LAVORI D’AULA: APPROVATA A MAGGIORANZA LA PROPOSTA DI RISOLUZIONE CHE CONDIVIDE LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE DELLA GIUNTA SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO 2015
14 Luglio 2016(Acs) Perugia, 12 luglio 2016 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 11 voti favorevoli della maggioranza e 7 voti contrari dell’opposizione, la proposta di risoluzione, presentata dai capigruppo Gianfranco Chiacchieroni (Pd) e Silvano Rometti (SeR), che “condivide e approva la relazione del presidente della Giunta regionale sullo stato di attuazione del programma di governo e dell’amministrazione regionale per il 2015, con particolare riferimento alle risorse finanziarie programmate e rendicontate”. La presidente Marini, nel suo intervento in Aula, aveva rivendicato i buoni risultati ottenuti nel primo anno di legislatura (http://goo.gl/neldRm). Dagli interventi dei consiglieri di centrodestra e liste civiche emerge un giudizio “ampiamente negativo”, soprattutto per il silenzio sulla “crisi di maggioranza e sul necessario cambio di passo più volte annunciato”, “sul protocollo firmato con Toscana e Marche”, mentre il M5S dice che “i piani della Marini non ci convincono, quando non sono un autentico fallimento”. Dalla maggioranza giudizio positivo “perché le questioni centrali sono in corrispondenza con quello che la Regione aveva programmato” e perché questo “è il momento dei cofinanziamenti, le imprese sono disponibili, ci sono bandi e risorse da intercettare”.
GLI INTERVENTI
RAFFAELE NEVI (FI): “RICOSTRUZIONE TECNICA, CHE NON DICE NULLA SULLA CRISI DELLA MAGGIORANZA E SUL NECESSARIO CAMBIO DI PASSO PIÙ VOLTE ANNUNCIATO –
Abbiamo letto, come al solito in fretta perché ci è stata data da poco, la relazione della presidente. Al di là di una ricostruzione piuttosto tecnica, non c’è una riga su quello che è successo nel 2015, con un inizio legislatura che si è prolungato fino al 2016 e soprattutto con lo scossone delle dimensioni dell’assessore Barberini e l’annuncio in pompa magna del Pd che ‘da adesso in avanti si cambierà passo’, con un sistema più meritocratico, senza riciclati ma con giovani leve e rotazione dei dirigenti, iniziative di cui però non c’è traccia nella relazione della presidente. Ci
aspettavamo ci ragguagliasse sul da fare e quali risvolti ci saranno dal cambio di passo sull’azione del governo, sui cambiamenti di rotta che hanno provocato la crisi tra la presidente e una parte del Pd. Sarebbe stato un atto dovuto. Se il Consiglio regionale è importante, come ci diciamo spesso, la Presidente avrebbe dovuto dire cosa è successo, per quali motivi, ricordo che c’è anche un’indagine della magistratura sulle dimissioni dell’assessore. Cosa cambierà per gli umbri? Speriamo che cambi, dopo un anno di governo regionale paralizzato, senza aggredire le questioni sul
tappeto, non solo in tema di economia ma sulla sanità. Liste d’attesa, riorganizzazione della rete ospedaliera, innovazione, centro acquisti, medicina del territorio. Questo è quello che ci interessa e interessa ai cittadini. Non sono stati forniti i dati sulla mobilità passiva, parametro che dice se il meccanismo funziona: se i cittadini vanno da altre parti vuol dire che pensano sia meglio altrove. Vorremmo capire bene se c’è un cambio di passo da questa situazione molto problematica. Siamo ancora al punto di partenza, abbiamo solo perso tempo, non c’è stata nessuna innovazione. Abbiamo depositato anche una mozione sul tema. Rifiuti, trasporti, agenzie, temi su cui chiediamo maggiore serietà, un chiarimento sugli indirizzi di governo era dovuto. Spero la Presidente ci dica qualcosa almeno al termine di questo dibattito. Sembra che in Giunta regionale si voglia nominare un segretario generale: se ne deve discutere anche in Assemblea per capire se c’è un modo diverso di far funzionare il sistema”.
