BILANCIO ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA 2015 E OBIETTIVI PER IL 2016
9 Gennaio 2016(ON/AF) – ORVIETO – Si è tenuta questa mattina in Comune, l’annunciata Conferenza Stampa di fine anno dell’Amministrazione Comunale. Presenti, oltre al Sindaco Giuseppe Germani, gli Assessori Cristina Croce, Vincenzina Anna Maria Martino, Massimo Gnagnarini, Floriano Custolino, Andrea Vincenti.
“La pesante crisi economica che stiamo vivendo – ha esordito il Sindaco Giuseppe Germani – non sarà la fine del mondo, ma è sicuramente la fine di un mondo. Per questo crescita economica e rigenerazione comunitaria devono essere il fondamento e l’obiettivo di tutte le politiche, anche di quella amministrativa. E proprio perché la crisi è globale, se ne può uscire solo attraverso la valorizzazione del territorio, utilizzando gli asset di cui esso dispone e coinvolgendo le comunità che in esso vivono e lavorano.
Dopo 18 mesi dall’inizio del mandato posso dire di aver concluso la prima fase di impostazione degli indirizzi generali di governo, che sono la riproduzione del programma elettorale con il quale mi ero presentato agli elettori e in base al quale ho ottenuto la fiducia.
In termini aziendali oggi si direbbe che abbiamo concluso la fase di start up, cioè la fase di avvio di questa nuova impresa durante la quale abbiamo cercato di rendere redditizia un’idea attraverso processi ripetibili.
Due erano gli obiettivi primari che ci eravamo prefissati: cercare la migliore soluzione per uscire quanto prima dal pre-dissesto finanziario e cercare la più idonea soluzione per l’uso del patrimonio immobiliare. Entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti perché entrambe le soluzioni sono state trovate.
Abbiamo lavorato con impegno, in un clima di grande collaborazione e di forte coesione. Tutti i componenti della Giunta hanno preso il proprio incarico con forte senso di responsabilità e lo stanno adempiendo con la massima diligenza. Analogamente posso dire dei Consiglieri Comunali, di maggioranza e di minoranza. I ruoli sono certamente diversi ma l’obiettivo è comune: quello della migliore gestione possibile della cosa pubblica. Su questo comune obiettivo ovviamente tutti convergiamo; sulle soluzione per arrivarci abbiamo idee diverse e del resto non potrebbe che essere così, altrimenti saremmo stati dalla stessa parte il giorno delle elezioni.
Noi abbiamo l’idea che nella gestione della cosa pubblica la politica si distingue dalla burocrazia essenzialmente per le prospettive di crescita e di sviluppo che può dare alla propria collettività. Dalla situazione in cui siamo partiti nel giugno dello scorso anno queste prospettive sarebbero impensabili se non avessimo avviato una fase polarizzata ad uscire quanto prima dal predissesto finanziario. Tutti sanno che il predissesto impone un forte vincolo agli Amministratori: l’avanzo di gestione non può essere usato per fare investimenti ma solo per ripianare il deficit, il che significa che pur avendo amministrato con oculatezza e con la diligenza del buon padre di famiglia non posso usare quanto ho risparmiato per fare politica di sviluppo. Se non usciamo da questa situazione poca differenza ci corre tra la politica e la burocrazia.
Per questo abbiamo impostato la fase di avvio dell’Amministrazione con questo primario obiettivo. Per arrivarci stiamo usando tutti gli strumenti di cui disponiamo: dal lato delle entrate i parcheggi, il recupero dei crediti, la lotta all’evasione, la messa a reddito del patrimonio; dal lato delle uscite la razionalizzazione della spesa, l’uscita dalle aziende partecipate non direttamente funzionali all’amministrazione della città, come per esempio l’ATC, la riorganizzazione della macchina amministrativa.
I risultati ci sono già: siamo uno dei pochi comuni in Umbria che sta nel patto di stabilità e abbiamo messo in bilancio i soldi per pagare la rate del piano di predissesto ottenendo un avanzo, il che ci permette di sostenere che, se questo trend dovesse essere mantenuto, saremo nella condizione di uscire dal predissesto finanziario e di dedicare le risorse disponibili esclusivamente alla politica di sviluppo, rendendo proficui i numerosi asset di cui la Città dispone e che oggi sono solo parzialmente utilizzati nel loro enorme potenziale di crescita economica. Orvieto è riuscita ad essere al centro del territorio di Area Interna. La città ha reagito in modo eccezionale, oltre 100 idee progettuali in fase di valutazione che ora passeranno alla Conferenza di Sindaci che stabilirà le priorità; progetti sui quali si esprimerà la Regione e il Ministero e che, soprattutto, saranno approvati dai vari Consigli Comunali.
