“LA REGIONE UMBRIA NELLA LISTA NERA PER LE SOCIETÀ IN PERDITA” – NOTA DI SQUARTA (FDI) SUL REPORT DELLA CORTE DEI CONTI

“LA REGIONE UMBRIA NELLA LISTA NERA PER LE SOCIETÀ IN PERDITA” – NOTA DI SQUARTA (FDI) SUL REPORT DELLA CORTE DEI CONTI

7 Gennaio 2016 0 Di Orvieto Notizie

(Acs) Perugia, 7 gennaio 2016 – “Le società partecipate rappresentano dei
carrozzoni caratterizzati da bilanci in perdita, anche in Umbria. Anzi la
regione Umbria è una di quelle in cui questo sistema societario fa
registrare perdite di esercizio più rilevanti. Sarebbe opportuno che la
Giunta regionale tenesse fede a quanto stabilito nella delibera approvata nel
marzo 2015, procedendo al monitoraggio, alla razionalizzazione e alla
riduzione delle partecipazioni, dirette e indirette, in società di dubbia
utilità”. Lo afferma il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli
d’Italia) facendo riferimento al report della Corte dei conti sui bilanci
delle società a partecipazione pubblica.
“Si tratta – evidenzia Squarta – di un questione già emersa in tutta
evidenza nel giudizio di parificazione della Sezione regionale della corte
sull’esercizio finanziario 2014. In quel caso, oltre ad essere stata
registrata l’assenza dei bilanci delle società partecipate (che nel 2013
hanno portato la Regione a dover colmare i bilancio con circa 60 milioni di
euro), i giudici contabili hanno rilevato che la carenza di documentazione
rendeva difficilmente valutabile la reale situazione finanziaria, oltre a
rimarcare l’assenza di un autentico controllo sulla governance delle società
stesse”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre che “all’assenza di
fondi e risorse per gli interventi in ambito sociale, dall’assistenza agli
anziani al reddito di cittadinanza, si accompagna quindi un utilizzo
incontrollato di denaro pubblico impiegato per ripianare i bilanci di
società amministrate male, che producono solo perdite. Appare indispensabile
una ricognizione delle partecipazioni di secondo e terzo livello – osserva
Squarta – per verificare anche le quote detenute da enti strumentali oltre
che direttamente dalla Regione. Come nel caso del consorzio Tns di Terni, i
cui immobili sono stati acquistati spendendo 7 milioni di euro in virtù
della partecipazione detenuta da Sviluppumbria”.
Secondo Marco Squarta “l’atto di ricognizione che la Giunta avrebbe dovuto
stilare già dallo scorso anno è oltremodo urgente e dovrebbe prevedere un
piano di risparmi pari almeno alle decine di milioni di euro destinato al
ripiano dei debiti delle partecipate, costato 150 milioni in un triennio”.

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