DAL CRLAZIO ILLUSIONI E FALSE SPERANZE. ECCO PERCHÈ L’ECCELLENZA NON POTRÀ MAI RIPRENDERE
21 Gennaio 2021Nel pieno della pandemia, con i contagi che non hanno alcuna intenzione di abbassarsi, con le vaccinazioni che hanno appena coperto l’1% della popolazione (sanitari ed over 80) il Comitato Regionale Lazio non ha perso l’occasione per compiere l’ennesima uscita discutibile.
Facciamo un passo indietro.
I vari decreti governativi hanno sempre parlato di chiusura di tutti gli sport a livello dilettantistico ed amatoriale oltre a quelli di non interesse nazionale. Il Dpcm di gennaio ha addirittura inasprito le misure restrittive fino al 5 marzo andando a percuotere tante partite Iva.
Una premessa doverosa per analizzare quello che è accaduto oggi.
Con una news il Crlazio ha messo in ballo l’ipotesi di una ripartenza dell’Eccellenza facendo una divisione tra dilettanti di serie A, appunto l’Eccellenza stessa, e quelli di serie B (dalla Promozione alla Terza Categoria oltre a tutto il settore giovanile).
Chi dalla Lnd parla di possibilità di aprire uno spiraglio per i campionati di Eccellenza sta solo illudendo le società sportive tenendo in piedi un sistema che invece andrebbe fermato per evitare ulteriori spese che lo portino al collasso.
E vi spieghiamo anche il perché.
Il Ministero della Salute ed il Comitato Tecnico Scientifico non sanno nemmeno cosa sia l’Eccellenza. E se pur qualcuno glielo avesse spiegato non è ammissibile aprire le porte ad un solo campionato escludendo tutte le altre categorie ma soprattutto tutte gli altri tipi di sport. Dalle palestre alle piscine passando per gli impianti sciistici fino alle varie discipline a squadre ed olimpioniche. Tutti scenderebbero in piazza per osteggiare un’ingiustizia palese.
A questo aggiungiamo le attuali difficoltà nel portare avanti il campionato di serie D alla quale basterebbe diminuire due retrocessioni a girone per risolvere il problema organico della stagione 2021-2022. Nonostante il protocollo dei tamponi rapidi ci sono oltre 100 partite rinviate da recuperare.
Ed il Crlazio vorrebbe far giocare 25 partite (più le gare da recuperare) in tre mesi e mezzo con tanti turni infrasettimanali ed allora stesso tempo mettere in piedi il sistema dei tamponi rapidi (che tra l’altro è l’ultimo dei problemi visto che non parliamo di spese eccessive)? Quando? Come? E se si accumulassero alcuni rinvii come sta capitando a Latina, Monterosi e Flaminia, tanto per citare qualche squadra della nostra regione, come inserirli in un campionato già compresso da impegni infrasettimanali? Il tutto con impianti chiusi al pubblico e sponsor mancanti.
Anche Tavecchio in Lombardia ha provato a proporre una ripartenza ma le società si sono rifiutate votando no ad una ripartenza il 21 marzo.
Ed allora non illudiamo nessuno perché non è proprio il momento.
Il Governo è in bilico, la pandemia non svanisce, le scuole non riescono a riaprire ma in Lnd si pensa a riaprire l’Eccellenza. Non scherziamo. Qui ci perdono tutti: società, calciatori, i media stessi. Saremo i primi a felicitarci per una ripresa ma in condizioni normali. Nessuno ne esce vincitore. Dobbiamo, una volta tanto, essere obiettivi e non guardare al proprio orticello.
Ai club di Eccellenza che poi protestano per una possibile ripresa però possiamo tranquillamente dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ora silenzio ed obbedite!
fonte: www.calciodellatuscia.it



