ESITI DEL CONSIGLIO COMUNALE “APERTO” SU RIPRESA DEL CENTRO STORICO DI ORVIETO: GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI COMUNALI
7 Aprile 2017Interventi dei Consiglieri, Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “esprimo soddisfazione anche a nome degli altri consiglieri che hanno chiesto questo confronto nel luogo massimo del dibattito cittadino. E’ già un risultato. Mettere il centro storico all’attenzione della nostra agenda deve indurci a confrontarci. E’ vero, il centro storico non è una cosa a sé stante ma è il punto di riferimento di un territorio. Noi non possiamo certo fermare la crisi così come dobbiamo subire il terremoto lo subiamo, tuttavia possiamo avere la possibilità di incidere sulle politiche per lo sviluppo. Nessuno ha le soluzioni in tasca ma certe scelte amministrative e politiche a volte fanno danni seri. Rispetto al patrimonio ci sono almeno 7 immobili importanti, ormai ‘ex’ che potrebbero rimettere in cammino la città. L’ex Ospedale non può essere messo in vendita come fosse un capannone della zona industriale, quindi non si deve permettere che la Regione e la Usl facciano questo. E’ una partita su cui Comune deve tenere gli occhi aperti. Anche il lascito De Solis è stato un treno perso. Per l’ex caserma, non si sa che fine abbia fatto il progetto del Campus Universitario. Sono passati mesi e non sappiamo nulla. Auspichiamo che la Funicolare torni ad essere gestita dalla nostra città senza accontentarci delle elargizioni che ci vengono concesse dall’attuale soggetto gestore. Il QSV è stato abbandonato troppo repentinamente dall’Amministrazione, mentre invece era uno strumento reale di partecipazione dei cittadini. Serve ritornare a tariffe ragionevoli dei parcheggi, così come ci chiediamo quale senso abbia aver tolto posti auto in alcune piazze, a partire da piazza del Popolo in assenza di progetti di rivitalizzazione. Il Consiglio Comunale e l’Amministrazione devono rimettere in moto un dibattito aperto all’interno della città per valorizzare le sue realtà vive”.
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “ho ascoltato l’introduzione del Dott. Forlani e spero che lo studio non si risolva tutto in qualcosa che già conoscevamo. Io penso che non dovremmo solo puntare sulle vocazioni storiche e artistiche della città per il turista, ma anche a riportare i residenti del nostro territorio nel centro storico di Orvieto per spendere, consumare, fare acquisti, e lo possiamo fare partendo dalla rivisitazione del costo dei parcheggi che è iniquo. Distinguiamo inoltre le sofferenze che oggi scontano i residenti nel centro storico. La prima misura da adottare è quella di rivedere il sistema parcheggi e fare in modo di non essere l’unica realtà del mondo dove la seconda ora costa più della prima; inoltre, va resa più flessibile la sosta senza lo spauracchio delle; nel centro storico non ci sono più servizi: quel poco che potevamo mantenere è stato decentrato! Aver dislocato i vigili urbani in via Roma è stata una scelta devastante anche dal punto di vista di un presidio per la sicurezza dei cittadini e dei turisti vista la presenza del fenomeno dell’accattonaggio. L’esposizione dei cartoni e della plastica fino alle ore 11 della mattina è un problema reale. Inoltre, nel centro storico non ci sono strutture sportive, tutto è decentrato a Ciconia. Quanto al turismo è vero non vengono organizzati eventi che trattengano il turista almeno tre giorni segno che manca organicità e un progetto. Ognuno va in ordine sparso, non sappiamo che fine abbia fatto ‘Carta Unica’. Il turista sconta anche la mobilità alternativa che funziona a giorni alterni. Non c’è un servizio taxi decoroso. Tutte situazioni queste che ho elencato che vanno assolutamente riviste, peraltro, come opposizione abbiamo avanzato delle proposte. Dal punto di vista della comunicazione non è meglio dire che i parcheggi sono gratuiti piuttosto che lanciare messaggi contraddittori? Abbiamo chiesto che i 2 milioni dell’avanzo di amministrazione fossero impegnati per reinvestire, invece l’Amministrazione li ha voluti usare per l’uscita anticipata dal predissesto! Oggi abbiamo un quinto della città che corrisponde all’ex caserma praticamene bloccato ed un quartiere medievale fermo. I proventi della tassa di soggiorno dove sono finiti? La città deve riflettere. E’ una città per anziani o per i giovani? L’Albornoz va messo in sicurezza! E’ una città della cultura? Perché allora non si valorizza Orvieto underground. Questi tre anni hanno portato l’immobilismo della città e ora serve l’impegno di tutti per ripartire”.
