LETTERA APERTA AL SINDACO DI ORVIETO
7 Maggio 2020 0 Di Orvieto NotizieCara sindaco Roberta Tardani,
mi chiamo Leonardo Olivieri, e risiedo a Canale Nuovo in viale Venere. Le scrivo queste righe per informarla della situazione in cui vertono i giardini comunali della mia piccola frazione. Proprio oggi pomeriggio mentre stavo camminando in quella zona vedo appesa la nuova ordinanza comunale da lei emanata che descrive ciò che si può, e non si può fare, all’interno dell’area in questione (vedere foto).

Per prima cosa mi balza all’occhio che si può sedere sulle panchine. Notizia positiva, ma le panchine sono circondate da erba e vegetazione talmente alte (vedere le foto) che sfido chiunque a mettersi seduto, anche solo cinque minuti, per godersi l’aria buona della mia splendida frazione.

Ergo, lei lo permette, ma la manutenzione, alla quale dovevate provvedere (completamente assente), fa sì che mi debba privare di questo privilegio. Leggo inoltre che si può praticare attività sportiva individuale. Super! Da ingenuo penso subito che è permesso tirare in quel bellissimo canestro, che giusto per informazione è stato rimesso a nuovo e quindi utilizzabile da mio fratello, con il suo sudore e la sua volontà (vedere foto), rendendolo anche sicuro perché poco tempo fa il ferro era barcollante e sarebbe potuto cadere addosso a qualcuno…

Chiusa la parentesi sono talmente carico che dico: “adesso vado a casa a prendere il pallone per fare due tiri e sfogarmi un po’!” La mia euforia cala immediatamente perché tra le cose non concesse c’è scritto che non si possono usare aree e attrezzature sportive. Quindi se ho capito bene: anche se sono da solo (e le assicuro che hai giardini di Canale di questi tempi ci sono più giraffe che persone) non posso usare il canestro da basket. Allora le chiedo: se era permesso fare “attività sportiva individuale”, perché non posso tirare da solo a canestro? Sono sicuro che avrà delle buone ragioni a sostegno della sua ordinanza e la prego di farmene luce. Inoltre stringendo, si può solo camminare o al massimo correre nell’area non attrezzata, ma come facciamo se la suddetta area è impraticabile perché è abbandonata a se stessa da non so quanto tempo e c’è l’erba alta un metro (vedere le foto)?

Anche a questa domanda sono sicuro che saprà darmi delle risposte.
Attendo con ansia che prenda delle misure per aggiustare queste incongruenze, perché se è tornato di nuovo il diritto di: sedersi su una panchina, camminare e fare jogging; le aree pubbliche dove è concesso devono essere tenute in modo rigoroso, in modo che ne possiamo usufruire in sicurezza come ognuno di noi merita.
Chiudo la mia lettera caro sindaco facendole presente che istallare l’antenna 5G, in Piazza della Pace, in questo periodo di quarantena per i cittadini, non è stato a mio avviso un bel modo di operare. Non capisco che fretta c’era di farlo visto che in questo momento ci sono problemi molto più gravi da affrontare, come per esempio aiutare i lavoratori e gli imprenditori di Orvieto a risollevarsi da questa grave crisi economica. Le cose vanno fatte alla luce del sole e i cittadini vanno informati se gli viene messa un’antenna che lavora su bande di frequenze molto alte (dai 700 M hz fino ai 27 G hz) vicino alle abitazioni. Bande di frequenza che non tutti gli addetti ai lavori reputano sicure al 100% per la salute. Molti sindaci, leggevo oggi appunto quello della città di Vicenza, non hanno voluto istallare le antenne nelle città da loro amministrate, perché appunto non vogliono mettere in pericolo la salute dei propri cittadini.
Le auguro una magnifica giornata
Leonardo Olivieri



