CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT 2017 ? FORTUNA CH EL’ANNO E’ FINITO !

CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT 2017 ? FORTUNA CH EL’ANNO E’ FINITO !

2 Gennaio 2018 0 Di Orvieto Notizie

Orvieto – 28 dicembre 2017 – Pur sapendo che questa investitura aveva un valore “paesano” e senza nessuna valenza istituzionale, l’essere stata prescelta come “Città Europea dello sport 2017” ha permesso alla città di Orvieto di fregiarsi di una qualifica che le dava gli strumenti per accrescere e migliorare l’impiantistica sportiva presente sul territorio. Ed invece, questo 2017 è volato via senza che vi siano stati passi in avanti in merito al numero ed alla qualità degli impianti sportivi di proprietà comunale. Al netto del rifacimento del manto erboso dello stadio comunale (peraltro effettuato con mesi di ritardo), non è stata apportata nessuna miglioria agli impianti pubblici esistenti. Le promesse tante – molte inserite nell’elenco delle opere pubbliche 2017 -, le realizzazioni inesistenti. Esempi: gli spogliatoi dell’antistadio sono ancora a “carissimo amico”, il terzo campo del Luigi Muzi è ancora chiuso, il tetto della tribuna centrale dello stadio è bucato in più punti, l’erba sintetica del campo Oscar Achilli è in condizioni pietose, per non parlare delle finestre degli spogliatoi che sono rotte da anni. Quando si è appresa la notizia che Orvieto era stata indicata come “Città Europea dello sport 2017” eravamo in tanti a credere che la Giunta mettesse un’attenzione particolare per migliorare gli impianti sportivi di sua proprietà e, magari, sollecitasse la Provincia a migliorare l’agibilità e la fruibilità del Palazzetto dello Sport, impianto sportivo in condizioni di precarie e sottoposto a prescrizioni gestionali ed operative che mortificano le numerose società sportive presenti. Purtroppo l’anno è passato ed il degrado e l’inefficienza degli impianti sportivi di proprietà pubblica sono andati aumentando. A conti fatti questa investitura è servita solo per fare una gita a Bruxelles, per pubblicare foto sui giornali o sui social e per attaccare qualche cartello lungo le strade che portano in città. Niente di più.

fonte: Stefano Olimpieri Capo Gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO

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