SILVANO ROMETTI (SER): “GIUDIZIO POSITIVO PERCHÉ LE QUESTIONI CENTRALI SONO IN CORRISPONDENZA CON QUELLO CHE LA REGIONE AVEVA PROGRAMMATO – Nelle
discussioni dovremmo riuscire a rimanere ancorati all’ordine del giorno per non andare fuori tema, che è quello della rispondenza al Defr, vale a dire se l’amministrazione ha portato a casa i risultati previsti. Il 2015 è stato un anno particolare, con le elezioni: è stato difficile conseguire tutti gli obiettivi programmati, ma dobbiamo parlare degli argomenti che stanno dentro
il documento. Si apprezzano alcuni fatti: un ente che in una situazione come quella attuale mantiene solidità di bilancio, capacità di spesa, senza usare la leva fiscale, comprime le spese di funzionamento, diminuisce le strutture con le riforme che ci stanno impegnando. Tema importante è quello della coda della programmazione 2007-13: dobbiamo riuscire a spendere tutte
le risorse entro il 2017. Risorse con soggetti privati che cofinanziano: un dato di cui si deve tenere conto. È stato anche l’anno in cui abbiamo dovuto assorbire la vicenda delle Province. La riassunzione delle funzioni di questi enti in capo alla Regione ha guidato la scelta del personale che è stato assorbito. Resta aperto il problema della Polizia provinciale. Sulle infrastrutture va detto che, dopo una lunga paralisi, solo Umbria e Marche hanno conseguito risultati importanti a livello di grandi opere: daremo all’Umbria una rete stradale a quattro corsie molto diffusa, tutta gratuita, altro elemento da non sottovalutare. Criticità: il 2013 è stato l’anno del passaggio elettorale, con inevitabile discontinuità nell’azione del governo centrale. In tema di rifiuti e raccolta differenziata, da sottolineare gli accordi extraregionali per garantire la chiusura del ciclo. Dobbiamo dare un giudizio positivo perché le questioni centrali sono in corrispondenza con
quello che la Regione aveva programmato”.
CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “UN’UMBRIA CHE OSCILLA TRA IL RECUPERO ED IL RITARDO. I POLI DI INNOVAZIONE DOVREBBERO RAPPRESENTARE LA PARTE
PRIORITARIA PER LO SVILUPPO – Ringrazio la presidente Marini perché nel documento ci sono molti dati utili per una valutazione immediata e per discussioni future su tematiche specifiche da determinare. Toccherò tre aspetti: sviluppo economico, sanità e trasporti. Sul primo punto è stato presentato in questi giorni il rapporto Umbria rispetto agli indici di competitività e sviluppo (Ruics). Si tratta di un documento che determina valutazioni su quanto fatto e su quali elementi bisogna agire. I dati sono quelli del 2014 e vedono l’Umbria al 12esimo posto a livello nazionale su 30 parametri di valutazione, e 10 di questi sono sotto la media delle altre regioni italiane. In sostanza emerge che l’Umbria oscilla tra il recupero ed il ritardo. I poli di innovazione dovrebbero rappresentare la parte prioritaria per lo sviluppo. Viene di fatto consigliato un più incisivo monitoraggio e minore attesa tra l’avvio dei progetti e loro attuazione. Sono necessarie risorse più focalizzate, indicatori per misurare l’efficacia dei progetti. Sbagliato sostenere soltanto le grandi aziende, dallo studio emerge l’importanza di puntare anche sulle piccole imprese. Un dato preoccupante è che soltanto il 9 per cento del fatturato italiano viene commercializzato attraverso reti telematiche e che soltanto il 17 per cento delle nostre imprese ha un sito web adeguato. In merito alla sanità, il vero cambiamento si determinerà soltanto con la predisposizione e l’attuazione del nuovo piano sanitario regionale dove sarà necessario prevedere una maggiore