Tiziano Rosati (Sinistra Italiana): “Orvieto ha sicuramente vissuto tempi migliori ed ha avuto una progettualità politica che immaginava proiezioni demografiche tendenti a 30 mila ai abitanti. Oggi assistiamo al fenomeno inverso e non siamo neanche 20 mila abitanti. I giovani della mia generazione non stanno più ad Orvieto perché oltre alla mancanza di lavoro c’è mancanza di spazi, di opportunità e luoghi di aggregazione. Una volta laureati tendono a restano fuori sede. Diciamo di essere una città turistica ma non pedonalizziamo il centro storico. C’è una quantità diffusa di case sfitte e non si riesce a calmierare gli affitti per attrarre i giovani. Ad Orvieto c’è intolleranza su tutto, sappiamo gridare solo allo scandalo, che siano i cosiddetti ‘accattoni’ o la droga. Io propongo che si intercettino i turisti di passaggio attraverso varie iniziative. Anche con la passata Amministrazione all’Albornoz abbiamo organizzato delle manifestazioni, fermo restando che le associazioni che le propongono si fanno carico della gestione degli eventi”.
Claudio Di Bartolomeo (PSI): “dobbiamo capire che cosa dobbiamo fare di Orvieto e su quali temi puntare affinché questa città rifiorisca. Una città, la nostra, che può offrire molte cose e molte occasioni. Dobbiamo però approntare tutte quelle misure di marketing che per prima l’Amministrazione Comunale deve agevolare. Reputo giusto costituire un polo di discussione delle problematiche che sono comuni alla città e non ai singoli, questo confronto serve a costruire il giusto marketing. Sono fiducioso”.
Roberto Meffi (Forza Italia): “a Rosati rispondo che i problemi vanno affrontati e risolti; infatti, in questa città chi spaccia la droga è ben servito dalla giustizia. Tornando al tema di questo consiglio comunale, stasera le associazioni hanno mostrato di discutere, dare contributi per problemi che sono molti seri e di non facile soluzione. Un Comune come il nostro non può poggiarsi soltanto sul turismo, nel senso che ci sono dei mesi che vanno comunque coperti in assenza di manifestazioni e trend. La vocazione turistica di Orvieto è evidente ma poggiare uno sviluppo del territorio unicamente sul turismo è un problema culturale. La presenza delle associazioni è un contributo importante. Orvieto deve guardare ai mercati internazionali ma anche al suo hinterland territoriale. La mia proposta è: ridurre il carico del costo dei parcheggi o addirittura prevedere la gratuità per i residenti orvietani, fare meno multe che stanno diventando un deterrente per portare gente ad Orvieto; infine, la vera scommessa per Orvieto sta nella caserma Piave, questione su cui occorre innescare i meccanismi per portare nuove aziende nella nostra città. Alcuni segnali andrebbero dati subito”.
