PERUGIA, ANCORA VIOLENZE NEL CARCERE DI CAPANNE CONTRO LA POLIZIA PENITENZIARIA

PERUGIA, ANCORA VIOLENZE NEL CARCERE DI CAPANNE CONTRO LA POLIZIA PENITENZIARIA

11 Agosto 2020 0 Di Orvieto Notizie

Nelle ultime ore si è registrato l’ennesimo grave episodio di tensione ed intolleranza contro agenti del Corpo di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere perugino di Capanne. Lo denuncia la Segreteria nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario Fabrizio Bonino.

“Quel che è successo è di una gravità inaudita e sconcertante”, spiega. “Erano circa le 16:50 quando il collega si accingeva ad iniziare le operazioni di socialità alla sez 3A del reparto circondariale. Arrivato vicino alla stanza detentiva di un detenuto Italiano, nel momento che apriva la stanza detentiva per fare entrare un altro detenuto di colore nella cella, il detenuto Italiano brandendo una mazza della scopa in mano, minacciava il collega che l’avrebbe spaccato il bastone in testa, contestualmente cercava di uscire dalla cella riuscendoci in parte. L’agente immediatamente cercava di farlo rientrare, ma lo stesso imprevedibilmente gli dava un cazzotto colpendolo tra l’occhio destro e la tempia, dopo il colpo lo afferrava per l’avambraccio e lo tirava all’interno della cella. L’agente prontamente all’interno della stanza si divincolava e riusciva ad uscire dalla stanza chiudendolo. Lo stesso detenuto si è reso qualche settimana fa di un ennesimo episodio e con le stesse modalità colpendo con un pugno un altro Assistente di Polizia. L’agente soccorso immediatamente veniva accompagnato presso il.locale nosocomio per le cure del caso. Solo la prontezza e la lucidità del collega che era da solo in sezione ha scongiurato il peggio… Crediamo ci si renda conto che così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E purtroppo non vediamo azioni decise da parte di Ministero della Giustizia e Dipartimento Amministrazione Penitenziaria tese a tutelare i poliziotti, come ad esempio la fondamentale necessità di istituire le camere di sicurezza presso gli ospedali ed ogni altra iniziativa finalizzata a contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotte e poliziotti contusi, offesi e feriti e addirittura colpiti dal lancio di feci e urine dei detenuti, con celle devastate ed incendiate. Basta!”

Donato Capece, segretario generale del SAPPE,  ricorda che nelle ultime settimane il SAPPE è sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

Il SAPPE ricorda i numeri delle carceri e dell’esecuzione della pena in Italia: alla data del 30 giugno scorso, erano detenute nelle carceri del Paese 53.579 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di poco meno di 50mila posti. Gli stranieri ristretti nelle nostre carceri sono 17.510 (il 33%). Ben 100.891 i soggetti seguiti dagli Uffici di esecuzione penale esterna, 1.322 i minorenni e giovani adulti presenti nei servizi residenziali e 13.190 quelli in carico ai servizi della Giustizia minorile.

Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, aggiunge. “Siamo passati dalle 378 aggressioni agli Agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protestaSenza dimenticare le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull’intero territorio nazionale, con circa 60 poliziotti penitenziari feriti e contusi, 13 detenuti morti per abuso di farmaci (9 a Modena e 4 a Rieti), interi Reparti detentivi devastati, incendiati e distrutti, Agenti sequestrati, maxi evasioni, fuoco e fiamme un po’ ovunque. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.

Per il SAPPE anche il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha gravi responsabilità: Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è sempre più distante dalla ‘sua’ forza di Polizia, la Polizia Penitenziaria. Non ha indicato una soluzione concreta per fermare questa spirale di violenza: anzi, sembra che le proposte per rivedere i circuiti e le norme dell’ordinamento penitenziario, a partire dalla vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile, siano state abbandonate in qualche cassetto polveroso del Ministero. Bonafede sta con Caino o con Abele?”, conclude Capece.

fonte: Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

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