collaborazione tra le due aziende sanitarie e tra quelle ospedaliere. Serve un sistema ospedaliero sanitario diffuso con i distretti ed il territorio che devono essere e sentirsi sempre più vicini. La spesa farmaceutica nell’Asl 1 è cresciuta del 7 per cento, mentre nell’Asl 2 dell’1,4. È necessaria una maggiore responsabilità e l’attivazione di una logistica automatizzata dei farmaci, il registro elettronico e la centrale regionale degli acquisti che ad oggi si attesta al 51 per cento della sua fase realizzativa. Come pure è importantissimo ridurre a 30 giorni l’attesa per gli esami e a 60 per le
visite. In merito ai trasporti, l’avvio della fase conclusiva della Quadrilatero Umbria- Marche rappresenta un grande risultato per entrambe le regioni. Bene puntare a legare i prodotti turistici con i beni culturali, l’ambiente ed il mare. Anche l’apertura della galleria della Guinza potrà determinare il congiungimento tra i due mari. L’auspicio è che la Regione dia maggiore propulsione al sistema ferroviario per recuperare il ritardo relativo al raddoppio Spoleto-Terni e quello selettivo Foligno-Terontola. Questo significherebbe collegare l’alta velocità con l’aeroporto. Per quanto
attiene all’aeroporto, l’aumento di 2,5 euro a passeggero ha determinato il taglio di alcune tratte. E su questo effetto negativo auspico azioni importanti da parte della Regione. I piccoli aeroporti si sviluppano se connessi, attraverso ferrovia, con altri aeroporti più grandi e con compagnie aeree a basso costo”.
SERGIO DE VINCENZI: “PREVALE IL SOGGETTIVISMO ED IL RELATIVISMO – Viviamo in un mondo dove prevale il soggettivismo ed il relativismo. C’è una forte disgregazione che determina l’aumento di interventi pubblici per il welfare. Dall’altra parte c’è una sempre più forte concentrazione della ricchezza. Ed è proprio per quanto attiene i fondi che bisogna garantire la massima espansione della ricchezza. Sono utili i dati relativi alla concentrazione della ricchezza, ma bisogna anche sapere a quanti occupati hanno portato i milioni di euro investiti. Bisogna fare una attenta riflessione sui punti nascita, perché emergono importanti contraddizioni”.
VALERIO MANCINI (Lega Nord): “CHIAREZZA SUL PROTOCOLLO ECONOMICO E SOCIALE FIRMATO CON REGIONI TOSCANA E MARCHE – Il mio auspicio, per la sua importanza, è che questo documento, in futuro, possa essere approfondito in Commissione. Alla Presidente chiediamo delucidazioni sul contenuto economico e sociale del protocollo firmato con le altre Regioni Toscana e Marche. Importante che il prossimo 28 luglio venga il presidente del Consiglio ad inaugurare la Quadrilatero, ma vorrei ricordare i moltissimi problemi e criticità che interessano giornalmente la viabilità ordinaria regionale. In tema di ambiente e rifiuti, la raccolta differenziata supera di poco il 50 per cento, quando le previsioni erano ben altre. Sulle politiche sociali, che incidono sul bilancio per il 34 per cento, non mi risulta, ad esempio che ai disabili e comunque e alle persone più in difficoltà dell’Altotevere arrivino tutti i fondi annunciati. Le politiche sociali non sono sufficienti a rispondere all’ampio malessere diffuso. In tema di ferrovie non viene
menzionata la questione Fcu relativamente alla parte nord della regione, che
è completamente morta. La Giunta, a dicembre, diceva di puntare
sull’aeroporto, poi a gennaio sulla ferrovia. Bisogna avere le idee chiare.
Dobbiamo portare avanti ciò che è possibile. L’alta velocità sfiora il
territorio a nord (Arezzo) e a sud nel territorio orvietano, bisogna
intervenire per mettere a rete il territorio. Per puntare ulteriormente sul
turismo è necessario collegare l’aeroporto alle offerte turistiche che la
Regione mette sul piatto. Molti turisti non arrivano perché non riusciamo a
comunicare la nostre ricchezza ambientali e le nostre eccellenze”.
