LAVORI D’AULA: APPROVATO IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE – NUOVO PROTAGONISMO DEI COMUNI E DELLE PERSONE. RISORSE PER OLTRE 70MILIONI DI EURO NEL TRIENNIO 2017-2020

LAVORI D’AULA: APPROVATO IL NUOVO PIANO SOCIALE REGIONALE – NUOVO PROTAGONISMO DEI COMUNI E DELLE PERSONE. RISORSE PER OLTRE 70MILIONI DI EURO NEL TRIENNIO 2017-2020

11 Marzo 2017 0 Di Orvieto Notizie

(Acs) Perugia, 7 marzo 2017 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato, con i 13 voti favorevoli della maggioranza, 3 contrari (De Vincenzi-RP, Mancini e Fiorini-LEGA) e 4 astenuti (Squarta-FDI, Ricci-RP, Liberati e Carbonari-M5S), il nuovo Piano sociale regionale, atto amministrativo che si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio-sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le politiche del welfare e con i piani regionali di settore. Ribadita la centralità della persona e assegnato il ruolo da protagonisti alle zone sociali, per focalizzare al meglio i bisogni dei vari territori, e anche i cittadini che non saranno soltanto destinatari degli interventi, ma anche fautori del proprio welfare di territorio. Per la prima volta disponibili considerevoli risorse europee che, nonostante la tendenza generale al ribasso, portano il totale disponibile nel triennio a oltre 70milioni di euro.
GLI INTERVENTI
Silvano ROMETTI (SER): “ SI PROGETTA QUINDI UN NUOVO WELFARE PER RISPONDERE IN MANIERA PIÙ APPROPRIATA ALLE CRITICITÀ DELL’OGGI. Convinto voto favorevole al Piano sociale che sarà completato da quello sanitario attraverso un necessario processo di integrazione. Il documento tiene conto del lungo periodo di crisi che pone sul tappeto problematiche e bisogni nuovi per affrontare i quali si mettono in campo anche risorse dell’Unione europea a compensazione della diminuzione del fondo nazionale. Si progetta quindi un nuovo welfare per rispondere in maniera più appropriata alle criticità dell’oggi, prevedendo anche la possibilità per le famiglie di garantire adeguata assistenza ai propri familiari. Bene la responsabilizzazione dei Comuni e l’organizzazione della governance per Zone sociali”.
SCHEDA PIANO SOCIALE REGIONALE
Si integra con il Piano sanitario regionale, in particolare per le prestazioni socio sanitarie, e stabilisce le modalità e gli strumenti per l’integrazione con le altre politiche del welfare e con le altre politiche e piani regionali di settore.
OBIETTIVI del Piano sono: promuovere l’innovazione sociale mediante una programmazione orientata all’inclusività e alla partecipazione attiva dei cittadini; assicurare un livello di integrazione socio-sanitaria che determini un cambiamento organizzativo e culturale del sistema locale dei servizi sociosanitari, riprendendo il modello maturato nell’ambito della non autosufficienza con il PRINA (Piano regionale integrato per la non autosufficienza); riqualificare, con il coinvolgimento dei territori, i livelli essenziali dell’assistenza sociale; implementare il SISO (Sistema informativo sociale) integrandolo con il Sistema informativo regionale e in coerenza con l’Agenda digitale dell’Umbria.
ZONE SOCIALI: Le zone sociali dovranno riappropriarsi del loro ruolo, intervenire su anziani o giovani, porre attenzione sui flussi migratori, sostenere le persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità al fine di ridurre il rischio di scivolamento verso forme di povertà estrema e, in modo particolare, le famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento. Occorre favorire la permanenza di persone con disabilità, giovani, adulte o minori, nel proprio domicilio, evitando il ricovero in strutture residenziali. Il ruolo delle zone sociali sarà importante per il protagonismo che viene loro richiesto e per la definizione degli obiettivi: i piani sociali di zona debbono interpretare i bisogni locali e mettere a disposizione strumenti per realizzare le attività individuate. Quindi le zone sociali diventano motore degli interventi, strumento essenziale della governance. E per la prima volta sono previste premialità e penalità per le zone sociali inadempienti.
WELFARE DI COMUNITÀ: attraverso l’implementazione di nuove forme di sostegno all’autonomia delle persone con disabilità con l’avvio di percorsi di istruzione e formazione miranti a certificare competenze acquisite anche non formali, sostenendo parallelamente una valorizzazione di prodotti derivati da tali attività etiche e sociali.
OPERATORE DI QUARTIERE: la sua azione si estende dalla cura delle città in termini di qualità dello spazio fisico e dei luoghi pubblici, alla cura delle persone, in termini di valorizzazione dei servizi alla persona. Un operatore che agevoli le persone più deboli ad accedere ai servizi di cui hanno bisogno, in coordinamento con i soggetti che già operano nel territorio, e svolga attività di ascolto nell’ambito della comunità, favorendo anche l’attivazione delle reti sociali, allo scopo di definire specifici progetti condivisi ed economicamente sostenibili.
ASSEGNO DI SOLLIEVO: per scegliere direttamente le cure per i propri cari: il Piano raccoglie l’esigenza manifestata da famiglie con persone non autosufficienti di poter scegliere se ricorrere ai servizi o incassare un assegno.

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