AL VIA LA MOSTRA ARCHEOLOGICA “L’INTREPIDO LARTH. STORIA DI UN GUERRIERI ETRUSCO”.

AL VIA LA MOSTRA ARCHEOLOGICA “L’INTREPIDO LARTH. STORIA DI UN GUERRIERI ETRUSCO”.

20 Aprile 2017 0 Di Orvieto Notizie

ORVIETO – E’ stata inaugurata alle ore 17 del 12 aprile, in un doppio allestimento: la sede museale di palazzo Faina e il Museo archeologico nazionale di Orvieto la mostra dal titolo L’intrepido Larth. Storia di un guerriero etrusco proposta ai visitatori – dal 12 aprile l 17 settembre 2017 – ed incentrata su uno dei capolavori della scultura etrusca in pietra, ovvero il cippo a testa di guerriero rinvenuto nella necropoli di Crocifisso del Tufo e caratterizzato da un’iscrizione che ricorda il personaggio raffigurato simbolicamente: Larth Cupures, figlio di Aranth. L’innovativo allestimento presentato questa mattina alla stampa presso il Museo “Claudio Faina” di Orvieto dai curatori Luana Cenciaioli, direttrice del Museo archeologico nazionale di Orvieto, Giuseppe Maria Della Fina, direttore del Museo “Claudio Faina” e Umberto Cantoni docente del Liceo Artistico, mostra una straordinaria scultura etrusca e un ricchissimo corredo funerario e si snoda in due edifici entrambi affacciati sulla stessa Piazza del Duomo e considerati due luoghi della cultura che sono i testimoni di una stagione dell’archeologia italiana e orvietana – il primo cinquantennio dopo l’Unità d’Italia – particolarmente vivace e in grado di far comprendere a pieno l’importanza della civiltà etrusca. Alla base del progetto della mostra il suggerimento di Gian Francesco Gamurrini, uno dei maggiori archeologi di fine Ottocento che, nel fascicolo della rivista “Notizie dagli Scavi di Antichità” del febbraio 1881, con riferimento alla scoperta effettuata dall’archeologo Riccardo Mancini mentre conduceva indagini archeologiche in terreni di sua proprietà, scriveva: “nella prima settimana di novembre esplorava una tomba, la quale per la sua importanza sia di costruzione, che per gli oggetti contenutivi esige che sia particolarmente descritta”. La fine dell’Ottocento fu, infatti, un’epoca feconda di scavi e ricerche (non privi di luci e ombre) che venne avviata nel 1863 dalla scoperta delle tombe dipinte Golini I e II in località Settecamini, e che si concluse agli inizia del Novecento, quando il Regno d’Italia si dotò di una legge in grado di assicurare la tutela del patrimonio archeologico nazionale. I visitatori della mostra, organizzata dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e dal Polo Museale dell’Umbria, potranno conoscere al Museo “Claudio Faina” i tempi e i modi della scoperta e, al Museo Archeologico Nazionale, potranno ammirare il ricco corredo funerario che caratterizzava la tomba, al cui interno spiccano una serie di vasi di particolare interesse. Tra i reperti importanti il cippo a testa fi guerriero che si conferma come una delle opere più riuscite della scultura in pietra degli etruschi. L’allestimento si completa con due riproduzioni realizzate dagli allievi del Liceo Artistico indirizzi di architettura/ambiente, figurativo ed audiovisivo/multimediale, in collaborazione con il Social Fab Lab di Orvieto, nell’ambito di un percorso di alternanza scuola-lavoro. Si tratta della “Stele frammentaria in nenfro” e del “Cippo conformato a testa di guerriero”, entrambi oggetto di scansione 3D Tryeco 2.0 S.R. e stampa 3D.

fonte: ufficio stampa comune di orvieto

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