LAVORI D’AULA: DIMISSIONI DELLA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE – DIBATTITO – I PRIMI INTERVENTI
19 Maggio 2019Perugia, 18 maggio 2019 – In corso la seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria sulle dimissioni della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. I primi interventi della mattina: Rometti (Ser), Leonelli (PD), Squarta (FdI), Ricci (Misto-RP-IC), Solinas (Misto Articolo 1), Mancini (Lega).
GLI INTERVENTI
SILVANO ROMETTI (Ser) ha evidenziato che “in virtù delle dimissioni della presidente della Giunta è necessaria una discussione politica sulle comunicazione della presidente stessa. Bisogna valutare i 9 anni che abbiamo alle spalle e chiederci cosa succede se interrompiamo la Decima legislatura in modo disordinato, con una campagna elettorale che durerà sei mesi. La valutazione sulle ultime due Legislature non deve basarsi sulle voci negative che dipingono questa Regione in modo non veritiero. Chi arriverà dopo di noi troverà un Ente sano e ben amministrato. La nostra sanità, lo ha riconosciuto il Ministro Grillo, è una eccellenza. I fondi europei sono stati ben spesi, per la crescita e lo sviluppo. Se oggi chiudiamo la Legislatura, alcune misure resteranno in sospeso, anche quelli sulla riforma della sanità e le decisioni sui fondi comunitari. Il clima intorno a noi non consente di arrivare alla scadenza naturale me c’è modo e modo di arrivare al voto anticipato, entro la fine del 2019. Non dobbiamo, noi, riconoscere una colpa sulla quale si potranno dare giudizi in futuro. Sono convinto che le dimissioni della presidente siano state frettolose, vedendo anche quello che succede in altre zone d’Italia”.
GIACOMO LEONELLI (Pd): “Non voterò il respingimento delle dimissioni della Presidente in mancanza di un fatto nuovo e conclamato oggi in Aula che renda politicamente non procrastinabile la chiusura della legislatura. Dobbiamo rispondere a due domande: qualcuno può avvalorare la tesi che non vi sia stato alcun comportamento di esponenti del Pd che non abbia assunto una logica clientelare nei concorsi pubblici lesiva della meritocrazia? C’è la certezza assoluta che anche solo una parte infinitesimale del consenso del Pd sia stato costruito con una logica clientelare nei concorsi? La risposta a queste domande è il crocevia ineludibile per questa vicenda. Prima viene l’autorevolezza delle istituzioni, che è connessa alla forza dell’istituzione stessa. Se chi la rappresenta ha la sensazione di essere nella situazione di non poter esercitare la propria funzione con autorevolezza fa bene a fare un passo indietro come ha fatto la presidente Marini. Lascia invece perplessi l’investitura di Aula e maggioranza di questa situazione. Anche perché le dimissioni non possono intendersi di natura strettamente politica. Per il Pd prima di tutto è necessaria una riconnessione emotiva con gli elettori e militanti che sono sconcertati da questa situazione, ma nessuno parla di giustizia a orologeria. Dobbiamo dare modo alla nostra comunità, oggi colpita e ferita, di essere orgogliosa del proprio partito. Per farla non basta chiedere scusa. Va ribadito con forza che per noi l’unico criterio possibile per la selezione nei concorsi deve essere il merito. Chi utilizza altri criteri fuori dal nostro perimetro etico e valoriale. Ringrazio la presidente Marini per questi quattro anni che hanno rappresentato una crescita importante per me e nei quali sono stati raggiunti risultati rilevanti che dobbiamo rivendicare. Non ci piegheremo alla logica dell’opposizione che rappresenta l’Umbria come una landa desolata da conquistare. L’Umbria non merita questa rappresentazione. Se gli umbri sono orgoglioso della propria terra qualche merito va anche alla maggioranza di sinistra che l’ha sempre governata”.
MARCO SQUARTA (FdI): “è ora di mettere fine alla legislatura ed andare al voto. Non ci sono più le condizioni per andare avanti perché non esiste una maggioranza forte e credibile per affrontare i numerosi temi irrisolti da tempo e presenti sul tavolo. Il nostro è un giudizio negativo sul lavoro svolto dalla Giunta, basta guardare i dati riferiti al Pil rispetto all’occupazione e alla crescita. C’è un forte allarme legato alla disoccupazione. Sono moltissimi i giovani che non studiano e non lavorano. Ci sono state e sussistono ancora migliaia di crisi aziendali. I giovani ‘migliori’ se ne vanno. La politica non è riuscita a dare soluzioni. Gli umbri non possono più attendere. Abbiamo presentato, nel corso della legislatura molti atti di indirizzo, alcuni dei quali non sono neanche stati discussi. Nel programma di legislatura, nel 2015, dicevate di lavorare per un Umbria più forte, ma a distanza di 4 anni gli umbri non stanno meglio. Rispetto alle infrastrutture, a partire dall’aeroporto, sono stati fatti annunci faraonici, ma che poi si sono trasformati in autentiche fake news. Sul Frecciarossa non si è avuto il coraggio di allargare il servizio con politiche adeguate, importantissime per il turismo e per l’economia in genere. Rispetto alla sanità, comparto che gestisce il 75 per cento del bilancio regionale (1,7 miliardi di euro) non è ancora stato aggiornato il Piano regionale. Intanto le liste di attesa si allungano ed i migliori medici se ne vanno. Servono scelte spartiacque tra passato e futuro, serve un governo regionale forte e credibile. Siamo oggi a dodici mesi dalla fine naturale della legislatura e con una maggioranza così frammentata non si può pensare di risolvere tutti i problemi emersi nell’arco dei quattro anni. Per questo la legislatura va interrotta oggi chiamando gli umbri quanto prima al voto”.
