DICHIARAZIONI GRAVISSIME FATTE IN UN CONSIGLIO COMUNALE DA PORTARE ALL’ATTENZIONE DEL PARLAMENTO E DELL’ANCI. SCUSE E DIMISSIONI NON BASTANO, E NESSUNA VOCE DI SOLIDARIETÀ DALLE DONNE DELLA MAGGIORANZA.
26 Novembre 2017Spoleto – 2o novembre 2017 – Una consigliera comunale del MoVimento 5 Stelle è stata purtroppo costretta a giustificare le sue assenze in consiglio e nelle commissioni, sebbene durante il periodo citato fosse entrata nel periodo di gravidanza, con tutto ciò che ne consegue, anche nel periodo successivo alla gravidanza. Mi chiedo perché nel 2017 ancora non solo riesce difficile per un consiglio comunale mettere una donna nelle condizioni di poter esercitare il suo diritto di essere mamma e anche consigliere comunale, ma addirittura, si permette che quelle assenze giustificate vengano utilizzate contro la sua persona. Dovremmo piuttosto agire in maniera opposta e cioè, fare di tutto affinché i consiglieri comunali, sopratutto di piccole città quindi con gettoni di presenza esigui, vengano messi nelle condizioni di poter esercitare al meglio il loro diritto di essere cittadini eletti. E questo deve valere per tutti i consiglieri, e quindi in maniera più attenta, per chi ha delle situazioni che limitano fortemente il tempo a disposizione.
Veniamo ai fatti.
Il Consiglio Comunale di Spoleto del 26 ottobre 2017 è iniziato con un aperitivo niente male. Il Presidente, Giampiero Panfili, apre la seduta snocciolando dati sulle presenze della nostra consigliera comunale Elisa Bassetti, il tutto per replica ad un articolo stampa firmato dalle opposizioni nel quale si attaccava la chiusura frettolosa di un consiglio comunale precedente a quello in corso.
L’episodio è estremamente grave, non solo sotto un profilo politico, ma anche istituzionale.
Andiamo per ordine.
Funzioni e ruoli del Presidente del Consiglio Comunale sono indicati nel Capo II del Regolamento del Consiglio, agli articoli 5, 6, e 6 bis (http://www.comunespoleto.gov.it/wp-content/uploads/2013/09/ConsiglioComunale2014_ultima-versione.pdf).
In particolare l’art 6 comma 1, recita: “Il Presidente rappresenta l’intero consiglio comunale, ne tutela la dignità ed assicura l’esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e dallo Statuto.”
Quindi, il regolamento dice che non solo Egli rappresenta TUTTO il consiglio ma DEVE tutelarne anche la dignità.
Ma il comma 3 dell’art.6 del regolamento va ben oltre e dice: “Nell’esercizio delle sue funzioni il presidente si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa del consiglio e dei singoli consiglieri.” Il regolamento quindi indica nel Presidente la figura che, ispirandosi a criteri di imparzialità interviene a difesa dei consiglieri comunali. Ripetiamolo: “ispirandosi a criteri di imparzialità interviene a difesa dei consiglieri comunali.”
Continuando nella interessante lettura del Regolamento, si arriva al Capo V – Ordine dei lavori, che all’articolo 56 – Comunicazioni al comma 1 dice: “All’inizio dell’adunanza, concluse le formalità preliminari, il presidente e il sindaco effettuano eventuali comunicazioni sull’attività del Comune e su fatti ed avvenimenti di particolare interesse per la comunità.”
Mentre al comma 4 stabilisce che: “4. Le comunicazioni non danno luogo in ogni caso a votazioni e dibattito da parte del Consiglio.”
Cioè lo spazio “Comunicazioni” è riservato alle attività del Comune e fatti ed avvenimenti di particolare interesse per la comunità e inoltre su questo non può essere fatto dibattito.
Quanto accaduto allora pone degli interrogativi seri, perché Panfili non solo ha usato lo spazio “comunicazioni del Presidente” per rispondere ad un fatto personale apparso sui quotidiani, ma a seguito della comunicazione ha aperto un dibattito, come si evince dal video estratto dallo streaming del consiglio, in palese contraddizione con il citato articolo 56.4.
Inoltre i dati citati sulle presenze, e usati contro contro il consigliere comunale non sono reperibili pubblicamente e disponibili, perché essi sono deducibili solo dai verbali delle assemblee, e quindi tramite un accesso atti agli uffici.
L’episodio assume toni assolutamente non condivisibili quando la consigliera Elisa Bassetti, chiamata in causa, è costretta a GIUSTIFICARE letteralmente le sue assenze. E facciamo attenzione, perché le assenze di un consigliere comunale devono sempre essere giustificate, e vengono comunicate proprio dal Presidente ad inizio seduta, quindi nessuna novità.
Ma alla fine di tutto, la frase che getta vergogna sull’episodio è proprio quella pronunciata dalla consigliera che dice: “questi particolari me li sarei sinceramente risparmiati”.
Bisogna chiedersi a questo punto se scuse pubbliche e dimissioni potrebbero ristabilire un ordine istituzionale sulla vicenda. Sicuramente è un caso da portare all’attenzione nazionale sia del Parlamento che dell’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani, per chiedere quantomeno di richiamare ai regolamenti i soggetti chiamati a rappresentare i cittadini nelle istituzioni.
Da ultimo, DEVO sottolineare il fatto che nessuna voce istituzionale di donne della maggioranza si sia spesa in solidarietà della nostra consigliera.
Vergogna!
fonte: on.stefano lucidi capogruppo m5stelle orvieto