MARCO SQUARTA (FDI): “GIUDIZIO AMPIAMENTE NEGATIVO. IN REALTÀ LA CRISI CHE
HA PARALIZZATO PER QUATTRO MESI L’OPERATO DEL CONSIGLIO REGIONALE ERA UNA
FARSA. Le linee di analisi e valutazione sull’attuazione del primo anno di
governo sono state già esposte dai colleghi del centrodestra che mi hanno
preceduto già esposte da colleghi e che hanno puntato il dito sulla
questione rifiuti, partecipate, trasporti, spesa pubblica. Rispetto a tutto
ciò nutriamo forti perplessità sull’azione della maggioranza ed esprimiamo
un giudizio ampiamente negativo. Rileva in tutto ciò l’assenza di un piano
complessivo di contenimento dei vari comparti della spesa pubblica regionale.
Per ciò che riguarda le Province, aldilà del giudizio negativo su questa
discutibile riforma del governo Renzi, non possiamo non rilevare la questione
degli esuberi della polizia provinciale che in Umbria fanno registrare numeri
tra i più alti rispetto alle altre Regioni. Rispetto a questo problema è di
ieri la mia proposta di utilizzare il personale della provinciale per
supportare il lavoro amministrativo nei nostri Tribunali che lamentano una
carenza strutturale che rischia di non far loro sviluppare appieno
l’importante ruolo da loro svolte. Rispetto al futuro dell’Aeroporto va
ricordato che la Sase perde un milione di euro all’anno, e sembra che non se
ne capiscano le ragioni. A mio giudizio occorre cambiare finalità
all’aeroporto, che non può essere una infrastruttura per ‘mandare in vacanza
i perugini’, ma che attraverso una maggiore e più efficace promozione
dell’Umbria a livello nazionale e internazionale acquisti una maggiore
attrattività aumentando i volumi dei passeggeri. Auspico quindi che nelle
prossime nomine siano individuati non dei politici ma qualificati esperti.
Per quanto riguarda l’Alta velocità, sappiamo che ci sono rapporti con la
Toscana, e sappiamo che la stazione avrà sede in quella regione, ma occorre
conoscere il complesso della questione in maniera dettagliata e non aleatoria
come è adesso. Della vicenda rifiuti, registriamo ancora l’inadempienza dei
Comuni che non portano avanti in maniera efficiente la raccolta
differenziata. L’Auri è stato costituito, ma occorre che inizi ad operare
sostituendo definitivamente gli Ati. E infine l’aspetto politico
fondamentale: questo è il programma che riguarda il 2015, un programma per
cui si è aperta una crisi pochi mesi fa perché si è detto non c’era
rinnovamento. Ora, se questo programma viene approvato vuol dire che non
c’era questo bisogno di rinnovamento. Quindi capiamo in realtà che questa
crisi che ha paralizzato per quattro mesi l’operato del Consiglio regionale
era una farsa. Altrimenti non si capisce perché oggi questa relazione che
riguarda un programma non futuro, ma passato, viene sostenuto e votato
all’unanimità da parte di tutta la maggioranza, rimanendo irrisolte le
ragioni che avevano prodotto quella crisi, allora vuol dire che le questioni
politiche non sono state risolte e che in questi quattro mesi abbiamo
totalmente perso tempo”.
