‘NUOVO REGIONALISMO’: GOVERNARE I PROCESSI DI RIFORMA – IL CONVEGNO SUL RIORDINO FUNZIONALE E TERRITORIALE
26 Febbraio 2016(Acs) Perugia, 26 febbraio 2016 – “La prossima rappresenterà una legislatura costituente per un nuovo regionalismo in Italia. L’Umbria non deve avere timore del cambiamento, semmai ci dobbiamo porre il problema sul come esserne protagonisti, perché disponiamo sia degli strumenti che delle persone giuste per farlo”: lo ha detto ieri pomeriggio il sottosegretario GIANPIERO BOCCI nel corso del convegno organizzato dall’associazione degli ex consiglieri regionali che si è tenuto a Palazzo Cesaroni, sul tema “Nuovo regionalismo, riordino funzionale e territoriale”, che ha avuto quali relatori il professor FABRIZIO FIGORILLI, ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Perugia, e l’ex consigliere regionale della Democrazia cristiana PINO SBRENNA. Figorilli ha detto che “con la riforma costituzionale c’è una forte riconduzione di molte competenze al potere centrale dello Stato, è necessario colpire le duplicazioni di competenza che tutt’ora circolano dal 1970”. Per Sbrenna occorre “risolvere il problema delle Regioni a statuto speciale e del dimensionamento dei Comuni. Prima delle macroregioni, che necessitano di confronti adeguati e tempi lunghi, si possono fare azioni che salvaguardino l’identità territoriale senza toccare la Costituzione”. Introducendo i lavori, il presidente dell’associazione, PIERLUIGI CASTELLANI, ha informato gli ex consiglieri e i numerosi presenti dell’assenza della presidente Marini, impegnata con la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti. A portare il saluto dell’istituzione è stato invece il vicepresidente dell’Assemblea Legislativa, MARCO VINICIO GUASTICCHI, che non si è limitato ai convenevoli ma è entrato nel merito di alcune questioni: “Fino ad oggi – ha detto – abbiamo visto solo riforme raffazzonate, come la riduzione del numero dei consiglieri e lo sbaglio enorme consistente nella volontà di eliminare le province prima ancora di capire come riordinare le molteplici funzioni che questi enti svolgono. La riorganizzazione territoriale delle regioni non è qualcosa che si può fare a tavolino, tracciando linee sulle carte geografiche senza immaginare le giuste strategie. Abbiamo il dovere di guidare le riforme e far capire all’esterno cosa significa riorganizzare un Paese non sui mal di pancia ma con adeguate strategie”.



