LE IMPRENDITRICI UMBRE AL FORUM TERZIARIO DONNA CONFCOMMERCIO.

LE IMPRENDITRICI UMBRE AL FORUM TERZIARIO DONNA CONFCOMMERCIO.

3 Luglio 2016 0 Di Orvieto Notizie

Sono tante, e la loro incidenza sul totale delle imprese continua a crescere, specie nel Centro Italia; hanno dimostrato di resistere meglio alle tempeste della crisi e intendono contare sempre di più. Sono le imprenditrici donne, fotografate da una indagine del Censis presentata oggi al terzo Forum  Terziario
Donna Confcommercio, che si svolge a Roma.

“Le donne possono essere davvero il motore della ripresa e dare un contributo decisivo alla crescita. Dobbiamo mettere in atto azioni concrete in modo da sfruttarne appieno il potenziale”, commenta Nela
Turkovic
,
presidente di
Terziario
Donna Confcommercio Umbria
,
che guida la delegazione umbra di consigliere e imprenditrici
presenti al Forum, dal titolo: “Donne motore della ripresa.
Insieme per muovere l’Italia”.

Tra gli interventi, anche quello dell’umbra Annarita
Fioroni
, responsabile nazionale di Confcommercio Professioni, che parlerà del Ddl sul lavoro autonomo in discussione alla Commissione Lavoro del Senato.

IL TERZIARIO è DONNA

I
dati
del Censis
dimostrano che aumenta l’incidenza delle imprenditrici donne sul totale, che passa dal 29,9% al 30,3% in 5 anni. Fanno impresa nel terziario 7 imprenditrici su 10 e resistono meglio degli uomini alla contrazione della base imprenditoriale.  

Le
imprenditrici straniere rappresentano il 9,6% del totale. Dal 2010 titolari e soci di imprese passano da 4 milioni 475 mila a 4 milioni 192 mila del 2015, registrando un’emorragia di oltre 205 mila unità (pari al -6,3%).  

In
questo contesto di generale contrazione, le donne hanno una migliore capacità di resistenza
che trova conferma nel numero inferiore di perdite, sia in termini
assoluti (-69.000 imprenditrici tra il 2010 e il 2015) che relativi
(-5,1%).

L’analisi territoriale presenta una situazione piuttosto omogenea. L’incidenza delle imprese femminili sul totale rimane all’interno di un campo di variazione minimo, che va dal 29,5% del Nord-Est al 31,3% del Centro.  

Analogamente,
per tutte le aree si nota un moderato aumento della presenza di
imprenditrici donne nel periodo 2010-2015: 30,4% nel Nord-Ovest
(+0,5%), 29,5% nel Nord-Est (+1%) e 31,3% nel Centro (+0,3%). Fanno
eccezione il Sud e le isole, fermi al 30,1%.

Da
un punto di vista settoriale la presenza femminile è preponderante soprattutto nel sistema dei servizi, dove l’incidenza delle imprese gestite da donne è pari al 35,6% sul totale degli imprenditori.  

Il terziario appare quindi un terreno fertile per le imprese femminili, e in effetti occupa il 69,3% di tutte le “attività rosa”, a fronte del 54,5% di quelle a conduzione maschile.

Più nello specifico, i comparti del terziario a maggior incidenza di imprese femminili sono quelli relativi a sanità e assistenza sociale (58,3% sul totale) e all’istruzione (44%), settori in cui le donne sono storicamente più presenti.  

Dal 2010 al 2015 cresce la numerosità nel campo assicurativo e finanziario (+7,6%) così come in quello dei servizi di supporto alle imprese (+5,7%), senza trascurare l’attività immobiliare, con un aumento del 3,5%.

La resistenza del tessuto imprenditoriale femminile non sarebbe la stessa senza l’apporto delle donne
straniere
, che costituiscono ormai il 9,6% delle imprenditrici. Fra esse è schiacciante la presenza di donne cinesi (20,3%), cui seguono le romene (9,9%), le marocchine (6,8%), le svizzere (5,8%) e le tedesche (5,1%).  

Perugia
30 giugno 2016

ufficio stampa confcommercio umbria 

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