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (PD): “È IL MOMENTO DEI COFINANZIAMENTI, LE
IMPRESE SONO DISPONIBILI, CI SONO BANDI E RISORSE DA INTERCETTARE – Quando si
parte dai dati sull’Umbria, non si può non tenere conto che nei primi anni
duemila potevamo contare sullo straordinario flusso di investimenti dovuto
alle esigenze della ricostruzione post terremoto, che ha coinvolto tutto il
tessuto economico produttivo. Lo vediamo bene oggi, perché è quello che ha
risentito di più della crisi, con le mancate commesse per via
dell’esaurimento del processo di ricostruzione. Dobbiamo tenere conto che
c’era un di più. Il quadro odierno della relazione della presidente vede il
processo di riforme abbastanza avanzato, con la riforma di Province,
Comunità montane e tanti altri enti, che ci consegna un’Umbria riformata e
efficace. Abbiamo una Pa che costa meno e dà risposte efficaci, ci abbiamo
lavorato. Ma di fronte c’è la sfida del superamento della crisi. Oggi, con
il perdurare della crisi, la sfida dell’internalizzazione è centrale,
dobbiamo vedere se le nostre imprese ci sono e stiamo ottenendo risultati
importanti. È il momento delle risorse da cofinanziare e il Consiglio
regionale deve fare il massimo per impegnare la Giunta a conseguire questo
risultato. Ci sono bandi che riscuotono l’aspettativa delle nostre imprese,
disponibili a cofinanziare programmi di sviluppo. Nel 2015 è iniziato il
lavoro più serio, quello sul patrimonio pubblico e sulla messa a
disposizione delle imprese. Deve essere operativa la legge sulle aree
pubbliche. Vanno fatti tutti i regolamenti in questa fase di disponibilità
di risorse. Per quanto riguarda invece le difficoltà della maggioranza, esse
si devono al fatto di interpretare la nuova istituzione della Regione, molto
diversa da quella che avevamo prima, a venti consiglieri e solo cinque
assessori, che ci ha messo in difficoltà. Ci vuole più partecipazione, una
consapevolezza diversa. Va dato atto all’opposizione di avere tenuto un
comportamento responsabile, la governabilità è stata garantita. Abbiamo di
fronte una realtà nuova: il mondo sta cambiando, non è solo per le riforme
istituzionali, come gli scenari delle macroregioni, l’Europa sta cambiando.
Vogliamo partecipare a questa fase post Brexit? Non è scontato, come abbiamo
visto, che l’Ue rimanga com’è. Dobbiamo aiutare le istituzioni europee a
ritrovare motivi comuni, se ci sono, per vedere se abbiamo fattori comuni per
stare insieme, sia noi come regioni che come sistema Paese. Questo lo
scenario con cui dovremo fare i conti. Costruire prospettive e soluzioni
nuove e un nuovo patto fra gli europei, ammesso che ci siano le condizioni
per andare avanti”.
ANDREA LIBERATI (M5S): “LA NOSTRA CONTROVERITÀ È CHE I VARI PIANI
DELL’AMMINISTRAZIONE MARINI NON CI CONVINCONO, QUANDO NON SONO UN AUTENTICO
FALLIMENTO – La nostra sarà una controguida, una guida critica, una
controstoria, una controverità rispetto a ciò che abbiamo conosciuto di
questo anno: E parliamo proprio dei vari piani che non ci convincono o che
sono un autentico fallimento, secondo il nostro punto di vista, partiamo da
un aspetto fortemente attrattivo per qualsiasi comunità che è appunto il
PIANO TRASPORTI: i treni da Perugia a Terni sono più lenti che nel 1972,
abbiamo le infrastrutture ferroviarie ferme, ferme purtroppo, agli anni
Cinquanta, agli anni Sessanta. Ci sono infrastrutture che hanno cento anni e
sostanzialmente non hanno mai visto alcuna riqualificazione. Non parliamo poi
del fatto che l’aeroporto, appunto, non ha una stazione, una stazione
nemmeno da lontano, non parliamo dei mancati raddoppi, sono quindici anni che
si parla di raddoppio della Terni-Spoleto in galleria, ma non c’è
