LA REA CONSULTATA DA AGCOM SULLA RADIO DIGITALE DAB+
29 Febbraio 2016A proposito della estensione della pianificazione DAB+ in altri bacini, cosa questa che in via teorica non dovrebbe incidere sul risultato finale dello sviluppo del digitale radiofonico, si chiede all’Autorità se non sia il caso di esaminare lo stato dell’arte del DAB+ nella Regione Trentino AA dove è operante dal 2013 in termini di programmi trasmessi, costi sostenuti dalle emittenti per la gestione della rete, autoveicoli in circolazione dotati di autoradio DAB+ , ascolti effettivi, pubblicità commissionata. Se tale esame risulterà confortante per lo sviluppo dal DAB+ l’estensione della pianificazione in altri bacini potrà avere un senso, altrimenti è meglio andarci con i piedi di piombo per non aggravare la già precaria situazione economica delle piccole e medie emittenti con una tecnologia di incerto attecchimento presso l’utenza e nel mercato della pubblicità. Tali considerazioni sono state già espresse dalla REA nelle precedenti consultazioni con particolare riferimento al fatto che né le case automobilistiche, né gli utenti hanno mostrato interesse a sostituire le autoradio nei 39 milioni di autovetture in circolazione in Italia (dato ACI al 31 12 2014) senza contare i grandi veicoli per l’ autotrasporto. Tuttavia, lo si ripete, l’estensione del DAB+ non è una priorità per risolvere la crisi del settore radiofonico che richiede innanzi tutto il riordino della FM con l’utilizzo di impianti isofrequenziali con i quali cesserebbe il caos interferenziale esistente con grande beneficio in termini di risparmio di frequenze, di estensione e consolidamento del servizio, incremento della pubblicità e risparmio di circa 23 milioni di euro/anno sulla bolletta elettrica (v. studio di previsione allegato) Solo in tale verosimile situazione si potrebbe riesaminare la possibilità da parte delle emittenti di investire sulla tecnologia digitale sempre ché il Governo rispetti l’assunto della legge 112/04, articolo 24, comma 2 “Al fine di agevolare il passaggio alla diffusione in tecnica digitale (T-DAB), entro 60 giorni, dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro delle comunicazioni può stabilire un programma con cui sono individuate specifiche misure di sostegno, sentite le associazioni maggiormente rappresentative delle imprese radiofoniche e la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”.
Pertanto l’assenso della REA alla estensione della pianificazione proposta da AGCOM è subordinata alla assunzione dei seguenti impegni:
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una ricerca sullo stato dell’arte dello sviluppo DAB+ in Trentino AA e in altri bacini dove il DAB è operante almeno da un anno affinché si possa valutare l’opportunità di sviluppo in altre regioni per non mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza delle emittenti con situazione debitorie insostenibili;
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attuazione dell’uso efficiente dello spettro FM attraverso il riordino delle frequenze adottando la tecnologia isofrequenziale. Tale riordino potrebbe basarsi su una ricezione a passi di 400 KHz (ideale) dove troverebbero ospitalità 26 emittenti locali; 16 reti nazionali; 5 programmi RAI. Cosi riordinando, oltre a metterci al riparo dalle interferenze provocate ai Paesi confinanti, si avrà il notevole beneficio per poter sperimentare, in simulcast, anche la tecnologia digitale sulla stessa frequenza. In alternativa, rinunciando al simulcast analogico/digitale, si potrebbe riordinare la banda FM a passi di 300 KHz dove potrebbero essere ospitate 44 emittenti locali oltre alle 16 Reti nazionali e alle 5 Reti Rai (v. quadro canalizzazione isofrequenziale allegato).
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impegno dell’AGCOM a chiedere al Governo un congruo stanziamento per il sostegno delle nuove tecnologie applicate al mezzo radiofonico come promesso dalla legge 112/04.
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impegno di AGCOM ad assumersi le proprie responsabilità, emanando un protocollo di attuazione sul rilevamento dei dati di ascolto radiofonico, per stroncare la farsa di dati manipolati in modo speculativo da una società privata che, d’accordo con le maggior agenzie di pubblicità, manovra il mercato della pubblicità strozzando le piccole e medie emittenti locali.
Per quanto ci riguarda, continueremo la nostra campagna per l’affermazione delle verità e dell’onestà nella piena convinzione di un imminente cambiamento delle sorti politiche del Paese.
REA – Radiotelevisioni Europee Associate