Presidente, Angelo Pettinacci (PD): “questo Consiglio Comunale aperto è una grande occasione per capire cosa fare insieme, vista anche la richiesta pervenuta dalla maggior parte delle associazioni, e ci chiediamo che tipo di domanda economica/turistica ci dobbiamo aspettare per i prossimi anni e, soprattutto, se siamo pronti ad intercettare un nuovo tipo di domanda e di economia. I nostri flussi turistici 15 anni fa davano circa il 29% di turisti stranieri e il restante 80% di italiani; oggi il turismo straniero è arrivato al 56% e questo dato ci dà la misura dell’inadeguatezza che abbiamo rispetto alla domanda che è poi quella che fa il mercato. Altro tema non disgiunto dal primo è quello del mercato elettronico per gli acquisti on line anche di pacchetti turistici e che impone di cambiare il target per intercettare il nuovo turismo. Il nostro vantaggio rispetto ai portali commerciali è che abbiano un centro storico da posizionare verso chi è attratto da questo tipo di offerta turistica.
Rispetto alla ex caserma (dove il progetto Campus è stato portato avanti e siamo in attesa delle fideiussioni finalizzate alla valorizzazione), all’ex ospedale ed altri contenitori vuoti dico che dobbiamo riportare la residenzialità nel centro storico, ripopolandolo di coppie giovani, altrimenti i negozi di prossimità finiranno per chiudere. Penso infine che dobbiamo riprenderci un po’ dell’orgoglio orvietano che avevano i nostri predecessori, e volere più bene alla nostra città in tutti i suoi momenti come quelli legati alle festività storiche e alla tradizione. Sulle multe mi limito a fornire un dato inequivocabile: nel 2016 sono state 8.300 mentre nel 2009 e negli anni successivi il trend fu di 13.000. Forse c’è terrorismo psicologico”.
Roberta Tardani (Forza Italia): “il problema del commercio va affrontato nella sua complessità. A livello nazionale non è certo colpa del Comune di Orvieto, tuttavia continuare a nascondere che c’è questo problema e che alcune misure adottate hanno contribuito a danneggiare il comparto economico della città, per me significa nascondere la terra sotto la sabbia. Aver ridotto drasticamente i parcheggi nel centro storico ha indebolito il movimento ed i flussi proprio nel centro storico. Il centro storico non è un museo, ma attrae e si valorizza attraverso i residenti ed i turisti anche del comprensorio. Io credo che sia importante ed urgente un piano di marketing urbano che tenga conto dei seguenti fattori: turisti, residenti ed operatori commerciali. Ovviamente non ci sono ricette facili ed immediate, ma il fatto stesso di riportare anche la quotidianità in questo centro storico è fondamentale. Il tema della valorizzazione degli immobili è anch’esso importantissimo, e banalizzare il tutto parlando di ‘ospizio’ anziché di albergo a cinque stelle è dannoso, nel senso che dobbiamo porci il problema di fornire servizi ed una qualità di vita a tutti, turisti e cittadini, anche in età avanzata. Le associazioni intervenute hanno dato la loro visione, ora serve che l’Amministrazione sia ricettiva e faccia progetti organici di lungo periodo per la città nel suo complesso ch abbiano valenza per tutto il Comprensorio”.
Martina Mescolini (PD): “è opportuno ed interessante che Sindaco ed Assessori intervengano per presentare i progetti che si stanno portando avanti. Lo dico perché assistere ad una comunicazione che per lo più è stata portata avanti dagli ‘agitatori’ sui temi dei costi dei parcheggi, dove probabilmente è mancata una puntuale e costante comunicazione, significa non voler bene alla città. E’ stato fatto terrorismo sul fatto che non si poteva più parcheggiare ad Orvieto. Per me voler bene alla città significa far parcheggiare i turisti e dare loro la possibilità di godere di un centro storico unico. Perché non concentrarsi piuttosto sul progetto del Distretto Turistico Interregionale da poco costituito, o su quanto su può ancora realizzare nell’ambito del progetto ‘Experience Etruria’, o su come valorizzare il Palazzo dei Sette per le esposizioni d’arte, o chiedersi come sfruttare meglio i picchi turistici? Perché non valorizzare il fatto che il costo annuo di un parcheggio per chi lavora nel centro storico è di 300 euro? A scanso di fraintendimenti il collega Rosati ha voluto mettere in risalto il disagio giovanile delle nuove generazioni, tema su cui è fondamentale l’unione delle associazioni, infatti è stato riattivato il ‘Forum del Terzo Settore’. I fenomeni vanno interpretati è stigmatizzare lo status di accattone è pretestuoso. Per noi chi è accattone è più semplicemente una persona bisognosa”.
