INQUINAMENTO DOMESTICO, UMBRI PREOCCUPATO E POCO INFORMATI.
30 Ottobre 2017 0 Di Orvieto NotizieMilano, 25 ottobre 2017 – Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E in Umbria? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 58% degli umbri ammette di averne una conoscenza limitata e il 28% ne ignora del tutto l’esistenza. Tra le minacce domestiche più temute dagli umbri, si collocano ai primi posti le sostanze nocive nell’aria (62%), l’inquinamento dell’acqua (57%) e le fughe di gas (47%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (46%), mentre solo il 23% degli umbri si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte. Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della regione, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (58%) e curandone l’igiene e la pulizia (54%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 40% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati. Meno numerosi, invece, gli umbri che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (25%), o acquistando un depuratore dell’acqua (25%). Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide gli umbri. Se il 51% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 49% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità. Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 78% degli umbri. Come? Il 42% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 25% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e l’11% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.
1Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.
fonte: federica vitali – ecomunicare.it



