INVECE CHE SCRIVERE AL PREFETTO PARLATECI DEI DEBITI FUORI BILANCIO
25 Agosto 2021Orvieto – La pantomima messa in atto da tre Consiglieri di minoranza per far invalidare la seduta consiliare non può che considerarsi un modo – assolutamente goffo – di evitare il confronto in Consiglio Comunale, in special modo su atti e delibere di primaria importanza. I tre erano perfettamente a conoscenza che il giorno 19 agosto si sarebbe svolto il Consiglio, visto che avevano regolarmente ricevuto i documenti di tutte le pratiche iscritte dell’Ordine del Giorno, oltre ad aver ricevuto la convocazione della Commissione per il giorno 17 agosto, alla quale Commissione non si sono deliberatamente presentati per costruire artatamente tutta la pantomima di due giorni dopo. Si tratta, quindi, di un’azione strumentale, finalizzata a cercare un pretesto per fuggire dalla proprie responsabilità politiche. Tra questi atti ce ne stavano due che avrebbero fatto cadere tutto il castello su cui in questi anni si è nutrita la propaganda di Germani e compagni. Il primo aveva per oggetto la sentenza della Corte Costituzionale che smonta in termini finanziari la fuoriuscita dal pre-dissesto, fuoriuscita tanto sbandierata da parte della Giunta Germani. Per l’ex Sindaco ed anche per l’ex Vice Sindaco sarebbe stato difficile argomentare le ragioni della figuraccia sull’uscita “finta” dal pre-dissesto; ma per i due, oltre che per il PD, sarebbe stato ancora più difficile trovare le parole per giustificare il riconoscimento del debito fuori bilancio riguardante una pratica espletata tra il primo marzo 2017 ed il 31 maggio 2018, arco temporale nel quale al Governo della città c’era il Sindaco Germani, il Vice Sindaco Croce e lo stesso PD. Ed allora, per uscire dall’imbarazzo nel dover affrontare un dibattito consiliare su due “crostini” così indigesti, la parte più marcatamente di sinistra dalla opposizione (altri due Consiglieri erano ampliamente giustificati, uno per gravi motivi familiari e l’altra per motivi di salute) ha visto bene di cercare un pretesto per disertare il Consiglio Comunale, dimostrando di non avere il coraggio e le capacità di difendere le proprie azioni e le proprie ragioni. Perché in politica si può anche sbagliare (capita a tutti quelli che fanno), ma in politica non ci si può esimere dal difendere le proprie ragioni e dall’affrontare le proprie responsabilità. E le sedi competenti sono le aule consiliari.
Stefano Olimpieri
(Capo Gruppo del Gruppo Misto)



