I CONTI NON QUADRANO E SI TORNA AI DISAVANZI.

I CONTI NON QUADRANO E SI TORNA AI DISAVANZI.

29 Luglio 2017 0 Di Orvieto Notizie

Nei primi tre esercizi di bilancio la Giunta Germani, beneficiando dei fondamentali di bilancio che aveva ricevuto in dote, ha lavorato sul velluto. Pur non avendo messo in campo nessuna riforma strutturale, i tre esercizi hanno sempre prodotto avanzi di amministrazione, tanto da produrre eccedenze per 2.400.000 euro: che poi questa gigantesca somma sia stata usata per operazioni finanziarie che non hanno portato nessun beneficio alle famiglie ed alle imprese è la dimostrazione della incapacità e della inadeguatezza del Sindaco, dei suoi Assessori e della intera compagine che li sostiene. Non aver impegnato 2.400.000 euro per abbattere il carico tributario o per migliorare i servizi è un fatto politico di una gravità assoluta e che la città sta pagando pesantemente sulla propria pelle. Durante i tre anni passati abbiamo denunciato questi macroscopici errori, come abbiamo denunciato che senza una seria politica di riforme il bilancio sarebbe passato in tempi brevi dagli avanzi ai disavanzi. Detto fatto: con la delibera sull’assestamento di bilancio dell’esercizio 2017 emergono i primo disavanzi, a dimostrazione di una oggettiva inversione di marcia, logica conseguenza di approssimazione, incapacità, gestione “allegra” della spesa ed errati calcoli su alcune poste importantissime iscritte nel bilancio preventivo. Ed allora, quando denunciavamo che alcune poste iscritte a bilancio erano state artatamente gonfiate al fine di ampliare la possibilità di spesa per clientele e “marchette” varie, eravamo nel giusto e inquadravamo correttamente lo stato delle cose. Infatti, il disavanzo di 300.000 euro – oggetto della delibera di assestamento – si determina da minori introiti per parcheggi, pozzo di San Patrizio, imposta di soggiorno e tributi minori (quelli, per intenderci che sono riconducibili alla esternalizzazione del servizio, costato alle casse del Comune quasi 50.000 euro). In buona sostanza il Sindaco e l’Assessore hanno sbagliato le previsioni con percentuali di oscillazione tra il 10 ed il 20%, a dimostrazione che non hanno la benché minima percezione di qual è il grado di difficoltà che sta attraversando la città e tutte le realtà che ne fanno parte. Passare dagli avanzi del triennio precedente, ai disavanzi che iniziano ad emergere, dimostra come stia tornando il vecchio modello che aveva portato il Comune sull’orlo del fallimento e che si fondava su dati di bilancio gonfiati al fine di alimentare il sistema strutturato sui cortigiani e sulle clientele. In questi tre anni Germani aveva la possibilità di fare riforme strutturali e di riversare in favore della città i 2.400.000 euro, frutto di un lavoro che aveva stabilizzato il bilancio per costruire un futuro migliore e più leggero sotto il profilo del carico tributario; ed invece quei soldi li ha usati per fare operazioni finanziarie (uscire dal pre-dissesto) che non producono benefici e non incidono minimamente sui cittadini e sulle imprese. Oggi, a distanza di soli tre anni, tornano i disavanzi di amministrazione e riemerge la volontà di usare i soldi dei contribuenti orvietani per costruire il consenso attraverso quel modello che, a cavallo tra la fine e l’inizio del nuovo millennio, aveva portato il bilancio del Comune vicinissimo al default. D’altronde il Sindaco Germani conosce bene quel modello, visto che ne è stato uno dei massimi esponenti ricoprendo la carica di Assessore ai Lavori Pubblici dal 2001 al 2007.

fonte: Stefano Olimpieri Capo Gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO

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