I MESTIERI DEL CINEMA, GRANDE SUCCESSO DELLA SECONDA EDIZIONE DELLA MINI RASSEGNA CINEMATOGRAFICA ORGANIZZATA DA TEMA E SOSTENUTA DA ENGINEERING
13 Agosto 2019“Ride” tratta della necessità della sofferenza. Soffrire nella giusta misura è necessario perché favorisce il cambiamento. La troppa sofferenza lo blocca mentre la completa assenza di dolore lo impedisce. Il film parla di una giovane donna che subisce un lutto e che non riesce a piangere. Le lacrime sono bloccate, al pari delle sue emozioni.
“Due piccoli italiani” tocca l’argomento della “cura”. Il film, in maniera ironica e a tratti comica, si pone domande su cosa sia la cura, quale sia la differenza tra cura e prendersi cura e cosa significhi guarire.
“Ovunque proteggimi” è un ritratto spietato della sofferenza, delle difficoltà che incontra chi soffre ad accettare la protezione di altri e dell’incapacità di proteggersi da se stessi.
“Il più grande sogno”, già visto nella scorsa edizione de I Mestieri del Cinema, in piazza del Popolo, con Mirko Frezza, sia nella finzione che nella realtà protagonista di una storia di riscatto, quest’ anno é tornato dentro, e proprio in carcere è stato proiettato. Qui la partecipazione é stata straordinaria, emotivamente fortissima: Mirko Frezza ha saputo infondere commozione e speranza anche tra i più giovani.
“Il più grande sogno” è la storia della realizzazione del più grande sogno che tutti i detenuti hanno: uscire dal carcere e non farvi rientro. La necessità di pensare che questo riscatto sia possibile diventa il motore stesso per il cambiamento. La condivisione di storie significative ci sembra che possa avere anche effetti terapeutici. La psicoterapia, in fondo, non è altro che raccontare la propria storia ad un’altra persona, che ci aiuta a vederla e, insieme, a capirla. È con questa finalità che abbiamo trasferito una parte dei “Mestieri” da fuori a dentro. Dall’arena al carcere, il cinema é tornato dentro con la speranza che il messaggio del film arrivasse anche alle persone che dentro quelle mura abitano.
Questo evento è stato pensato e organizzato, in stretta collaborazione tra il Ser.d (Servizio Dipendenze di Orvieto), l’Area Educativa del carcere coordinata dalla Dr.ssa Letizia Troianelli e la Prof. Emanuela Leonardi, Consigliera dell’ Associazione TEMA. L’elemento che accomuna queste tre diverse istituzioni, e che fa da guida agli interventi proposti, è la convinzione che le attività culturali possano favorire i processi di (ri)educazione, di (re)integrazione e di emancipazione personale. Qualsiasi attività si realizzi in carcere, per ragioni interne di sicurezza e di organizzazione, ha un supplemento di difficoltà rispetto ad altri contesti esterni per cui vanno ringraziati per il lavoro svolto in primo luogo il Direttore, Dr. Paolo Basco, le operatrici dell’Area Educativa, gli operatori che hanno curato gli aspetti organizzativi, gli agenti di Polizia Penitenziaria.