Un altro pezzo importante è il Contratto di Fiume che stiamo portando avanti. Siamo inseriti nel piano di riparto delle risorse per il dissesto idrogeologico con progetti che ridaranno slancio.
Il 5 gennaio 2016 sono state affidate da parte del Consorzio Val di Chiana tutte le gare dei lavori di messa in sicurezza del bacino del fiume Paglia. L’effetto economico è di circa dieci milioni di euro che nei prossimi mesi saranno spesi sul territorio.
L’ente pubblico deve poter fare gli investimenti, soprattutto quelli a redditività differita come la cultura, cui al momento non possiamo dedicare che poche risorse. Il secondo obiettivo era quello dell’uso del patrimonio immobiliare. Anche in questo caso la fase di start up si è conclusa.
Abbiamo spostato il Centro Studi nell’edificio dell’ex Tribunale, favorendo in tal modo il potenziamento dell’Istituto. Si sta lavorando al completamento del trasferimento a palazzo Negroni mentre a Palazzo Simoncelli sta camminando la realizzazione del museo della ceramica.
Sono molto soddisfatto di come è andata la 23^ edizione di UJW. Sulla TeMa non mi soffermo in questa sede in vista della conferenza stampa della settimana prossima. Dall’8 dicembre fino a ieri, dal punto di vista degli eventi, Orvieto è stata protagonista”.
“I temi sul tappeto – ha continuato il Sindaco – sono quello ambientale dove è nota la posizione dell’Amministrazione. Lunedì prossimo parte finalmente la nuova RD ‘porta a porta’ che dobbiamo portare a livelli ragguardevoli, del resto Comuni e Regione devono rispettare gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea. Altro tema importante è la riorganizzazione del personale, per avviare una rinnovata fase di sviluppo.
Abbiamo chiuso la questione dell’ex Ospedale in Piazza Duomo permettendo così ai proprietari, ASL e Regione dell’Umbria, di disporne per la più opportuna valorizzazione.
Abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa con la Cassa Depositi e Prestiti per la ex Caserma Piave: l’immobile è stato inserito nel fondo SGR della Cassa che a sua volta si è assunto l’incarico di predisporre un piano di fattibilità per la valorizzazione. Il primo step è stato a metà ottobre quando ci hanno presentato la prima fase del loro programma di attuazione, la seconda a metà del mese di gennaio a quel punto sarà messo a disposizione del Consiglio Comunale per la relativa valutazione.
L’edificio della ex Mensa, come stabilito nell’accordo quadro regionale, sarà oggetto di trasformazione per diventare la ‘Casa della Salute’, cioè l’insieme dei servizi socio-assistenziali del territorio, così come previsto dai piani di investimento della ASL 4 dell’Umbria. In tal modo sarà liberato l’edificio di Via Postierla, attualmente occupato dalla ASL. Sarà destinato ad uso residenziale per le giovani coppie, analogamente all’edificio ex INAPLI per il quale c’è già un progetto da parte del fondo della Consulta delle Fondazioni Casse di Risparmio dell’Umbria.
Altro prestigioso immobile che stiamo cercando di riutilizzare è la Palazzina Comando, attualmente occupata dall’Istituto Artistico, che stiamo cercando di riportare alla tradizionale sede di Palazzo Monaldeschi utilizzando i fondi dell’8 per mille destinati alla Chiesa Cattolica: con la Diocesi di Orvieto-Todi abbiamo già fatto un accordo di programma e costituito un gruppo di lavoro che sta attivando i progetti necessari per accedere ai fondi.
L’edificio del Belvedere attraverso un bando pubblico è stato assegnato ad una gestione privata, che sta funzionando perfettamente con soddisfazione dei gestori e della collettività.
Per quanto riguarda, infine il Palazzo del Capitano del Popolo si è concluso l’adeguamento alla nuova normativa per gli edifici destinati all’attività congressuale e, presumibilmente, per la fine di gennaio sarà possibile pubblicare un bando per la sua assegnazione.
Nel 2015 abbiamo consegnato i locali dell’edificio ex scuola elementare di Orvieto Scalo che, come previsto dal progetto, ospita i servizi assistenziali per una parte significativa del terzo settore, compresi i locali per il ‘dopo di noi’, un progetto che ci mette all’attenzione nazionale per la soluzione di tali problemi.
