’ che recentemente abbiamo approvato come Consiglio era coincidente con le esigenze portate avanti con questo regolamento, ma non è stato preso in considerazione. La ratio del provvedimento va esattamente nella direzione contraria”.
Timperi: “trovo stucchevole questo confronto serrato, le misure di rateizzazione sono previste tra 8 e 36 rate mensili. Il parere del Collegio dei Revisori è favorevole ma con delle raccomandazioni che sono state sicuramente valutate”.
Olimpieri: “voterò il regolamento che indubbiamente va incontro alle esigenze sociali in questi anni difficili e dò merito a chi, mesi fà ha sollevato il problema e all’Amministrazione che lo ha portato a sintesi. E’ evidente che il Comune eviterà il più possibile l’evasione e l’elusione. Il punto è che i due emendamenti presentati da Sacripanti e Luciani avrebbero semmai trovato problemi nella Cassa, che però si va formando nel corso dell’anno. Io penso che laddove è possibile fare, anche superando i formalismi, andrebbe fatto qualcosa di più. Oggi invece la maggioranza si appella in maniera pedissequa al regolamento che, indicando le prescrizioni, di fatto i Revisori dicono che va modificato. In ogni caso c’è il bene superiore che va preso in considerazione è cioè i bisogni reali del cittadini che aspettano di rientrare dal debito con il Comune in tempi più ragionevoli. Se la paura dell’Amministrazione è quella di qualche criticità di cassa, è un assurdo. Una discussione comunque positiva che dimostra che, talvolta, superando le contraddizioni, si potrebbe trovare qualche soluzione. Noi tutti consiglieri comunali dovremmo farci l’esame di coscienza sul fatto che abbiamo le ali tarpate nell’emendare quello che propone la Giunta. Non dobbiamo essere degli ‘yes man’”.
Martina Mescolini (PD): “l’accusa è intollerabile. Riguardo agli emendamenti era un diritto chiedere il parere degli uffici. La scelta di rateizzare secondo i blocchi individuati agevola da un lato, ma funge da deterrente per quanti tentano di fare i ‘furbetti’ ricercando la dilazione nel tempo per poter pagare. Vergaglia dice che non abbiamo dato risposte delle raccomandazioni dei Revisori, perché allora non aver presentato degli emendamenti che le avessero concretizzate? L’impressione è che sia una strumentalizzazione per dire che solo la minoranza è paladina delle classi meno abbienti”.
Gianluca Luciani (Identità e Territorio): “se c’è la volontà di votare l’atto, chiedo all’Assessore di vedere questi emendamenti per inserirli eventualmente nei tempi giusti a modifica del regolamento”.
Assessore Gnagnarini ha ricordato che “in applicazione all’art. 52 del D. Lgs. 446/1997, i Comuni hanno la possibilità di modificare, attraverso la propria potestà regolamentare generale, la disciplina delle proprie entrate anche tributarie, in relazione a tutti i profili non legati direttamente al presupposto d’imposta. In una fase di grave e pesante crisi economica, sia sul versante delle imprese sia su quello delle famiglie, per l’Amministrazione Comunale è necessario valutare con attenzione le esigenze dei cittadini, in qualità di persone fisiche o giuridiche, sottoposti, sia alle procedure di accertamento dei tributi sia alla regolare normativa di fiscalità locale ordinaria in continuo movimento. Quindi, per rispondere adeguatamente a tali esigenze, è necessario prevedere forme di rateizzazione degli avvisi di accertamento emessi in materia di tributi comunali a seguito di istanza da parte dei contribuenti interessati, oltre che prevedere strumenti deflativi per l’imposizione ordinaria e bonaria di tasse e o imposte, che permettano di dilazionare gli importi dovuti in un arco temporale consono alle esigenze delle persone fisiche e delle persone giuridiche in rapporto tuttavia alle esigenze di bilancio dell’Amministrazione comunale. In tal senso si è reso necessario aggiornare i criteri per le rateizzazioni già approvati con nel 2000 poiché non più coerenti con le mutate esigenze di cittadini e imprese”. “Tutti aspettavamo un provvedimento mirato al disagio – ha aggiunto – Il regolamento se non al 100% risponde in larga misura alle aspettative. I cosiddetti ‘furbetti’ non potranno abusare. Andremo a rateizzare qualora ci venga fatta richiesta e previo accertamento che è un altro deterrente, visto che l’accertamento dello stato di disagio dipende dalla esibizione di documenti probatori. Per i ‘furbetti’ c’è un’altra norma all’art. 3 comma 6 sulla decadenza del beneficio a favore del contribuente. La modulazione della durata della rateizzazione differenziata per importo – sono previste 6 fasce di importo con un minimo di 4 e un massimo di 36 mesi, periodo massimo consentito e legato al bilancio – ha un effetto mitigatore dei furbetti. Andiamo a votare un provvedimento da più parti condiviso e per l’effetto e l’aiuto concreto che dà ai contribuenti, collocando il nostro Comune fra quelli che esprimono una forte sensibilità verso nicchie di popolazione rispetto alle quali ci deve essere la massima attenzione e disponibilità della Pubblica Amministrazione”.
Dichiarazioni di voto, Meffi: “regolamento che va ad incidere indubbiamente sulle esigenze dei cittadini ma su questo si può aprire una ulteriore riflessione. Io sostengo tutto ciò che va incontro alla cittadinanza. Su importi importanti vedo che non sono state previste delle fidejussioni che equivarrebbe all’accensione di una ulteriore linea di credito. Voto favorevole”.
Sacripanti: “votiamo all’unanimità l’atto. Il ‘casus belli’ che ha innescato la lunga discussione non lo abbiamo provocato noi. Non ci è stato ancora spiegato il nostro presunto intento dilatorio e strumentale su un atto che di fatto approviamo. Di solito i ‘furbetti’ non stanno nelle fasce basse di reddito; di quì la logica che ci ha suggerito di estendere la rateizzazione massima. Se avessimo discusso gli emendamenti avremmo sicuramente trovato un punto di convergenza. Mi dispiace che sia stata persa una occasione”.
Luciani: “siamo favorevoli. Il mio emendamento guardava alla povera gente prevedendo appunto l’estensione della rateizzazione massima”.
Vergaglia: “sono favorevole al regolamento. I toni della barricata non sono edificanti. La solidarietà dovrebbe essere più vicina ai cittadini anche da questi banchi. Spero che sia l’inizio essenziale per una relazione più significativa e costruttiva su questi temi”.
fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto



