PRESENTATO ORVIETOVIE – MUSEO DIFFUSO DI PALAZZO SIMONCELLI

PRESENTATO ORVIETOVIE – MUSEO DIFFUSO DI PALAZZO SIMONCELLI

16 Luglio 2016 0 Di Orvieto Notizie
ORVIETO –Presentato il progetto OrvietoVIE – museo diffuso di Palazzo Simoncelli in anteprima alla stampa dal Sindaco, Giuseppe Germani, dall’Assessore alla Cultura, Vincenzina Anna Maria Martino ed da Emanuela Todini l’Architetto che dell’allestimento museale è la curatrice per conto della Merlo SpA aggiudicataria dell’appalto bandito dal Comune.
OrvietoVIE – museo diffuso non è un centro visite, non è un evoluto centro informazioni. E’ un centro di orientamento ai beni storici, architettonici, enogastronomici, paesaggistici, archeologici della città di Orvieto e del suo territorio, è il punto di riferimento per il museo diffuso che Orvieto rappresenta.
“C’è un pizzico di legittimo orgoglio nel dire che finalmente dopo dieci anni oggi apriamo questo spazio che arriva alla città in una veste moderna e innovativa” ha detto il Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani che ha aggiunto: “ringrazio l’Arch. Alberto Satolli che per primo ha pensato a questo spazio come luogo ideale per valorizzare la storia e la tradizione dell’arte ceramica di Orvieto.  E’ stato fatto un ottimo lavoro e di questo ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per questo risultato, dall’Ufficio Cultura alla ditta Merlo che ha vinto la gara di appalto, all’Assessore alla Cultura Martino che, da ‘Experience  Etruria’ ad oggi mette tasselli puntuali che portano a compimento il progetto, segno che siamo una Giunta del fare e non del pensare. 
Il progetto non è completato. Nella mia idea di programmazione questo luogo dedicato alla ceramica deve vivere con uno spirito nuovo. Esso dovrà mettere in collegamento tutta la città, che deve assolutamente vivere insieme. Stiamo puntando molto sul turismo e innovazione. In questo senso completeremo lo spostamento del CSCO”. 
“All’interno della parola Orvieto si individua un’altra parola di senso compiuto: Vie – ha detto la progettista Arch. Emanuela Todini spiegando la genesi di ‘orvietoVie – museo diffuso’ – le Vie di Orvieto sono caratteristiche e percorrendole a piedi ci troviamo a incontrare le eleganti facciate dei palazzi e sulle sommità dei tetti svettano le altezze dei monumenti: la Torre del Moro e il Duomo. Molti sono gli itinerari ad Orvieto da fare a piedi, sia all’interno della città che nei territori circostanti. Perciò la parola Vie diventa ‘conoscenza di una città’ della sua storia, tradizione ed identità, il filo che si dipana dal centro e conduce, senza perdersi, alla scoperta di Orvieto. Alla parola Vie sono state affiancate quelle di ‘museo diffuso’: un monumento, la grande cattedrale, uno scavo archeologico, un palazzo elegantemente decorato, un cortile, un pozzo che creano l’insieme di una realtà speciale, caratteristica e unica. L’identità locale si rappresenta proprio dalla scoperta di tutte le sue ricchezze.
La ricerca del Logo gioca a intrecciare parole e immagini grafiche: il crocevia di strade tra Corso Cavour, Via della Costituente e Via del Duomo individuano i quattro quartieri cittadini. Questa porzione di ‘vie’ diventa allora segno grafico che affiancato alle parole sembra disegnare una “mattonella decorata” dalla creatività degli artigiani locali”. 
“Quanto al contesto architettonico degli spazi espositivi – ha aggiunto – le sale dedicate all’interno di Palazzo Simoncelli, occupano parte del piano terra, dell’ingresso e del piano mezzanino. La posizione centrale di palazzo Simoncelli, rispetto agli elementi caratteristici della città di Orvieto permette di concepire il Centro quale polo di accoglienza di flussi turistici locali, nazionali ed internazionali da orientare nelle diverse direzioni di visita e conoscenza dei luoghi. Si tratta di una struttura di pregio, di proprietà del Comune che, investendo nella realizzazione del Centro “oV”, non solo persegue un obiettivo culturale di valore per la città ma, con l’allestimento proposto, ottimizza le risorse al fine di ottenere anche un palcoscenico di pregio dove presentare con, stile e chiarezza di comunicazione, le proprie bellezze”.
“Il progetto – ha proseguito – ha attinto in parte ai dati acquisiti dall’analisi dei luoghi ed in larga parte alle emozioni suscitate dall’atmosfera che Orvieto emana grazie alla quiete delle sue strade che esplodono, di tanto in tanto, in quella girandola di colori che sono le botteghe dove vengono realizzate e vendute le famose ceramiche locali. Ed è proprio questa la metafora alla base dell’allestimento proposto: la città di Orvieto, fatta delle sue vie e delle sue botteghe artigiane entra nelle sale espositive, si cala nelle stanze, senza cercare un contatto concreto con le stesse, anzi discostandosene, proprio a testimoniare una totale autonomia rispetto alla struttura che ospita il Centro “oV”, un’autonomia di forma e di sostanza. Questo spaccato di città, entrato nelle sale del palazzo Simoncelli, non rappresenta un edificio qualunque ma un laboratorio dove si lavora e si produce la ceramica e, tutto quanto è attorno, lo testimonia. C’è il tavolo di lavoro del vasaio, che in una forma più evoluta ed industrializzata, è rappresentato dal “nastro trasportatore” sul quale scorrono i prodotti ceramici, appena modellati, pronti per la decorazione o per la cottura, su di esso scorre la produzione della ceramica orvietana nel tempo che in parte rappresenta la storia stessa della città.
Ed ecco che il racconto si snoda nelle sale illustrando di Orvieto, la “città di sopra”, la storia, le sue architetture, le tradizioni enogastronomiche per poi passare all’affascinate “città di sotto” con l’affaccio sul paesaggio che circonda la rupe, l’archeologia ed i numerosissimi, misteriosi, ambienti ipogei.
L’ultima sala, dotata di un grande schermo, offre una sintesi di tutto ciò che si è visto in precedenza, allo scopo di offrire al visitatore il “meglio di Orvieto”.
Gli obiettivi principali dell’allestimento proposto, oltre che tener conto di quelli dettati dal bando, rispondono ai suggerimenti relativi alla progettazione ed alle considerazioni nate dall’esame del contesto generale e degli spazi specifici in cui si è stati chiamati ad operare.
I video contengono materiale video e fotografico accompagnato da didascalie in più lingue. I contributi audio saranno ascoltabili tramite cuffie disponibili solo in una delle due postazioni per ciascuna tematica, scaricabili sui device mobili personali (modalità audioguida), fruibili personalmente tramite l’app e fruibili nelle sale nella ‘modalità gruppo’. Il Centro “oV” sarà dotato, inoltre, di un’app per device mobili che permetterà di consultare i contenuti del centro sui device mobili ‘personali’. L’app sarà dotata di una funzionalità di ‘condivisione delle esperienze’ che permetterà al visitatore di mandare una testimonianza del proprio viaggio/soggiorno al Centro “oV” con l’invio di una foto o di un breve testo (tutti verificabili dall’addetto prima della pubblicazione) in modo che la sua esperienza venga condivisa con gli altri visitatori e troverà il proprio palcoscenico all’interno del Centro “oV” nel corner ‘social point’”. 
“In conclusione, il Centro “oV” è uno spazio pubblico pensato per chi intende: ottenere quante più informazioni possibili che lo guidino ad una visita completa della città e del suo territorio, seguendo il percorso lineare proposto e soffermandosi su ciascuna tematica illustrata; oppure oltre all’illustrazione dei beni e delle bellezze di Orvieto desidera completarne la conoscenza approfondendo tutti o alcuni aspetti specifici; o vuole sviluppare una visita personalizzata selezionando quindi le informazioni tra le tematiche più vicine ai propri interessi ed inclinazioni (sale 1 e 2 alcune postazioni). Ma anche fruire immediatamente dei contenuti, ottenendo un quadro complessivo delle informazioni, senza soffermarsi sui singoli aspetti; e ancora: seguire, insieme ad un gruppo turistico organizzato o ad una scolaresca, con accompagnatore, il racconto della visita guidata della città; e infine condividere con l’esterno ed i propri contatti, l’esperienza della visita”.
 
“Come Assessorato alla Cultura – ha detto l’Assessore, Vincenzina Anna Maria Martinoesprimo soddisfazione per essere riusciti insieme a tutta l’Amministrazione e con il grande sostegno dei settori comunali competenti (Ufficio Cultura e Uffici Tecnici, Dirigenti e Dipendenti) a consegnare alla Città uno strumento di orientamento ed divulgazione che garantirà ai cittadini, alle scuole e soprattutto ai turisti un’offerta culturale moderna e completa.   
Il Centro Multimediale di orientamento OrvietoVIE – museo diffuso dovrà configurarsi come il museo cittadino che integra il passato con il futuro de la tradizione con l’innovazione, garantendo formazione e partecipazione.  
Il progetto museologico e museografico ha come filo conduttore la ceramica e l’arte della ceramica. Ma il suo scopo principale è quello di orientare il visitatore affascinandolo e stimolandolo alla ricerca delle identità culturali e artistiche della città e dei percorsi emozionali che essa offre. Non solo una narrazione della città attraverso l’arte della ceramica quindi, ma una guida interattiva alla scoperta delle realtà archeologiche, della realtà geologica estremamente singolare, dell’offerta paesaggistica, dell’arte e dell’architettura, dell’enogastronomia, del mondo sotterraneo, insomma della nostra Orvieto”.
“Sottolineo che la forza del progetto che ha portato alla realizzazione del Centro di Orientamento – ha aggiunto – risiede nell’aver garantito, privilegiato e curato la documentazione, la ricerca e la sperimentazione attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali e tecnologie moderne che rispondono alle moderne e attuali richieste di comunicazione rispetto agli allestimenti museali classici. Il Centro rende sicuramente più chiari i contenuti del costituendo Centro di Documentazione, Ricerca e Sperimentazione della Ceramica.

Sono proprio i contenuti multimediali, l’interattività anche attraverso originali panchine multimediali a dare lo stimolo a vivere una Orvieto sensoriale e rispondere alle richieste di un turismo qualificato, esigente ed in linea con i progetti innovativi che Orvieto è riuscita a realizzare come ‘EXPERIENCE ETRURIA’ e le attività correlate con il Distretto culturale dell’Etruria Meridionale recentemente avviato con la firma del decreto istitutivo da parte del Ministro della Cultura, Franceschini e con le Regioni Umbria, Lazio e Toscana. Un grazie particolare ai progettisti l’Arch. Emanuela Todini e i suoi collaboratori Lisa Tavarnesi e Alessandro Dei ed il resto dello staff”.

ufficio stampa Comune di Orvieto 

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