IL CASO SIGNO-RELLI. INDAGINE SUL MISTERO DI FREUD E IL GIUDIZIO UNIVERSALE DI LUCA.
5 Novembre 2017Orvieto – 1 novembre 2017 – A cavallo fra Ottocento e Novecento Sigmund Freud raggiunse Orvieto in tre diversi viaggi. Questa frequentazione assidua, per certi versi compulsiva, ha una spiegazione: la potente e sconvolgente impressione che sul fondatore della psicanalisi ebbero gli affreschi di Luca Signorelli nella Cappella Nova del Duomo. Freud fu talmente colpito da quelle immagini che, paradossalmente, dimenticò il nome del pittore e questa dimenticanza lo portò ad un’autoanalisi e a un ragionamento decisivo per lo sviluppo delle sue teorie e la redazione de L’interpretazione dei sogni.
Perché fu così affascinato e turbato dal Giudizio Universale di Signorelli?
Cosa nascondeva quella dimenticanza di così sconcertante da portare a una cancellazione così radicale?
Quale “sostanza inconscia” era stata risvegliata dalla visione degli affreschi?
Il caso Signorelli” vuole raccontare questa storia affascinante attraverso la ricostruzione dei viaggi di Freud e sulla falsariga di una detection che, per interposto Luca Signorelli, interroghi il mistero di fronte a cui Freud si è trovato e la risposta che ha creduto di dare.
Si propone di realizzare uno spettacolo-racconto su questo incontro “eccezionale” tra Freud e Signorelli. Anzi, Signor-elli, secondo la destrutturazione del nome operata dal Dottore.
Uno spettacolo narrativo-analitico in cui sul lettino della psicanalisi viene a distendersi il suo “scopritore”.
Un racconto sulla potenza delle immagini, sul deposito simbolico che contengono e sul rapporto a volte inquietante e destabilizzante che possono stabilire con lo sguardo dello spettatore.
Va ricordato che Freud pubblica L’interpretazione dei sogni nel 1908, negli anni delle sinfonie di Gustav Mahler e degli esperimenti atonali di Arnold Schönberg, Joyce sta per cominciare a scrivere Ulisse. Dunque, sarà questa la cornice culturale dello spettacolo.
In scena, un narratore – Guido Barlozzetti – che svolge la sua indagine analitica attraverso immagini, testi e musiche.
Sulla scena: un ritratto di Freud, le silhouettes “nere” di Signorelli e – secondo la tradizione – Beato Angelico, come sono dipinte negli affreschi, un lettino da analista sul tipo di quello che Freud aveva nello studio al 19 della Berggasse di Vienna, un grande schermo per la proiezione delle immagini, secondo un progetto visivo curato da Massimo Achilli.
fonte: associazione lettori portatili



