25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE; CPO REGIONE UMBRIA PROMUOVE CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE
25 Novembre 2020 0 Di Orvieto Notizie“L’iniziativa, alla quale auspico si vorranno unire tutti i Comuni umbri così che l’evento testimoni un impegno corale e condiviso – afferma la Presidente del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria Caterina Grechi, sarà utile per ricordare alla cittadinanza che in Umbria sono sempre operativi tutti i servizi della Rete preposta alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere e che è possibile contattare, 24 ore su 24, il Numero Verde regionale 800861126, a cui rispondono le operatrici dei centri antiviolenza per garantire una risposta alle donne vittime di violenza e ai loro figli e figlie, fornendo loro ascolto, accoglienza e ospitalità nelle emergenze”.
A oltre vent’anni dalla sua istituzione la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne continua a essere una ricorrenza importante. In tutto il mondo la violenza è una delle prime cause di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni e l’omicidio è compiuto spesso da persone conosciute, in particolare mariti, compagni, partner o ex partner. L’Italia non fa eccezione: i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Il 43,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner. La violenza ha effetti negativi a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva di chi la subisce. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di se stesse e dei propri figli. Anche i bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento. “La violenza sulle donne è una violazione sistematica dei diritti umani – conclude la presidente del CPO – , un crimine odioso che affonda le sue radici nella cultura del possesso; è anche un problema di sanità pubblica, i cui effetti si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità”.
fonte: agenzia umbria notizie



