SCOPPIA DI NUOVO LA CRISI ABITATIVA A PERUGIA. I SINDACATI STUDENTESCHI SUL PIEDE DI GUERRA. LINK INVOCA UNA MOBILITAZIONE PIU’ FORTE DELLO SCORSO ANNO.
15 Settembre 2023Scoppia di nuovo la crisi abitativa per gli studenti universitari, dopo un anno in cui i sindacati studenteschi si erano dichiarati insoddisfatti sui finanziamenti ottenuti dalla Regione. Una comunicazione ufficiale dell’ADISU, divulgata da UDU Perugia, dichiara come anche questo anno almeno 300 saranno gli esclusi aventi diritto dagli alloggi ADISU. Tuttavia, ancora non sono uscite le graduatorie e questo numero potrebbe fermarsi o aumentare drasticamente in base all’esito delle domande, in questi giorni al vaglio dei tecnici dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio.
Una situazione che amareggia, dato che numerose sarebbero state le sollecitazioni alle istituzioni durante l’anno nel richiedere un piano di azione sulla questione degli alloggi:“Abbiamo avvertito tutti per un anno sui rischi di una tale gestione. Serviva un piano di lungo termine, progressivo, per un aumento costante dei posti letto, e la regolamentazione degli affitti, che oggi sono più a misura di turista che di studente” dichiara Nicola Cardinali, di Link. L’aumento quasi del 10% dei costi prima della pandemia degli affitti in città, per un appartamento di 60 mq vengono chiesti circa 470 euro spese escluse[Perugia Today], assieme alla lievitazione dell’inflazione sui beni di prima necessità (riso e zucchero maggiorati del 50%) e l’invasione delle piattaforme come Booking.com ed Airbnb, avrebbe inciso su un sistema-abitare per gli studenti universitari già precario da anni su tutto il territorio nazionale, ma che ora sta crollando colpendo anche Perugia.
“I costi stanno diventando inaccettabili a questi livelli di salari. E’ sotto gli occhi di tutti noi e chi lo nega o è in mala fede o vive in un mondo apparte”-prosegue Cardinali-” Dopo la crisi dello scorso anno, c’è chi non ha potuto permettersi un affitto e si è trovato costretto a smettere di frequentare o ha lasciato la città. Gli ultimi più fortunati che sono rientrati si sono ritrovati dispersi tra Madonna Alta, Stazione, Elce, Prepo, San Sisto, Monteluce e Ponte San Giovanni. Per questo il problema deve essere affrontato strutturalmente, parlando di piano urbano dei trasporti e degli spazi studio oltre che del piano abitativo. La politica sta improvvisando sulla nostra pelle”.
fonte: link perugia



