LA MEMORIA DELLA SHOAH CI RICORDA L’IMPORTANZA DELLA LIBERTA’ E DELLA DEMOCRAZIA.

LA MEMORIA DELLA SHOAH CI RICORDA L’IMPORTANZA DELLA LIBERTA’ E DELLA DEMOCRAZIA.

27 Gennaio 2018 0 Di Orvieto Notizie
Orvieto – 27 gennaio 2018 – Ogni 27 Gennaio rinnoviamo il ricordo di fatti che per anni sono stati “indicibili” perfino da parte delle poche vittime sopravvissute. Alcuni di essi, come ad esempio Shlomo Venezia che venne due volte ad Orvieto qualche anno fa ad incontrare gli studenti,  hanno dovuto attendere cinquant’anni prima di aprire  un fiume di ricordi, sensazioni, drammi familiari e collettivi, fotogrammi di non-vita subiti senza alcun motivo. Nel Luglio del 2018, poi, non lo possiamo dimenticare, cadrà l’80° triste anniversario della proclamazione delle leggi razziali in Italia da parte del regime Mussoliniano: memoria significa anche sforzarsi di tenere le cose al loro posto, al posto giusto. E’ importante ricordare anche che le leggi razziali non furono un fulmine a ciel sereno nell’era fascista, un colpo di sole di qualche gerarca del Gran Consiglio, ma la risultante di un’ideologia e di una congerie culturale che veniva da lontano, e collegava il delitto Matteotti con la sciagurata entrata in guerra al fianco di Hitler. Non è un’opinione, questa è storia: fascismo non fu solo autoritarismo, sopruso e negazione delle libertà, ma purtroppo fu pure odio razziale, con le conseguenze che ben conosciamo. Centinaia di migliaia di cittadini italiani da un giorno all’altro e senza alcuna motivazione furono esclusi dalla società, perseguitati e poi internati e avviati al massacro sistematico perpetuato dalla follia nazista con il nostro “concorso”. Senza parlare dei “ giustificazionisti” che pure esistono, no comment,  c’è anche qualcuno che tende oggi a minimizzare l’enormità non misurabile di quanto accaduto con la Shoah, utilizzando svariati mezzi, come quello di dire: “ ci sono stati e ci sono altri massacri ed altri genocidi”. Sì, certo, ma ciò purtroppo nulla toglie all’unicità del dramma vissuto da migliaia e migliaia di famiglie, milioni di individui, cittadini europei di cultura ebraica avviati all’industria programmata della morte di concezione nazi-fascista. Ai più giovani dico che se abbiamo qualche dubbio o incertezza, basta rileggere sul web o sui libri cosa è accaduto: tra gli altri  il saggio di Hannah Arendt su “La banalità del male”, è uno dei contributi più illuminanti per trasferire nella modernità quello che accadde ad Auschwtz.  La memoria di ciò dovrebbe farci riflettere tutti, come ha suggerito nobilmente il Presidente della Repubblica Mattarella in questi giorni, sulla fragilità delle istituzioni democratiche e sulla necessità di partecipare ai momenti democratici che rimettono al centro il popolo sovrano: se non comprendiamo e promuoviamo il valore della democrazia partecipata, come la Storia ripetutamente ci insegna apriamo – spesso a nostra insaputa – rischi concreti per le future generazioni e per la pace. Per di più è proprio la società digitale in cui ci proietta il XXI secolo che chiama  quotidianamente le istituzioni ed i cittadini democratici a nuove opportunità e sfide: è e sarà sempre più fondamentale saper utilizzare al meglio le tecnologie dell’informazioni per informarci adeguatamente, scegliere, partecipare, agire. Non lo dimentichiamo anche nei restanti 364 giorni dell’anno.
fonte: Pier Giorgio Oliveti/Anpi Orvieto
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