CLAUDIO RICCI (misto-RP-IC): “Di fatto ciò che è avvenuto rende conclusa la legislatura con esiti negativi soprattutto verificatisi nella sanità, che impegna il 58,5 per cento del totale ed è su questo che si viene a percepire un valore negativo, che bisognerà ricostruire nei prossimi anni con credibilità, scegliendo sempre il merito ed il meglio, soprattutto in ambito sanitario. Mi rimetto alla professionalità della magistratura per chiarire la vicenda giudiziaria e verificare le responsabilità. Mi auguro che avvenga con tempestività e incisività ma i processi si fanno in tribunale e non in piazza, frase che condivido e che vale per tutti e vale sempre. Non mi ascrivo dunque alle piazze che giudicano, mi tengo comunque i miei dubbi. La missione sanità, con i suoi esiti negativi, non può che portarci alla fine della legislatura e alla conferma delle dimissioni della presidente della Giunta. La prossima amministrazione della sanità sappia controllare e sia in grado di ricostruire la credibilità e dimostrare che alla base di ogni scelta vi sia il merito. Le discrasie erano evidenti da molto tempo: nell’ultima parificazione della Corte dei Conti sul bilancio consuntivo 2017 è emerso ciò che è stato definito ‘ricorso ingiustificato a proroghe contrattuali in materia di sanità. Sul piano gestionale così non si ottimizzano le risorse, come invece si potrebbe fare. Nel 2016 il Collegio dei Revisori de conti citava che ‘dall’esame delle delibere si evidenzia un reiterato ricorso all’istituto della proroga contrattuale, in conflitto con il vincolante principio del divieto di rinnovo dei contratti pubblici in materia sanitaria. Nel 2015 le nostre numerose interrogazioni, da parte di numerosi consiglieri regionali, evidenziavano quella che fu definita allora come ‘eccessiva cristallizzazione’ su certi ambiti. Per il futuro dunque si punti alla ottimizzazione delle risorse, a partire da un unico coordinamento per le quattro direzioni generali e le due Usl, che consentirebbe anche un maggiore controllo”.
ATTILIO SOLINAS (misto Mdp): “Riconosco il lavoro fatto in questi anni e confermo la fiducia nella presidente Marini. Le dimissioni della presidente si è dimessa per motivi etici, unica tra i governatori italiani (di centrodestra e centrosinistra) che avevano e hanno imputazioni ben più pesanti dei suoi. Dobbiamo dare atto alla presidente della coerenza e del senso etico dimostrato difendendo l’integrità delle istituzioni. Forse la presidente ha ceduto alle pressioni mediatiche di quei giorni. Nelle parole della presidente è emerso il richiamo ad alcune forti interferenze politiche sulla sua decisione di dimettersi. La presidente ha lasciato aperto uno spiraglio non dichiarando irrevocabili le sue dimissioni, come invece hanno voluto fare altri, delegittimando la presidente della Giunta, che è stata costretta a dimettersi dal suo partito in un momento di debolezza politica. La questione è politica, visto che in Calabria e nel Lazio non sono state pretese le dimissioni dei presidenti della Regione. È stata una forzatura per interrompere la Decima legislatura, legata a giochi di potere dentro il Pd. Ci sono leggi in sospeso che i cittadini attendono e il cui iter è stato interrotto. Voterò a favore del respingimento delle dimissioni, politiche, della presidente, attaccata da fuoco amico. Lo sciacallaggio politico non l’ha fatto la minoranza, che ha taciuto”.
VALERIO MANCINI (Lega): “Noi accettiamo le dimissioni della Presidente della Giunta. La Marini si è dimessa per una guerra interna al Pd. Una guerra che però pagano i cittadini umbri, che non se lo meritano. E la pagano in ambito sanitario, di lavoro, di infrastrutture, di opportunità. Quando si rapportano con la sanità non sanno se hanno di fronte gli uomini migliori oppure quelli che rispondono a una corrente di partito o ad un’altra. Quello che è emerso non riguarda solo la presidente Marini ma un’intera classe politica e sanitaria che ha gestito la sanità umbra. E questa è una responsabilità del Pd. Sarà la magistratura a stabilire le colpe giudiziarie. Ma dal punto di vista politico la Marini ha firmato le dimissioni da sé. E domani non finisce il mondo. Gli umbri andranno avanti. Serve cambiare, al di là delle dimissioni della Presidente Marini. La minoranza in questi anni ha presentato centinaia di atti che sono finiti nel secchio dell’immondizia, come l’atto in cui si chiedevano meccanismi di rotazione di dirigenti nel settore sanitario. Voi non l’avete votato e oggi raccogliete i frutti di quelle scelte sbagliate. I cittadini sono stufi, vogliono essere ascoltati. I cittadini sono tutti uguali. Mettiamo il merito davanti a tutto nelle università, nelle partecipate. Serve rinnovare un po’ l’aria”.
fonte: acs umbria



