AFFIDAMENTO RISCOSSIONE COATTIVA DELLE ENTRATE COMUNALI AD AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE.
7 Ottobre 2017ORVIETO – 4 ottobre 2017 – In attuazione della normativa vigente (Legge n. 225/2016), il Consiglio Comunale, ha approvato (7 favorevoli: maggioranza; 2 contrari: Olimpieri, Luciani; 1 astenuto: Sacripanti. Vergaglia non ha votato) l’affidamento di tutte le entrate comunali, tributarie e patrimoniali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nuovo unico soggetto preposto alla riscossione nazionale, atto avente l’immediata esecutività.
Pur avendo rilevanza contabile per l’Ente, l’affidamento non comporta costi e impegni di spesa, in quanto il compenso per l’attività di riscossione sarà determinato, secondo la legge, in considerazione dei carichi di ruolo che verranno consegnati successivamente dagli uffici comunali preposti che provvederanno a quantificare ed impegnare la relativa spesa finanziaria.
L’affidamento resta valido fino ad espressa deliberazione del Consiglio Comunale di cessazione della delega di funzioni e di affidamento delle attività, fatte salve eventuali modifiche normative. In ogni caso, secondo le norme vigenti, Agenzia delle Entrate–Riscossione, per successione a titolo universale stabilita per legge, continuerà ad esercitare le funzioni e curare le attività di riscossione e le successive eventuali fasi per tutti i ruoli fin’ora affidati dal Comune di Orvieto alle società del gruppo Equitalia.
L’atto è stato illustrato dall’Assessore al Bilancio e Tributi, Massimo Gnagnarini il quale ha ricordato che “il sistema della riscossione in Italia, se visto nel quadro temporale di lungo periodo degli ultimi dieci anni, è stato caratterizzato da interventi legislativi finalizzati a conferirne una maggiore efficacia attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato ed una maggiore omogeneità nell’azione di recupero nei confronti dei contribuenti/cittadini su tutto il territorio nazionale.
Le tappe principali di tale percorso, che dal 2005 al 2016 ha ricondotto in un unico soggetto titolato, pur con natura privata di “SpA” ma con la presenza a partecipazione pubblica, una delle funzioni più rilevanti e complesse dello Stato, la riscossione nazionale possono riassumersi in tre momenti:
– un primo momento, nel 2005, ha portato alla nascita, in data 1° aprile 2006, dell’attuale Gruppo Equitalia, che rappresenta il primo sistema di riscossione nazionale sotto il ‘controllo pubblico’: dai 38 Concessionari, competenti in un determinato territorio che svolgevano il proprio ruolo anche con modalità operative diverse, ai 16 Agenti della riscossione;
– un secondo momento, nel 2010, ha consentito di far confluire dal 1° gennaio 2012 i 16 Agenti della riscossione in tre società: Equitalia Nord SpA, Equitalia Centro SpA ed Equitalia Sud SpA sotto il coordinamento e l’indirizzo della Holding Equitalia SpA;
– un terzo momento, quello che il 17 febbraio 2016 ha portato alla costituzione di un’unica società Equitalia Servizi di riscossione S.p.A, a seguito di fusione delle tre precedenti, nella quale sono state concentrate le attività di tutti gli Agenti della riscossione.
Il punto finale di approdo di tale percorso è il recente Decreto Legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016 recante ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili’, che a partire dal prossimo 1° luglio 2017 scioglie le società del Gruppo Equitalia che svolgono l’attività di riscossione, attività comunque da proseguirsi espressamente fino a tale data, e contestualmente attribuisce l’esercizio delle funzioni della riscossione nazionale all’Agenzia delle Entrate, attraverso un suo ente strumentale, con natura pubblica economica, denominato ‘Agenzia delle Entrate-Riscossione’, appositamente istituito a far data dal 1° luglio 2017 per garantire la continuità dell’esercizio di tale attività.
Il nuovo Ente ha carattere interamente pubblico e oltre ai poteri già propri di Equitalia, in particolare la formazione del ruolo, ha anche nuovi poteri informativi, nonché altre capacità che in ampio senso si possono definire ‘investigative’, tali da migliorare e rendere più efficace la riscossione, potendo infatti utilizzare le informazioni che provengono dalle banche dati sia dell’Agenzia delle Entrate sia di altri Enti a cui la stessa Agenzia accede direttamente, ad esempio la banca dati dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Il nuovo Ente deve conformarsi nel rapporto con i contribuenti ai principi dello Statuto dei Diritti del Contribuente con particolare riferimento a quelli di trasparenza, leale collaborazione, tutela dell’affidamento e buona fede nonché agli obiettivi di cooperazione rafforzata fisco-contribuente, riduzione degli adempimenti, assistenza e tutoraggio del contribuente stesso.
Tale nuovo ed unico soggetto della riscossione ha quindi tutte le caratteristiche necessarie per eseguire al meglio l’attività di riscossione delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali, sia per l’aspetto prettamente tecnico delle competenze e degli strumenti specifici a sua disposizione, sia per l’approccio con il contribuente che, per legge, deve essere espressamente improntato ai principi già citati, in modo da garantire il perseguimento delle finalità pubbliche di giustizia e d’equità”.
“Tutte le entrate del Comune, da quelle tributarie, ICI/IMU/TASI/TARI, Tassa occupazione suolo ed aree pubbliche, TOSAP, Imposta Comunale sulla Pubblicità, a quelle patrimoniali di diritto pubblico, come le sanzioni amministrative al Codice della Strada e le sanzioni amministrative in genere, contributi relativi a servizi a domanda individuale quali le rette degli asili, del trasporto scolastico, della mensa, i servizi cimiteriali, fino alle entrate patrimoniali di diritto privato come gli affitti comunali ecc., se non riscosse nei termini ordinari previsti dalle rispettive procedure di competenza – ha aggiunto – devono essere oggetto di un’ulteriore attività di recupero cosiddetta ‘coattiva’ al fine di assicurare sia il gettito atteso delle previsioni di Bilancio sia il medesimo trattamento tra chi paga e chi non paga, pur usufruendo dello stesso servizio erogato dal Comune, a garanzia rispettivamente dell’equilibrio di Bilancio e dell’imparzialità di trattamento dei cittadini.
Da evidenziare, infine, che in qualunque momento si può procedere ad affidamenti diversi attraverso procedure pubbliche di gara, quindi la delibera consente di non avere vuoti nella gestione della riscossione. Per tali motivazioni si intende affidare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’attività di riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Orvieto, con decorrenza dalla data di esecutività dell’atto deliberativo”.
Dibattito:
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “le promesse renziane si fermano all’atto pratico. Credo che l’amministrazione non abbia particolari colpe visto che gestire da un momento all’altro una riscossione coattiva non è facile. L’art. 3 sinceramente lo avrei implementato anche in una ipotesi di gestione diretta, laddove l’Amministrazione parla di nuove assunzioni. Chiudersi oggi questa opportunità non lo trovo positivo. Anticipo l’astensione perché mi sembra una presa in giro rispetti all’abolizione di Equitalia”.
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “al di là delle promesse renziane, l’elemento fondamentale di questo documento è il dirigismo in base al quale non si danno ai Comuni gli strumenti per gestire direttamente questi servizi. Si passa cioè dalla vecchia alla nuova Equitalia. Non accetto per legge queste impostazioni dirigistiche. Voto contrario”.
Roberta Cotigni (Per andare avanti): “si tratta di un passaggio che approviamo anche perché in qualsiasi momento dovessimo decidere l’affidamento della gestione a società esterna, potremmo farlo. Voto a favore”.
Angelo Pettinacci (PD): “oggettivamente è un atto su cui c’è poco da dire. Siamo abbastanza abituati, come italiani, alle promesse non mantenute. E’ una scelta d’ufficio per cui è normale che ci dobbiamo adeguare alla norma vigente. Credo che in questo momento dovremmo fare attenzione a criticare l’Agenzia delle Entrate che potrebbe essere più vantaggiosa rispetto ad altre ipotesi. Favorevoli”.
Replica Assessore Gnagnarini: “mi limito a dire che la gestione coattiva ‘in house’ è sempre possibile e non contrasta con nulla”.
fonte: ufficio stampa comune di orvieto



