CATALOGO E MOSTRA SU “IL MERLETTO DI ORVIETO” A CURA DEL LIONS CLUB ORVIETO.
24 Dicembre 2017ORVIETO – 18 dicembre 2017 – Organizzata dal Lions Club di Orvieto che da oltre due anni ha promosso il Service pluriennale per la valorizzazione e la salvaguardia del Merletto Orvietano, Mercoledì 27 dicembre 2017 alle ore 17 presso il Centro Congressi della Fondazione Cassa di Risparmio (piazza Febei, 3), si terrà un doppio appuntamento: la presentazione del Catalogo e l’inaugurazione della Mostra del Merletto di Orvieto – la sottilissima Trina d’Irlanda, così si chiamava – volti a far conoscere ed apprezzare questa antica tradizione.
Iniziativa sostenuta da: Comune di Orvieto, Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e Gal Trasimeno Orvietano e da tanti orvietani che hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa.
Interverranno il Presidente del Lions Club Orvieto, Renzo Marziantonio, il giornalista Guido Barlozzetti e la saggista ed antropologa Maria Luciana Buseghin che, rispettivamente, hanno curato la prefazione, l’articolo di presentazione ed un accurato ed esaustivo studio sul Merletto Orvietano.
Il catalogo consta di 382 pagine e contiene 624 schede di 105 proprietari con le foto antiche degli unici tre repertori fotografici storici, superstiti, fin qui reperiti., ma anche testimonianze e ricordi, mentre la mostra è articolata in cinque sale del Palazzo Coelli sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, dove saranno esposte oltre 100 opere scelte da una apposita Commissione, suddivise per tema: “Sala dell’Abbigliamento”, “Sala da Pranzo”, “Salotto”, “Camera da Letto”, “Quotidianità” ovvero quei manufatti in merletto di uso comune, nelle case orvietane.
“Più di due anni fa il Lions Club di Orvieto – spiega il Presidente, Renzo Marziantoni – deliberò il Service pluriennale per promuovere la valorizzazione e la salvaguardia del merletto orvietano, progetto a cui ha lavorato con entusiasmo ed abnegazione il Comitato del Merletto allo scopo di perseguire gli obiettivi prefissati, in particolare la sensibilizzazione degli orvietani e non solo nei riguardi dell’immenso patrimonio sommerso nelle nostre case e nei nostri palazzi istituzionali, nonché nei luoghi di culto. In particolare: il censimento di tutte le opere in merletto ancora reperibili, dai più ricchi tovagliati ai più modesti fazzoletti da taschino, e la successiva pubblicazione del Catalogo Generale del Merletto Orvietano con una collaterale Mostra tematica”.
“Già nel 1965 – prosegue – si tenne nella prestigiosa sede del Palazzo del Capitano del Popolo la Mostra Nazionale delle Trine e dei Merletti, con l’Alto Patrocinio di Donna Carla Gronchi. Successivamente, nel 1994, a cura dell’Istituto Statale d’Arte di Orvieto fu organizzata un’interessante Mostra con relativo Catalogo. In tempi più recenti, nell’ambito delle manifestazioni di ‘Orvieto in Fiore’ nel 2015, è stata organizzata nella ex Chiesa di San Leonardo, una Mostra di Lavori in Merletto. Salvo altre, ma sporadiche, iniziative, con il catalogo delle opere in merletto ancora fin qui reperite o almeno di quelle che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e catalogare, e la mostra collaterale che presentiamo il 27 dicembre prossimo, oggi a nostro avviso, disponiamo di un significativo censimento che è una parte importante di questa nostra eccezionale eredità.
Ci siamo resi conto, infatti, che per la loro intrinseca delicatezza, questi meravigliosi ed eterei manufatti rischiano di scomparire presto. Prova ne sia che delle centinaia di opere fotografate e catalogate in passato dalle artiste del merletto, sui tre repertori fotografici rinvenuti sono oggi superstiti solo pochissimi esemplari. Il resto è sparito e disperso. Considerando che solo pochissime merlettaie facevano fotografare le loro opere, possiamo affermare che, nel corso di così pochi decenni, sono andate perdute migliaia di opere. Dare la giusta importanza a questi manufatti, dunque, significa di per sé garantirne per quanto possibile, la conservazione e la sopravvivenza, e la loro pubblicazione in un volume, sponsorizzato dagli Enti Pubblici principali sta a significare che la loro rilevanza è senz’altro ragguardevole.
I proprietari saranno maggiormente sensibilizzati nella consapevolezza che il patrimonio artistico e storico in loro possesso dovrà essere tramandato alle generazioni future non solo per la manifestazione artistica rappresentata, ma anche per quello che significano nel quadro storico e sociale cittadino. Per questo auspichiamo che gli Enti Pubblici preposti, in significativa partnership con il Gal Trasimeno Orvietano, si rendano conto dell’assoluta necessità di costituire insieme uno strumento (Fondo pubblico, Centro Documentazione e Sviluppo, Museo, Raccolta, Fondazione o altro) atto a far conoscere, a conservare e a tramandare questo nostro patrimonio artistico e sociale assolutamente unico e a rivitalizzare un settore di così alta valenza per la nostra città. Per circa settanta anni la città ha vissuto anche del lavoro delle merlettaie, ancora negli anni Sessanta erano 400, coinvolgendo una fitta rete, praticamente tutto il tessuto sociale”.
“Si può parlare quindi di una ‘Civiltà del Merletto’, che dovrà essere documentata – conclude – e questo a nostro avviso è il primo obiettivo, non solo attraverso le meravigliose opere, ma anche tramite le testimonianze, i ferri ed i fili del lavoro, i disegni preparatori ed altro. Questo, prima che tutto ciò sparisca e con esso una parte importante di noi. In embrione il Fondo già esiste, in Comune, alla Cassa di Risparmio, all’Ufficio del Turismo, si tratta di fare un salto di qualità, di avere il coraggio di affrontare questa sfida tutti insieme, con convinzione e buona volontà. Il secondo obiettivo è che quest’arte possa proseguire e, come avviene in altri Paesi Europei, le Istituzioni a cui facciamo appello, dovrebbero poter incrementare le scuole di merletto, con il duplice beneficio di non far scomparire quest’arte, a cui peraltro molti giovani sono interessati, e creare attività economiche che possano sostenere la nostra economia, come è avvenuto nel passato prossimo della nostra città.
Tali obiettivi, sono noti e ampiamente condivisi dai nostri maggiori referenti pubblici ai quali rivolgo l’invito a programmare un tavolo di concertazione ed arrivare ad un Protocollo d’Intesa, per iniziare la parte operativa. Certamente la strada è lunga e difficile, ma cominciamo dimostrando che la città è pronta a proseguire il percorso già abbozzato: salvare la memoria, incrementare il turismo, dare opportunità ai giovani. L’impegno del Lions Club di Orvieto è stato e sarà totale per perseguire un risultato che certo non è esaustivo né perfetto, anzi suscettibile di miglioramenti, perfezionando il lavoro, stimolando l’interesse anche dei giovani, risvegliando il mai sopito senso di appartenenza degli orvietani alla propria comunità. Proprio gli orvietani che ringrazio hanno contribuito entusiasticamente a questo ‘Service’, in particolare coloro che, con orgoglio e spirito civico, hanno voluto esporre le opere in loro possesso”.
fonte: ufficio stampa comune di orvieto



