CARTA TUTTO-TRENO UMBRIA.INCOERENTE MANCANZA DI SOLIDARIETÀ.
30 Gennaio 2017Forse è il caso di chiedersi se: la REGIONE UMBRIA e TRENITALIA, abbiano davvero idea di cosa sia avvenuto in Italia negli ultimi mesi. Una buona percentuale delle persone che stanno subendo l’aumento della Carta Tutto Treno arrivano dai territori colpiti dal terremoto, e gran parte di quelle persone, arriva dai territori colpiti dagli stessi danni indiretti che si vorrebbero difendere in altre sedi. Non sanno la REGIONE UMBRIA e TRENITALIA che esistono dei momenti in cui un servizio pubblico deve essere più pubblico di prima? La Carta Tutto Treno Umbria consente al cittadino residente in Umbria, insieme all’abbonamento a tariffa regionale, di viaggiare sui treni del trasporto nazionale, senza dover pagare alcuna differenza di prezzo. È successo però che dal 24 gennaio 2017 Trenitalia ha annunciato l’aumento del costo della Carta Tutto Treno del 30% che passa quindi da 350€ a 450€, costo al quale va sommato ovviamente quello dell’abbonamento. Ma non finisce qui. La carta diventa acquistabile soltanto annualmente e non da più diritto al viaggiatore di salire sui Freccia Bianca, ma solo sugli InterCity. Quindi abbiamo contemporaneamente aumento del costo, riduzione del servizio ed eliminazione della tariffa semestrale. La questione della tariffa annuale è abbastanza ridicola, perché proprio lo scorso anno, grazie anche a degli emendamenti del M5S, è stata introdotta la possibilità di pagare il canone RAI in più rate sulla bolletta elettrica. Questo solo per dire che, la dilazione del pagamento è uno strumento possibile, anche in settori non immaginabili. Non bastava quindi per i pendolari subire ogni giorno la beffa di scendere ai famigerati binari est, come se gli umbri non avessero diritto di arrivare alla Stazione Termini ma devono fermarsi un pò prima, e magari con la stazione termini vuota, come accade spesso. Il punto è che: le tariffe sono di competenza della Regione e nel contratto di servizio vengono fissati i relativi obblighi tariffari, da applicare sui servizi ferroviari programmati, il tutto anche con un contributo, che la Regione eroga a Trenitalia per il trasporto ferroviario, di 37 milioni di euro all’anno. Sulla questione è intervenuto addirittura: il dipartimento trasporti e infrastrutture del partito democratico dell’umbria, che chiede a mezzo stampa alla regione governata dal partito democratico, di intervenire chiedendo anche ai parlamentari umbri, di cui 5 senatori del partito democratico, di farsi carico della questione. Lasciando perdere queste sceneggiate, due sono le soluzioni possibili. O la Marini decide che ci saranno direttamente dei rimborsi regionali per questi svantaggi, oppure questi aumenti vengono direttamente calmierati alla fonte, per tornare ai prezzi iniziali, e questo anche per venire incontro ad una popolazione oggettivamente disagiata. Intanto, si può fare reclamo sul sito web dell’autorità di regolazione dei trasporti alla sezione reclami online www.autorita-trasporti.it/site
Stiamo a vedere che succede
Stefano Lucidi



