CISL MEDICI UMBRIA: “DUE AZIENDE SOCIO-SANITARIE: UMBRIA NORD E UMBRIA SUD”
6 Luglio 20195 LUGLIO 2019 – La questione Radiologia Perugia sollevata dal segretario della Federazione Cisl Medici-Veterinari-Dirigenti Sanitari Umbria, Tullo Ostilio Moschini, diventa paradigma della necessità di una nuova configurazione delle aziende che sono attualmente quattro: due Ospedaliere, due Sanitarie Locali.
“L’Ospedale di Perugia, come del resto quello di Terni – sottolinea Moschini – è sia Ospedale della città e del circondario che Ospedale di II livello con le alte specialità. Non può da solo gestire tutto, senza che il territorio e gli ospedali limitrofi in rete abbiano una loro valenza peculiare ed un proprio ruolo. Pertanto nella riconfigurazione e ridefinizione del numero, delle pertinenze territoriali e delle competenze organizzative delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Sanitarie, in relazione alle diverse ipotesi formulate (tra cui una sola ASL da San Giustino a Narni con Azienda Ospedaliera unica Perugia-Terni) ed in generale rispetto al nuovo Piano Sanitario Regionale, la Federazione Cisl Medici-Veterinari-Dirigenti Sanitari Umbria ribadisce una sua proposta, da tempo presentata dal coordinatore della confederazione per la sanità Pino Giordano: due sole Aziende, Nord e Sud. Riteniamo migliore il modello lombardo e la denominazione di Azienda Socio-Sanitaria Umbria Nord e Umbria Sud, dove ricadono rispettivamente gli Ospedali di II livello ad alta specialità di Perugia e di Terni in stretto raccordo con rete ospedaliera e servizi territoriali”.
La configurazione Azienda Socio-Sanitaria Umbria Nord ed Umbria Sud permetterebbe, secondo il segretario generale della Cisl Medici Umbria “di rispondere in modo adeguato ed omogeneo alle problematiche del territorio come: aggregazioni funzionali territoriali, medici di base ex guardia medica-pediatria, distretti, cronicità, centri salute mentale, residenze sanitarie assistite, specialistica ambulatoriale. Allo stesso modo risolverebbe questioni inerenti il monitoraggio ambientale, la prevenzione primaria e secondaria, l’appropriatezza prescrittiva e il governo efficiente delle liste di attesa con un Portale Unico di tutti i medici (ospedalieri, convenzionati, medici di base, specialisti ambulatoriali) per calendarizzare prestazioni peculiari nell’ottica della continuità assistenziale: sicurezza delle cure, salute mentale, dipendenze, gestione del paziente e della sua malattia in particolare nelle patologie gravi come quelle oncologiche, cardiovascolari, neurologiche. Patologie che coinvolgono l’ambiente familiare e quindi il territorio, anche con l’istituzione dell’Infermiere di Famiglia. I due Ospedali maggiori, grazie alle loro reali alte specialità, non solo rispondono ai bisogni del proprio territorio contenendo la mobilità regionale in uscita, ma promuovono la qualità delle cure e richiamano pertanto utenza regionale esterna e utenza privata per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, integrato e non sostituito.