Parallelamente abbiamo impostato l’azione politico-amministrativa verso una serie di obiettivi, tutti in grado di produrre effetti economici di rilievo:
– attraverso il GAL la valorizzazione dei beni culturali, in particolare gli scavi del Campo della Fiera e la Necropoli del Crocifisso del Tufo;
– attraverso il Patto 2000 la progettazione del marchio di area e i lavori di adeguamento del Pozzo di San Patrizio, che, già finanziati, inizieranno a breve;
– attraverso i fondi regionali sposteremo a breve l’ufficio turistico nella ex Chiesa di San Giacomo;
– abbiamo ottenuto l’approvazione del preliminare da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e stiamo rapidamente definendo il piano strategico delle Aree Interne; questa è stata una forte operazione politica di questi primi 18 mesi del nostro mandato, in quanto per la prima volta 20 Comuni coinvolti stanno lavorando verso un unico obiettivo;
– il 15 ottobre abbiamo presentato a Milano EXPO il nostro Contratto di fiume, che è stato definito dal Comitato Nazionale dei contratti di fiume uno tra i più avanzati nella fase di attuazione; e con gli ultimi bandi assegnati in questi giorni abbiamo definitivamente appaltati tutti i lavori di messa in sicurezza del fiume Paglia. Quindi a breve partiranno tutti i cantieri con ripercussioni positive sul nostro territorio per quanto riguarda aspetti economici e di posti di lavoro;
– con l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico abbiamo iniziato l’iter procedurale per l’individuazione del cluster dell’elettronica sul nostro territorio, che vanta già numerose eccellenze ma che vorremmo fosse ulteriormente sviluppato in questo settore ad alta tecnologia;
– abbiamo messo a disposizione i terreni di proprietà comunale per il progetto dell’agricoltura sociale, favorendo l’inserimento di cooperative di giovani in questo settore; l’operazione è in collaborazione con il piano di sviluppo rurale regionale che metterà a disposizione le necessarie risorse;
– abbiamo confermato l’impegno dell’Amministrazione per la realizzazione degli eventi degli anni precedenti (Gelati d’Italia, Umbria Folk Festival, Umbria Jazz) e stiamo lavorando per realizzarne di nuovi.
– Con il Consorzio del Vino stiamo inoltre lavorando per il rilancio del Palazzo del Gusto che è un altro pezzo importante del patrimonio immobiliare di questa città”.
“Abbiamo concluso in tempi da record due Memorandum d’Intesa di Amicizia e Cooperazione – ha proseguito – il primo con il Municipio di Praga1, la cui sproporzione con Orvieto in termini di numero di abitanti e di importanza è evidente a tutti; nonostante ciò, lavorando con l’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma e l’Ambasciata d’Italia a Praga, siamo riusciti a concludere questo accordo. Anche questa è una start up, cui seguirà, mi auguro, una proficua fase operativa. Era un sogno che la Città rincorreva da anni e che dà finalmente completezza alla ormai tradizionale relazione della staffetta Praga-Orvieto per il Corpus Domini.
Inoltre l’incontro con l’ambasciatore italiano a Praga, che il 1° gennaio scorso ha partecipato alla Messa della Pace in Duomo, abbiamo instaurato la possibilità di creare momenti di presentazione della nostra città in una capitale europea come Praga. In particolare, stiamo lavorando all’evento del prossimo mese di febbraio nella Città di Praga, dove potremo avere una bella vetrina per le aziende, il turismo e i prodotti del territorio orvietano nel suo complesso.
Il secondo Memorandum con lo Stato della Slovacchia, attraverso la sua Rappresentanza Diplomatica a Roma: si tratta di un unicum in Italia. Sulla internazionalizzazione ci stanno aiutano molto le nostre aziende locali.
L’idea di città delineata nel programma elettorale, è stata riproposta negli indirizzi generali di governo che ribadisco: trasformare Orvieto in un eccellente luogo per vivere, una città cioè dove è data a tutti la possibilità di studiare, di lavorare e di essere assistiti nel momento del bisogno. Per arrivare a questo però bisogna produrre ricchezza”.