assolutamente nulla ancora oggi. Una comunità attrattiva lo è a partire
sicuramente non soltanto dalle sue imprese, dalle sue idee, dalla sua
creatività industriale, vorrei dire, ma dalle sue strade, dalla sua
capacità di essere raggiunta. Passiamo alla gomma: si prospetta nei prossimi
giorni, certo un fatto epocale, il collegamento con l’Adriatico, legate
però esclusivamente agli eventi luttuosi del terremoto, questo è l’altro
paradosso. Abbiamo visto come la nostra E 45 sia a pezzi, vengono promessi un
miliardo di euro, ormai reiterata la promessa dal 2015, per la
riqualificazione, al momento abbiamo solamente ordinari cantieri, ce ne sono
ben cinque, in ottanta chilometri tra Perugia e Terni, vale lo stesso per le
trasversali tra poco quando apriranno i collegamenti con l’adriatico tutti
si intrupperanno nuovamente nel nodo di Perugia. PIANO ACQUE: penso che ci
sia poco da dire sullo stato ecologico dei nostri fiumi, delle nostre acque
superficiali, siamo una delle peggiori realtà nazionali per quanto riguarda
l’inquinamento dei fiumi e dei torrenti dell’Umbria, sopra soglia per il
95 per cento. È uscita una statistica Ispra proprio alcune settimane fa,
quindi anche qui una situazione fuori controllo: non si sa chi scarica e chi
preleva acqua dai nostri corpi idrici, abbiamo cinquemila richieste di
autorizzazione a scopo irriguo in attesa di essere prese d’atto. Poi ci
sono, naturalmente, altri problemi a livello ambientale per quanto riguarda
le acque anche sotterranee, ne sappiamo qualcosa in svariati brani
dell’Umbria da Città di Castello a Foligno a Terni, ma anche a Perugia:
elevate concentrazioni di trielina a Terni, metalli pesanti tornando alle
acque superficiali, ai fiumi, abbiamo metalli pesanti nel fiume Nera fuori
controllo, il mercurio abbiamo denunciato la vicenda del Paglia poi del
Tevere, il mercurio oltre soglia in quantità consistenti, già
biodisponibile, per quanto riguarda la fauna ittica del Tevere, è stato
scoperto da studiosi con dati incontrovertibili. Più generalmente
sull’ambiente abbiamo grossi problemi, è stato anche questo ricordato nei
mesi scorsi, in buona parte dell’Umbria, non solo per quanto riguarda lo
sforamento delle pm10, trentacinque giorni, l’anno scorso siamo arrivati a
settanta in parte dell’Umbria come a Foligno e a Terni, quarantacinque
cinquanta a Perugia, sforamenti che comportano un peggioramento della
qualità della vita dei residenti. Qui vicino abbiamo il caso appena
recentemente scoperto ma in realtà denunciato da decenni senza risposta
quella del Valnestore e prima ancora vorrei dire l’anno scorso abbiamo
ricominciato a parlarne, ascoltando semplicemente i cittadini a partire da
Fabro, Città della Pieve, e quindi Valnestore, e la stessa storia,
discariche di fatto illimitatamente costruite per asservire non si sa quali
interessi, certamente opachi, e tuttora nessuno sa come andrà a finire, ci
sono indagini aperte molto rilevanti. A Gualdo Tadino c’è la storia delle
discariche di Vignavecchia con multe milionarie per la Regione Umbria che non
ha provveduto alla bonifica. Stando sul PIANO RIFIUTI, anche questo di fatto
senza esito, lo stato delle discariche è veramente pesante, è stato
ricordato da parte di Arpa Umbria stessa, che è un ente validatore,
certificatore quindi anche qui con dati oggettivi incontrovertibili,
discariche ormai prossime a essere riempite ovunque, una differenziata che
non decolla e che è in una condizione evidentemente anche di gestione poco
trasparente, abbiamo ricordato anche qui nei mesi scorsi l’interdittiva,
c’è stata una Commissione che peraltro aveva concluso i suoi lavori con
una promessa alle associazioni ambientaliste, di fatto ai cittadini umbri:
quella di vedersi ogni tre mesi per pianificare un po’ meglio rispetto al
