IL MINISTRO SPERANZA A TERNI CON PD E ARTICOLO 1: “NOI SIAMO L’ALTERNATIVA ALLA DESTRA”. SU SALUTE E SOCIALE SERVONO RIFORME, PROSSIMITÀ, PIÙ INVESTIMENTI E PERSONALE
15 Settembre 2022TERNI – “Il diritto alla salute è un punto essenziale della nostra identità”. Parola del ministro Roberto Speranza, che nel pomeriggio di oggi ha partecipato a Terni a un’iniziativa organizzata da Pd e Art.1. “Il nemico più importante che abbiamo – ha detto – è l’astensione e per convincere dobbiamo avere più forza nel dire chi siamo e che cosa vogliamo rappresentare”. E “io vorrei che noi fossimo quelli che prima di ogni altra cosa difendono il nostro servizio sanitario nazionale”. Tra le priorità: investimenti, riforme, personale, prossimità, salute mentale. “Bisogna aprire – per Speranza – una stagione nuova di investimenti sul Servizio sanitario nazionale e difenderne l’impianto di universalità”. In questo senso, l’articolo 32 della Costituzione è un programma: poche parole potentissime che devono rappresentare la nostra agenda e il programma”. L’obiettivo è “avvicinare ogni giorno di più la vita delle persone a quello che sta scritto nell’articolo 32” perché “se una persona sta male non conta quanti soldi ha, di chi è figlio, dove è nato, conta il diritto a essere curato. Parlo di progetto, perché nella realtà le cose non stanno così e ogni giorno dobbiamo fare uno sforzo in questa direzione”. Per arrivarci essenziali sono le risorse, che “da sole non bastano ma sono un punto di partenza”. “Doghiamo chiudere definitivamente la stagione dei tagli e aprire la stagione degli investimenti”. La prospettiva è prevedere una spesa strutturale “mai inferiore al 7 per cento del pil”, perché “i soldi che si mettono in sanità non sono semplicemente spesa pubblica ma il più grande investimento sulla qualità della vita delle persone”. È indispensabile, poi, programmare interventi per migliorare il Servizio sanitario nazionale, con il “coraggio di metterci mano, vedere cosa funziona e cosa non funziona e provare a cambiare le cose che non vanno”. La prima grande riforma riguarda il personale sanitario: “va superato il modello di programmazione della spesa sanitaria costruita per silos chiusi e tetti di spesa e il tetto più insopportabile, lascito dei primi anni 2000, è quello sul personale, che ci ha messo dentro una camicia di forza”. “La proposta che noi facciamo è molto netta e radicale: è finita l’epoca dei tetti” che bloccano contratti, assunzioni, stipendi. Il “vero nodo su cui investire – infine – è la prossimità, l’assistenza territoriale” per rafforzare la presenza capillare del servizio sanitario nei nostri territori, nei nostri comuni. “La riforma è stata fatta, ora va implementata. L’idea di fondo è che sociale e sanitario devono stare insieme. In italia sul piano amministrativo abbiamo diviso due cose che nella vita delle persone sono due pezzi della stessa medaglia”. Altro tema su cui puntare è il piano per la salute mentale, perché “non c’è salute senza salute mentale. Abbiamo ricominciato a investire su questo ma servirà molto di più in futuro”
“Non è vero che sono tutti uguali – ha concluso Speranza – e in queste ore dobbiamo provare a far emergere le differenze. La destra ha avuto la capacità di costruire consenso tra le persone che si sono sentite più in difficoltà e che nelle crisi hanno pagato il prezzo più alto. Dobbiamo riconoscere i nostri limiti ma dobbiamo avere il coraggio di smascherare la verità, perché la destra illude quelle persone indicando un nemico facile e scatenando una guerra tra ultimi e penultimi”. E poi “la principale proposta di politica economia della destra è la flat tax: far pagare le stesse tasse a un infermiere, a un rider, a un insegnante e a un miliardario”.
“Ora c’è una scelta tra due opzioni di Italia e noi siamo l’alternativa alla destra”.