“Avevo detto – ha concluso – che avrei voluto aumentare l’imponibile e non le imposte: non era uno slogan, era un punto programmatico. Non ho aumentato le imposte e dovrei aver già aumentato l’imponibile a giudicare dalla crescita del turismo in Città, lo vedremo con i dati di fine anno, ma sicuramente la 23^ edizione di Umbria Jazz Winter appena conclusa ne è una dimostrazione. Ma la programmazione e il progetto degli eventi messi in campo sta portando i suoi frutti. Per raggiungere risultati più soddisfacenti dobbiamo, tuttavia, portare in questa città gli investimenti, aumentare i flussi turistici, creare le condizioni di interesse. A chi potrebbe interessare una città ingolfata di auto, scarsamente accogliente, con una scarsa capacità ricettiva? Come si possono riempire ristoranti e soprattutto alberghi se non si riescono ad organizzare eventi, che sono l’unico valido motivo per rimanere almeno due giorni?
Non solo ma gli eventi non possono essere più finanziati con soldi pubblici. Le manifestazioni devono poter marciare con le proprie gambe, devono potersi ripagare da sole ed essere il risultato di progetti sostenibili. Orvieto deve puntare a costruire tempi lunghi di permanenza. Per questo stiamo indirizzando l’azione sugli eventi, sul Centro Studi, sui festival di approfondimento culturale, sulle eccellenze di cui disponiamo. La qualità la fa certamente l’organizzazione di una città, ma anche la vivibilità, l’accoglienza, la ricettività, l’offerta commerciale”.
L’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini dal canto suo si è soffermato sullo stato del risanamento finanziario del Comune affermando che: “i risultati che, oltre ogni migliore aspettativa, abbiamo conseguito sul fronte del risanamento finanziario dell’Ente hanno determinato un radicale abbattimento del famigerato buco di bilancio che resisteva invariato da una decina di anni paralizzando l’attività del Comune.
Abbiamo ridotto il deficit al disotto dei 5 Mln di euro, ovvero alla metà di quello che avevamo ereditato 18 mesi fa, ma soprattutto abbiamo consolidato strutturalmente gli equilibri del nostro bilancio se è vero , come è vero, che per il secondo anno consecutivo chiuderemo i conti ancora con un avanzo di amministrazione. E’ un traguardo di non poco conto se si considera che nel Piano Pluriennale di Risanamento tale risultato era stato posto come obbiettivo intermedio da raggiungere solo nel 2018.
Per raccontare e dare un senso a questo successo, di per se tangibile ed inequivocabile, dobbiamo spiegare come abbiamo fatto e perchè lo abbiamo voluto. La soluzione è stata la discontinuità rispetto al passato ovvero l’abbandono di una politica di bilancio difensiva, sostanzialmente rinunciataria e adatta unicamente, forse, a un più agevole galleggiamento politico.
Abbiamo, invece, voluto proiettarci con successo, come stava scritto nel nostro Programma, sulle gestioni attive valorizzando le cosiddette entrate proprie del Comune assicurando in questo modo non solo il mantenimento degli equilibri di bilancio, ma anche generando gran parte di quel surplus finanziario strutturale e non occasionale con cui stiamo procedendo nel risanamento ancor più in fretta di quanto previsto.
Inoltre, questa buona pratica, ci ha consentito di dire stop ai tagli indiscriminati della spesa, stop alle dismissioni e stop alle esternalizzazioni che, ad Orvieto, sono stati i maggiori fattori recessivi e la causa principale del declino organizzativo della sua macchina organizzativa e amministrativa.
Avanti tutta, invece, sul fronte delle gestioni degli asset produttivi, dal sistema dei parcheggi, mobilità, patrimonio ecc.. al recupero dell’evasione e ai maggiori controlli.
Non è un semplice modo per fare cassa, semmai è l’unico e non semplice modo per fare cassa.
Purtroppo questa espressione ha assunto una accezione negativa e viene usata spesso come critica, sacrosanta quando coincide con azioni e fatti vessatori verso i cittadini, ma in assenza di tali circostanze e nella realtà essa coincide con la capacità di una classe dirigente, se tale essa si ritiene, di raccogliere e vincere la sfida totale della gestione della città.
In questo caso la quantità maggiore di soldi che sono entrate nelle casse comunali in questi mesi attraverso la tassa di soggiorno e le maggiorazioni delle tariffe dei parcheggi che hanno riguardato i non residenti, provengono non dalle tasche degli orvietani, ma da quelle dei turisti che hanno visitato la nostra città. Come già si sa, a differenza di quello che i detrattori delle nostre politiche sostenevano, nessuna di queste misure ha scoraggiato i flussi turistici verso la nostra città anzi le presenze e gli arrivi in città nel 2015 hanno fatto registrare un + 15% che è il migliore risultato in assoluto rispetto a tutte le altre piazze dell’Umbria.
Tuttavia per non incorrere in un eccesso di ottimismo occorre aggiungere alle note positive che, a differenza di quanto era stato fotografato inizialmente dal Piano di risanamento varato dalla passata amministrazione, gli equilibri di bilancio del Comune di Orvieto restano minacciati da altri fattori di severa criticità di cui, in parte, ci siamo dovuti fare carico già nell’esercizio appena concluso e che, inevitabilmente, peseranno sulle nostre finanze per altri anni ancora.
In particolare:
L’accantonamento medio annuale di 300.000 euro per il rischio Swap
L’accantonamento annuale di 120.000 euro a copertura dell’extra deficit determinatosi con il riaccertamento straordinario dei residui inesigibili.
Il contributo annuale di 178.000 euro alla TeMa per sostenere il pagamento delle rate dei mutui di consolidamento dei suoi debiti pregressi.
L’accantonamento a copertura delle perdite eventuali o già accertate di alcune società partecipate dal Comune (ATC e Consorzio Crescendo).
Il rischio economico derivante dagli esiti giudiziari delle cause legali ancora in corso e il cui valore, anche al netto della causa intentata contro la BNL, ammonta a svariati milioni di euro”.
Gnagnarini ha poi parlato delle novità per il 2016.
“I fatti finanziari che caratterizzeranno questo 2016 con un positivo impatto sui cittadini – ha detto – dipendono sia dalle novità introdotte dalla Legge di Stabilità e sia dai provvedimenti che ci accingiamo a prendere nelle prossime settimane come Amministrazione Locale.
La prima novità contenuta tra le norme della legge di stabilità e che ci riguarda direttamente è senza dubbio quella che concede ai Comuni in stato di predissesto di rimodulare i propri piani di riequilibrio su un arco temporale fino a 30 anni.
E’ una opportunità che intendiamo perseguire poiché, fatta salva l’opzione di uscire dal predissesto in qualunque momento in conseguenza dell’azzeramento del deficit, la rimodulazione libera risorse immediate e ci garantisce più ampi margini di manovra facendo giustizia di una odiosa iniquità ovvero quella che ci obbligava a scaricare su un’unica generazione di cittadini orvietani i salatissimi oneri degli errori del passato.
Pertanto ogni euro in più che, a partire da quest’anno, avremo a disposizione per effetto dell’allungamento del piano di riequilibrio lo spenderemo 1/3 per abbattere le tasse, 1/3 per potenziare le manutenzioni ordinarie della città e 1/3 a copertura di nuovi mutui finalizzati principalmente in opere straordinarie sull’accoglienza turistica e sugli impianti sportivi.
La seconda novità riguarda la diminuzione del carico delle tasse locali sulle famiglie e sulle aziende. Scompare la TASI e scompare la cosiddetta IMU agricola.
A ciò affiancheremo altre misure di iniziativa di questa Amministrazione che puntano a ribassare l’aliquota dell’IMU e le tariffe della TARI.
Sul fronte della TARI , dopo il sensibile abbattimento del gettito totale nel 2014 e nel 2015 rispetto a quello sopportato dagli orvietani nel 2013, stiamo ora procedendo per aggredire i costi del PEF, ovvero i numeri che ci vengono imposti dall’ATI4 per la raccolta e lo smaltimento dei nostri rifiuti.
Sono quattro le tipologie di costi sui quali stiamo concentrando la nostra attenzione: quelli relativi ai contratti di spazzamento della città, quelli relativi al ciclo di pre-trattamento dei rifiuti prima del conferimento in discarica che da quest’anno comportano un aumento di costi pari a circa 30 euro a tonnellata, quelli relativi ai costi generali di organizzazione e funzionamento dell’ATI4 che sarà riassorbito in un unica Autorità regionale e, infine, i minori costi di conferimento in discarica per effetto del decollo, dall’11 gennaio prossimo, della raccolta differenziata con il metodo porta a porta.
Questa ultima opportunità ci consente di agire autonomamente per calcolare ed emettere le tariffe per il 2016 scommettendo su un raddoppio della percentuale di differenziata da conseguire con relativo risparmio sulle tariffe stimabile in un abbondante 10% sia per le utenze domestiche che per quelle in capo alle attività produttive.
E’ una sfida che, però, coinvolge direttamente i cittadini poiché se alla fine dell’anno l’obbiettivo sarà mancato, saremo obbligati dalla legge ad effettuare una emissione suppletiva di cartelle a pareggio dei maggiori costi effettivamente sostenuti e fatturati”.
Sulla gestione finanziaria e visione futura della città l’Assessore al Bilancio ha affermato che “Orvieto è un luogo straordinario e ogni ipotesi di sviluppo della città deve salvaguardare e tener conto di questa condizione unica che, sul piano del progresso economico e del benessere dei suoi cittadini, costituisce un valore formidabile e uno straordinario vantaggio competitivo da preservare ‘insieme’.
Oltre ogni retorica rappresentazione da libro bianco o di enfatica raccolta di buoni propositi, il Progetto di Città dell’Amministrazione Germani, ambizioso, complesso e strategicamente affascinante, è contenuto nel Documento Unico Programmatico del Comune di Orvieto (DUP), novità assoluta, tecnicamente certificata, che da quest’anno precederà il bilancio comunale.
In esso sono contenuti e descritti su un arco temporale pari alla durata dell’intero mandato nonché operativamente, per ciascun esercizio annuale, l’universo delle attività dell’Amministrazione Comunale che si articolano in una serie di servizi e di progetti che rappresentano il pensiero strategico e le azioni con corresponsabilità intrecciate dove il termine ‘insieme’ non ha solo un significato poetico o sociologico, ma profondamente culturale e organizzativo.
In questo contesto si inserisce la riorganizzazione della macchina comunale che investe gli aspetti riguardanti il personale, il sistema informativo e la formazione permanente.
Essere insieme, fare sistema, sono i fattori chiave di successo, ma il Comune può ottenere la condivisione esterna solo se la realizza all’interno e se questo insieme è vissuto prima dentro per essere realizzato con e per la città: un sistema, infatti, non può esportare quello che non ha.
Pertanto tutti quelli che vivono e lavorano negli uffici comunali insieme ai rappresentanti politici e di governo costituiscono l’interfaccia tra gli orientamenti strategici che rappresentano ‘la Visione’ e la popolazione nei suoi vari e molteplici sottosistemi vitali.
Questa è stata, dopo una lunga e difficile istruttoria passata in un serrato confronto con tutti i soggetti burocratici e sindacali del Comune, la premessa e l’approccio con cui abbiamo affrontato e risolto la questione della riorganizzazione interna del Comune.
Una riorganizzazione che non si caratterizza per gli spostamenti di personale da un settore all’altro, ma piuttosto per rispondere a una serie di aspetti fondamentali riguardanti i processi interni e la relazione con i cittadini.
Innanzi tutto si è tornati a distinguere i compiti e le competenze tra gli organi di governo del Comune da quelli in capo alla Dirigenza comunale.
La Giunta si accinge in queste ore a varare il nuovo Organigramma comunale formato dagli uffici di Staff e da 5 Settori generali ognuno in capo a una figura dirigenziale assegnando a ciascuna di esse un numero congruo di posizioni organizzative e posizioni di alta professionalità nonché l’elenco nominativo delle risorse umane attribuite.
Spetterà a ciascun Dirigente, con propria determina da emanare entro il 24 febbraio 2016, la organizzazione degli uffici in capo a ciascun servizio in osservanza degli obbiettivi strategici comunicati dall’Amministrazione comunale indicati nel DUP e sul raggiungimento dei quali gli stessi Dirigenti comunali saranno valutati dall’apposito Organo Indipendente di Valutazione, nonché la compilazione della Legenda dei processi amministrativi che si svolgono nel Comune di Orvieto e da pubblicare sul sito web del Comune e contenente le modalità e i tempi di espletamento di ciascun servizio nonché la figura del Funzionario responsabile del procedimento.
Contestualmente la Giunta stà provvedendo all’ammodernamento del sistema informatico generale del Comune di Orvieto, la metà dei terminali in uso è stata già sostituita nelle scorse settimane e l’operazione sarà completata nei prossimi mesi mandando definitivamente in pensione il vecchio sistema informatico ASCOT gestito dalla Webred con un nuovo e tecnologicamente avanzato sistema informatico in collaborazione con Umbria Digitale di cui il Comune di Orvieto è socio.
Infine, già per il 2016, in bilancio saranno previsti nuovi e appositi fondi per la formazione e riqualificazione del personale con particolare riferimento agli aspetti metodologici e organizzativi del lavoro”.
Ufficio Stampa Comune di Orvieto



