DICIAMO LA VERITA’ AI TERNANI SULLA SITUAZIONE FINANZIARIA DEL COMUNE.
3 Febbraio 2023Il dissesto finanziario del Comune di Terni proclamato nel 2018 fu certamente la conseguenza degli errori commessi dalla sinistra nel corso del lungo periodo in cui ha governato Terni ma a questi errori ne sono seguiti di altri fatti della destra.
A cinque anni dal dissesto l’attuale amministrazione lascia in eredità non solo buona parte della massa deficitaria che aveva a sua volta ereditato, ma anche, al netto delle risorse straordinarie di cui ha goduto, un immutato sostanziale disequilibrio tra le entrate correnti tipiche e la spesa corrente condizione questa da sola capace di creare deficit nuovo che la prossima amministrazione che si insedierà a palazzo Spada da quest’anno dovrà affrontare.
Ci sono interi settori di servizi comunali a domanda individuale, quelli a pagamento per capirci, la cui percentuale di copertura finanziaria rimane al disotto di qualunque soglia minima fissata dalla legge.
C’è poi la galassia delle partecipate a cui è affidata la gestione dei preziosi asset produttivi del patrimonio comunale dai parcheggi alla rete del gas la cui redditività per il Comune resta assolutamente insufficiente e al disotto dei range nazionali comparabili. Solo per fare un esempio i parcheggi a pagamento restituiscono al Comune di Terni una redditività pari a una media di 60 cent al giorno per ciascuno dei 2200 stalli dati in gestione ben lontana dal parametro medio di 1.60/3 euro evidenziato nei report di città simili.
Infine segnaliamo l’annosa condizione della bassa percentuale di riscossione dei tributi, aggravatasi certamente nel corso del periodo pandemico, ma anche figlia di una irrisolta contrapposizione culturale tra Ente impositore e contribuenti. Non ha alcun senso la posizione di chi volesse ancora proporre di dare tutto a tutti e nel contempo di eliminare o condonare le tasse.
Agitare i numeri non è un mero esercizio di ragioneria al contrario si tratta di un terreno sul quale vogliamo esercitare una profonda azione politica e culturale qualora ne avremo l’opportunità istituzionale per farlo : ovvero quella di prendere un insieme di decisioni semplici e ordinate per mettere a reddito la città e ritrovare un robusto equilibrio strutturale del bilancio capace di sostenere gli oneri dei nuovi investimenti pubblici necessari a Terni consapevoli come siamo che per quanto alte e ambiziose siano le aspettative di una comunità locale è soltanto la loro sostenibilità finanziaria a renderle reali.
Sembrerebbe una affermazione banale ma non lo è affatto, tanto è vero che né la sinistra prima ne la destra dopo ci sono riuscite. Non perché fossero incompetenti ma perché per farlo occorre coraggio e una certa autorevolezza politica perché azioni del genere impattano inevitabilmente su aree di consenso elettorale diffuse ma che occorre riportare a criteri di economicità e a principi di utile reciprocità tra gli interessi di parte e quelli pubblici.
Insomma si tratta di una lavoro che solo i Riformisti possono portare avanti con successo se prevarranno sugli opposti populismi di destra e di sinistra.
fonte: Massimo Gnagnarini – Già assessore al bilancio del Comune di Orvieto e attuale coordinatore di ITALIA VIVA per la provincia di Terni.



