“QUALI CONTRIBUTI E QUALI CONTROLLI SU CENTRI ANTIVIOLENZA” – DE VINCENZI (RP) INTERROGA, PRESIDENTE MARINI RISPONDE “FONDI NAZIONALI EROGATI DA REGIONE, CONTROLLI SPETTANO AI COMUNI”

“QUALI CONTRIBUTI E QUALI CONTROLLI SU CENTRI ANTIVIOLENZA” – DE VINCENZI (RP) INTERROGA, PRESIDENTE MARINI RISPONDE “FONDI NAZIONALI EROGATI DA REGIONE, CONTROLLI SPETTANO AI COMUNI”

16 marzo 2016 0 Di Orvieto Notizie

(Acs) Perugia, 16 marzo 2016 – Durante la seduta di ieri dell’Assemblea legislativa dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) ha illustrato il proprio atto ispettivo relativo al “Erogazione di contributi e controlli sul funzionamento dei Centri antiviolenza” evidenziando che “nel settembre 2015, nell’Orvietano, una donna si è allontanata dalla propria abitazione ed è stata accolta nel Centro antiviolenza di Terni. Il Gip ha poi però archiviato la denuncia presentata dalla donna contro il marito, ma al figlio non viene permesso di vedere il padre e lei sarebbe ancora ospitata dal Centro, anche se non ci sarebbero le condizioni per questa permanenza. Andrebbe chiarito se la Giunta ha erogato contributi ai Centri antiviolenza, se la Regione opera un controllo sulla correttezza delle attività svolte, quanti sono gli interventi effettuati nel 2015 e nei primi mesi del 2016 e quali forme di controllo sono state avviate a seguito dell’evento ricordato. Infine come vengono assegnati in gestione i Centri antiviolenza”. La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, ha risposto spiegando che “i Centri antiviolenza (Cav) in Umbria contano su due Case rifugio, a Perugia e Terni, realizzate secondo la normativa nazionale (legge ‘119/2013’) che le ha finanziate con 116mila euro ciascuna. Questi centri hanno aderito al progetto formativo regionale per gli operatori sanitari ‘Codice rosa’ presso i Pronto soccorso regionali, mirato ad accertare i casi in cui donne e minori hanno subito violenza, per il quale Perugia ha ricevuto 55mila euro e Terni 35mila. Il Comune di Orvieto ha un Centro antiviolenza, non residenziale, che ha beneficiato del bando della presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Pari Opportunità, per 13 mila euro; altri 15 mila euro sono stati previsti per il progetto ‘Codice rosa’ presso il pronto soccorso dell’ospedale di Orvieto. I finanziamenti vengono erogati ai Comuni, che provvedono alla verifica e rendicontazione delle somme a essi assegnate e che la Regione, a sua volta, una volta acquisita la rendicontazione, trasmette al Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri. I Cav hanno iniziato a operare in Umbria nel 2015, dopo un corso di formazione professionale degli operatori. Le donne accolte presso il Centro di Perugia sono state 191, a Terni 171, a Orvieto 27, per un totale di 641 (comprese le 252 che si sono rivolte ai Centri pari opportunità dei due capoluoghi di provincia). Il servizio di ascolto telefonico che viene gestito dal Centro pari opportunità e funziona h24 ha gestito, nel 2015, 1669 contatti e verifiche a fronte di 3072 colloqui totali. Per quanto riguarda la residenzialità, la Casa rifugio di Perugia ha accolto 18 donne e 20 minori, quello di Terni 17 donne e 14 minori, Orvieto, che non possiede la parte residenziale, per un totale di 35 donne e 34 minori. Abbiamo gestito un sostegno alla genitorialità per 67 interventi tra Perugia e Terni. Le consulenze legali sono 412, erogate principalmente dal Centro pari opportunità della Regione. 213 persone sono state inviate alla rete dei servizi comunali. Le Case rifugio, per legge nazionale, una volta accreditate sono di riferimento anche per le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie. Quindi una donna che viene messa in protezione presso una Casa può provenire da un’altra regione se si ritiene che sia meglio risieda a maggiore distanza dalla propria residenza. Sulla verifica della correttezza delle spese sostenute, questa è una delle competenze dei Comuni, che acquisiscono queste informazioni e le trasmettono, una volta verificate, all’Amministrazione regionale.  Sulla professionalità degli operatori, la norma nazionale prevedeva già dei requisiti affinché i Centri antiviolenza potessero essere attivati e sono stati certificati da una selezione del personale tramite bando pubblico. C’è stato inoltre un percorso formativo realizzato dall’associazione ‘Differenza Donna’, un’associazione nazionale responsabile del progetto ‘Umbria Antiviolenza’. La forte motivazione, la qualità e la serietà del personale che opera in questi Cav viene testimoniata anche dagli incontri che vedono la supervisione dell’équipe multidisciplinari del servizio sociale comunale o del servizio sanitario. Ed anche la Questura di Perugia ha chiesto la collaborazione del personale dei Centri per l’aggiornamento e addestramento professionale del personale della Polizia di stato”. De Vincenzi ha risposto rilevando che “il controllo spetta dunque soltanto ai Comuni. Credo comunque che dovremo inserire dei controlli più specifici e attenti sulle diverse situazioni, soprattutto dal punto di vista regionale, perché le risorse vanno impiegate in maniera più attenta e corretta”. 

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