Primo Canale di Genova promuove un’azione di protesta verso la richiesta del Mise alle tv locali di trasmettere gratis gli spot istituzionali per la promozione del bonus decoder T2.
Come noto, il Ministero dello sviluppo economico al fine di agevolare l’informazione al pubblico sull’avvicendamento tecnologico verso il T2 ha promosso la trasmissione facoltativa degli spot che promuovono le agevolazioni alle fasce deboli per l’acquisto di decoder e Tv di ultima generazione.
Sul punto, è intervenuta l’Associazione Tv Locali di Confindustria Radio Tv che, “ha richiesto a più riprese al Mise un contributo per la diffusione di tale campagna“.
Niente trippa per gatti e… tv locali
Il Ministero ha però “sempre risposto che non era prevista alcuna remunerazione per i FSMA (sia nazionali che locali) che avrebbero aderito alla campagna, poiché tale comunicazione istituzionale gratuita, non prevista dal Mise e quindi non contemplata nei capitoli di spesa, è stata richiesta con forza dagli operatori televisivi nazionali, al fine di agevolare una transizione indolore al T2 in difesa degli ascolti delle televisioni”.
“Di fronte all’ennesima richiesta della nostra Associazione in tal senso, il rappresentante del Mise, in occasione del Tavolo TV 4.0 ha voluto ricordare che nonostante le premesse poco confortanti, il governo ha confermato l’entità dei contributi di cui al Dpr 146 e che non vi era proprio disponibilità di ulteriore capacità di spesa“.
Primo Canale non ci sta
La querelle è evoluta con una iniziativa di Primo Canale di Genova, il cui editore Maurizio Rossi ha deciso di non trasmettere lo spot.
“Siamo totalmente contrari a trasmettere gratuitamente spot a favore della transizione digitale che espropria le nostre frequenze con ritorni economici assolutamente irrisori e inadeguati”, ha annunciato Rossi in una nota inviata a Confindustria Radio Tv.
Non è la RAI
“Non siamo la Rai che drena quasi 3 miliardi di euro ai cittadini, non siamo le reti nazionali che che drenano miliardi di pubblicita’ nazionale. Siamo il vero Servizio Pubblico Regionale, abbiamo subito vessazioni, umiliazioni, in questa drammatica transizione specie per regioni penalizzate sotto ogni profilo come la Liguria.
Promettiamo solo battaglia alle numerose ingiustizie che stiamo subendo altro che trasmettere gratuitamente spot a favore di un sistema che contestiamo integralmente”,ha concluso l’editore di Primo Canale, la cui posizione Confindustria Radio Tv ha condiviso pienamente estendendola agli altri associati e a questo periodico.
Per aiutare le nazionali, le tv locali dovrebbero promuovere gratis un processo che le danneggia…
“Tutte le reti nazionali e molte Tv locali hanno aderito a tale iniziativa che, occorre ribadire, è del tutto facoltativa. Pertanto la posizione del consigliere Maurizio Rossi e la conseguente decisione di non trasmettere i comunicati è assolutamente legittima e può tranquillamente essere condivisa da tutti gli Associati che concordano con tale posizione. Coloro che come me hanno aderito alla campagna, lo hanno fatto nella consapevolezza che i tempi previsti per la transizione e al T2 siano molto ristretti, che tale fatto sia ineludibile, e che se a giugno 2022 vi saranno ancora milioni di famiglie con televisori obsoleti, sarà tutto il sistema a pagarne le conseguenze e non certo il Mise”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Tv Locali Maurizio Giunco.
fonte: www.newslinet.it



