Terni – 20 gennaio 2018 – Come da copione i problemi fatti accaduti ieri, 19 gennaio, presso il Centro per l’impiego di Terni, ci rimandano alla solita domanda che vale per tutti i servizi pubblici: le Istituzioni, che siano i Governi nazionali o Regionali o Comunali, hanno interesse che questi servizi funzionino? Oppure il disservizio è propedeutico ad una privatizzazione?
Quanto accaduto ieri è solo la punta di un iceberg. Più volte come Cgil Fp abbiamo denunciato attraverso i media e rappresentato alle istituzioni le problematiche che derivano dalla mancanza di organici (circa 30 operatori, alcuni part time, per tutta la provincia di Terni), strumenti informatici non sempre funzionanti, aumento della burocrazia che attiene alle nuove procedure, carenza di materiali e strutture spesso inadeguate e non a norma di legge.
A tutto ciò va anche aggiunto come la Riforma Del Rio (Riordino delle Province) abbia creato, come spesso accade in questo paese, confusione e smarrimento nel personale, un personale “apolide“, che solo da pochi giorni ha saputo da chi dipenderà in futuro, grazie ad un pre-intesa sottoscritta con la Regione dell’Umbria che contempla il passaggio del personale in una apposita Agenzia Regionale. L’intesa in questione prevede che le Province provvedano all’ampliamento di orario di una parte di personale che ancora oggi opera con un profilo orario ridotto. Come Fp Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali, intendiamo vigilare con grandissima attenzione sulla sua piena applicazione, confrontandoci sempre con le assemblee del personale.
La delicatezza e l’importanza del servizio che il Centro svolge in un contesto lavorativo come quello della Provincia di Terni, sempre più in difficoltà, merita una attenzione particolare da parte di chi è deputato alla Governance di tali strutture. Hanno ragione i cittadini che protestano: certi disservizi non sono ammissibili.
Fa piacere però leggere sui media che i cittadini, nonostante i disagi, hanno compreso che le responsabilità non possono essere attribuite agli operatori, che, costretti a lavorare sotto pressione per le già citate gravi carenze di organico, in diversi casi in passato sono dovuti ricorrere alle forze dell’ordine per garantire la propria incolumità.
Come Cgil Fp continueremo a denunciare questi disservizi, ovunque essi si presentino, Centri per l’Impiego, Sanità, Scuola, Trasporti, perché in un paese civile e visto anche l’alto livello di tasse a cui sono sottoposti (in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, che da soli pagano l’80% dell’Irpef complessivo), i cittadini hanno tutto il diritto di esigere attenzione, qualità nei servizi e rispetto delle proprie esigenze.
fonte: Giorgio Lucci Seg. Gen.le FP CGIL TERNI – Fabrizio Fratini Seg. Gen. Le FP CGIL UMBRIA
