PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA: QUESTO E’ QUANTO STA DELIBERANDO LA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA IN QUESTI GIORNI. MA NON E’ UNA NOVITA’!

PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA: QUESTO E’ QUANTO STA DELIBERANDO LA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA IN QUESTI GIORNI. MA NON E’ UNA NOVITA’!

18 Marzo 2016 0 Di Orvieto Notizie

Non è una novità che il Parlamento o il Governo Italiani ignorino la volontà popolare e l’acqua ne è l’emblema. La legge per la gestione pubblica del servizio idrico infatti, fu proposta su iniziativa popolare nel 2007, con oltre 400.000, ma fu ignorata completamente dal Parlamento di allora e decaduta con la legislatura. Ma i numerosi comitati di cittadini italiani non si arresero e, nel 2010, raccolsero le firme per proporre i referendum abrogativi, dell’art. 23/bis della legge Ronchi, che spingeva verso la privatizzazione e, dell’art. 154 per eliminare il profitto garantito ai privati della gestione del servizio idrico. Anche in questo caso la volontà popolare fu chiara: 27 milioni di Italiani votarono si per l’abrogazione dei due articoli di legge contro la privatizzazione e contro il profitto sull’acqua ed anche in questo caso fu ignorata dalla successiva legge di stabilità del governo Monti ( di Unità nazionale) che affidò il controllo del servizio idrico all’AEEG (autorità per l’energia elettrica e gas), ente di regolamentazione di mercato e che ha imposto tariffe con profitti garantiti (chiamati costi) e mantenuto le gestioni private. Mentre la recente Direttiva Europea 2014/25/UE (punti 7, 8 e 9) sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua ed altri servizi, non “obbliga gli Stati membri ad affidare a terzi o a esternalizzare”, al contrario afferma che la stessa “non dovrebbe neppure trattare la liberalizzazione di servizi di interesse economico generale, riservati a enti pubblici”, e che “lascia impregiudicata la libertà delle autorità nazionali, regionali e locali di definire, in conformità del diritto dell’Unione, i servizi d’interesse economico generale”, il Parlamento italiano (eccetto gli oppositori di minoranza…) vuole chiudere la partita con l’acqua con una legge che mantiene la gestione privata del servizio idrico, mentre il Governo, con il decreto di attuazione della Legge Madia del 2015, promuove “la concorrenza, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale”. La legge oggi in commissione ambiente della Camera, proposta da un gruppo di parlamentari, doveva ricalcare quella d’iniziativa popolare del 2007, ma la stessa Commissione ha approvato un emendamento che elimina i processi di ripublicizzazione ribaltando completamente il rispetto della volontà popolare espressa in quasi 10 anni di mobilitazioni sia a livello locale che a livello nazionale. Questa legge, che rappresenta un ulteriore mannaia contro i cittadini e la democrazia di questo paese, non ci spaventa, e non fermerà i comitati nella difesa dei territori dagli interessi transnazionali e lobby economico-politiche che si sono appropriate di un diritto umano fondamentale come l’accesso all’acqua.

Comitato Umbro Acqua Pubblica

 

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