Sindaco, Giuseppe Germani: “ringrazio i vari ospiti intervenuti e tutti i consiglieri che hanno dato un contributo. Rispetto alla vitalità commerciale del centro storico ci sono dei dati eloquenti che non vanno dimenticati: nel 2016 si sono registrate 21 nuove attività, di cui 6 posizionate in piazza del Popolo, per complessivi 45 posti nuovi di lavoro. Il parcheggio di piazza del Popolo doveva essere di scambio per chi arriva e fà degli acquisti, in realtà è troppo spesso utilizzato dagli stessi commercianti della zona.
Altro capitolo importante è quello di ‘Aree Interne’: proprio oggi è giunta la comunicazione dell’approvazione della Strategia da parte del Comitato Tecnico Aree Interne della Presidenza del Consiglio dei ministeri. Ciò sta a significare lì approvazione di 11 mln e 853 mila euro completamente dedicati allo sviluppo del nostro territorio. Ora occorrono i progetti degli imprenditori. Sul passato e il presente amministrativo mi limito a dire che abbiamo trovato il Comune indebitato ma abbiamo raggiunto l’obiettivo dell’uscita dal predissesto per favorire nuovi investimenti per lo sviluppo nella convinzione che la città ha le risorse interne per affrontare le varie questioni sul tappeto.
Rispetto all’ex Ospedale su cui,in questa sede intendo aprire un tavolo di confronto a tutto tondo, aggiungo che, dopo 10 anni, siamo riusciti a portarlo a valorizzazione e che presto uscirà il bando. Ci si può fare di tutto, è pacifico; aggiungo però che nel centro storico è indispensabile un albergo di una certa levatura e credo che possa essere fatto in quel sito, ma questa operazione non è scritta con il sangue! Sul PRG è scritto tutto, ora ci vogliono gli investitori e chi porta avanti quell’operazione. Molte altre ipotesi potrebbero dare le giuste risposte alle esigenze degli anziani, fra cui l’ex Inapli e l’ex Inam.
Per la ex caserma Piave abbiamo preso il progetto che veniva dalla passata amministrazione, lo abbiamo verificato e giudicato fattibile iniziando a prendere contatti con chi quel progetto lo aveva presentato; ora mancano le firme di chi mette le polizze fidejussorie di 15 mln di euro. Aggiungo che sono pervenute anche due ulteriori proposte: una relativa allo spostamento di una direzione della Guardia di Finanza che vedremo se andrà avanti essendosi fermata per effetto della crisi di governo e l’a1tra che attiene ad una cordata di università straniere. Prima di parlarne con la città vogliamo vedere gli atti.
L’ex Tribunale lo abbiamo trovato vuoto e dopo in un anno e mezzo ora ospita il CSCO, presto l’Archivio di Stato e sono stati conclusi gli accordi per ospitarvi gli uffici dell’INPS e dell’ARPA che dallo scalo tornerà nel centro storico, questo a dimostrazione che si sta lavorando per tenere i servizi all’interno del centro storico. Con l’uscita anticipata dal predissesto si possono mettere risorse importanti sulla progettazione per Palazzo dei Sette che per fare le esposizioni d’arte ha bisogno di interventi ed adeguamenti.
Concludo sottolineando che lo studio che sta svolgendo l’Università di Perugia ci permette di intrecciare i dati a livello scientifico per poi fare una programmazione strategica basata non solo sulle risorse che abbiamo ma anche sulle interrelazioni con altri territori e regioni in un’ottica di rete”.
fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto



