FUSIONE CRO-BANCA POPOLARE DI BARI: INTERVIENE IL PSI.
21 Giugno 2017L’accorpamento per fusione tra della Cassa di Risparmio di Orvieto e la Banca Popolare di Bari, che si starebbe compiendo in queste ore, è un fatto che preoccupa e che rischia di impoverire ancor di più il tessuto economico-imprenditoriale della città di Orvieto e del suo territorio. Ma al di là della questione prettamente tecnica, preoccupa soprattutto il modo con cui si sarebbe arrivati a questa soluzione. Un percorso non condiviso con i cittadini, ma nemmeno, a quanto sembra, con le istituzioni locali a cominciare dall’amministrazione comunale. Insomma, Orvieto si ritrova senza la sua banca e senza che nessuno abbiamo potuto esprimere un proprio pare e questo il Partito Socialista lo ritiene inaccettabile. Ancor più inaccettabile se si pensa che la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto detiene (ma forse a questo punto possiamo dire, deteneva) il 26,43% delle quote azionarie della Cassa di Risparmio. Il processo di accorpamento necessitava di una partecipazione corale e con i passaggi istituzionali opportuni, anche per verificare eventuali percorsi alternativi per il bene della città. Le riunioni che si sarebbero svolte in giornata, stando alle indiscrezioni di stampa, risultano tardive e crediamo non più utili per garantire alla città di continuare ad essere titolare della sua storica banca.
In socialisti chiedo inoltre ai tre membri nel consiglio d’amministrazione di nomina della fondazione CRO cosa stanno facendo e chi rappresentano, si prevedono licenziamenti ? credo la città i cittadini devono sapere di un patrimonio centenario di questa città.
A questo punto il Partito Socialista chiede al sindaco Giuseppe Germani alla regione Umbria di intervenire presso la banca d’Italia ed il governo nazionale
relazionare, quanto prima, in Consiglio Comunale APERTO e mobilitare la città su quanto sta accadendo.
fonte: La segreteria Psi Terni – Segretria PSI SEZ. ORVIETO