passato, perché queste storie sono state denunciate da alcuni cittadini da
almeno trent’anni, allora forse è il caso di ascoltare davvero questi
portatori di interessi. Per quanto riguarda il tema della TRASPARENZA, tema
importante, penso che qui sarebbe ora di ruotare finalmente alcuni dirigenti
che combinano soltanto disastri e mi taccio su alcuni che davvero hanno
generato situazioni anche difficili da gestire a livello giudiziario, con
rischi di risarcimenti elevati a carico della Regione. Vogliamo vedere cosa
sarà scritto nel nuovo piano energetico, a partire dal fatto che
naturalmente c’è un problema anche qui di educazione a monte, credo che
bisognerebbe insistere sul piano culturale della formazione dei nostri
cittadini invitando a ridurre gli sprechi, e poi il grande tema delle
multinazionali dell’energia. Tema AGRICOLTURA: abbiamo ricordato,
denunciandolo pubblicamente, il caso dei bandi fantasma, di un approccio
clientelare al tema del PSR, non ci piace come viene gestito né a livello
degli uffici perché abbiamo anche qui centinaia di pratiche inevase. Non è
possibile mettersi d’accordo con alcune associazioni, portare avanti dei
bandi che vengono pubblicati soltanto quando sono scaduti, qui, signori,
siamo dentro una situazione di illegalità che va immediatamente superata.
Credo poi che sulla lotta alla povertà si sia fatto poco, non abbastanza, è
stato detto un primo passo, però questo primo passo non ci è piaciuto,
perché quando si mettono 3 euro al giorno per le persone più povere, credo
che noi stiamo dando un’elemosina legalizzata e poco più”.
CATIUSCIA MARINI (PRESIDENTE GIUNTA): “I RISULTATI OTTENUTI VENGONO PER
UN’AZIONE DI GOVERNO CHIARA, IL CUI CUORE È LA PROGRAMMAZIONE EUROPEA. NON
SERVE EVOCARE SCENARI APOCALITTICI SENZA AVERE RISCONTRI FONDATI CON DATI
OGGETTIVI. Nelle nostre politiche abbiamo rovesciato l’approccio, andando a
cogliere le priorità strategiche delle imprese che chiedevano di essere
aiutate ad essere più competitive, più innovative, aiutandole nei processi
di internazionalizzazione, a fare export. Dalla relazione emerge un dato
strutturale positivo, frutto di un lavoro lungo e della capacità governo.
Come nella razionalizzazione della spesa pubblica, come dimostrano i grandi
aggregati. Sui trasporti la Regione è in equilibrio, e stiamo gestendo con
senso responsabilità le difficoltà delle società partecipate dando il
sostegno agli enti locali per una piena funzionalità dei servizi e un pieno
utilizzo dei fondi trasporti. Abbiamo riportato la Giunta alla piena
funzionalità, anche numerica, e giudico positivo il rientro dell’assessore
Barberini. Il documento politico che abbiamo redatto contiene vari obiettivi
da raggiungere. La spesa pubblica per i costi di gestione è diminuita in
questi anni. Alcuni consiglieri hanno enunciato titoli che non hanno
fondamento, cose che non esistono, visioni apocalittiche che non rispondono a
dati oggettivi. Come sull’ambiente o sulle infrastrutture, dove c’è un
impegno concreto del Governo, anche sulla E78 e sulla Guinza. Ma anche
sull’E45 dove è importante ribadire lo sforzo positivo di questo governo che
ha raddoppiato le risorse a disposizione dell’Anas per la manutenzione
straordinaria dell’E45. Sulle Macroregioni, in accordo con la presidente
Porzi, immaginiamo un momento di discussione in Aula. Questo è un processo
che parte dalla condivisione di alcune competenze delle giunte regionali, per
la definizione di percorso strategico. Credo serva un momento di dibattito si
indirizzo politico sulle opportunità che possono venire per il territorio.
Sull’aeroporto la Regione c’è, ma non vedo un grosso coinvolgimento del
sistema economico o dei Comuni”.



