M5STELLE ORVIETO: NON CHIUDERE, MA RAFFORZARE IL PUNTO NASCITE
14 Aprile 2019E’ vero che sia molto serio e sentito il rischio di un declassamento dell’Ospedale di Orvieto, ascrivibile nei successi come nei problemi alla politica regionale ed alle scelte dei manager che, giova ricordarlo, hanno costretto persino i consiglieri comunali locali a numerosi atti ed interventi, ed addirittura una Commissione di studio sulla materia che fu cavallo di battaglia dei sostenitori di Germani alle elezioni 2014, quella delle liste d’attesa. Pertanto da parte della capogruppo M5S, Lucia Vergaglia giunge una netta presa di posizione visto che le scelte del ministero sono obbligate da normative e patti proposti e firmati dalle regioni risalenti al 2010 e lancia tre proposte: prospettare una nuova organizzazione dei complessi ospedalieri dal 2020 per riportare il “monte nascite” oltre le soglie minime, agire subito per far valere lo status certificato dall’essere “area interna” per sostenere presso il governo centrale la non applicabilità degli accordi Stato-Regioni che obbligano i tagli al nostro ospedale ed un intervento presso il Comitato Percorso Nascita volto all’investimento nello sviluppo delle nascite nelle zone come la nostra. .
Come uscirne dunque? Bisogna valutare in termini regionali l’aggregazione con altre strutture, tuttavia questo è impossibile fino alle prossime elezioni regionali del 2020, ma è una proposta sicuramente da fare sin da subito per elevare lo status del nostro presidio territoriale e potere fare “monte” con i numeri delle nascite e contemporaneamente garantire una maggiore disponibilità di specialisti in organico. Nel frattempo come Area Interna investire il ministero e soprattutto la Regione della necessità di considerare il nostro territorio tra le zone geograficamente disagiate non solo nell’ambito dello sviluppo ma anche in quello dei presidi sanitari come previsto dalla risoluzione Fraccaro (M5S) le cui parole in riferimento all’articolo 32 della Costituzione sono: “Il diritto alla salute deve essere garantito anche nelle zone particolarmente disagiate. I presidi ospedalieri di base e i punti nascita situati in aree periferiche, zone montane e isole devono poter continuare a svolgere la loro funzione: non accettiamo tagli e chiusure arbitrarie, che mettono in dubbio il diritto alla salute.”, infine sollecitare il Comitato Percorso Nascita nazionale ad inserire nella mappatura della rete dei punti nascita anche il nostro presidio basandosi sulle sulle reali esigenze e condizioni del territorio. I punti nascita come il nostro devono essere garantiti. Dunque tre azioni: prospettare una nuova organizzazione dei complessi ospedalieri dal 2020, agire subito per far valere lo status certificato dall’essere “area interna” per sostenere presso il governo centrale la non applicabilità degli accordi Stato-Regioni che obbligano i tagli al nostro ospedale ed un intervento presso il Comitato Percorso Nascita volto all’investimento nello sviluppo delle nascite proprio nelle zone come la nostra. Al contrario le amministrazioni locali e regionali hanno decisamente preso sotto gamba questa problematica inducendo una vera e propria situazione di crisi complessa a scapito della cittadinanza, anzi di più, della demografia territoriale facendo abbattere sui nostri concittadini che intendono metter su famiglia una tempesta perfetta. Ed invece di scusarsi e collaborare per risolvere i tanti, troppi, problemi che si sono stratificati proprio sulle criticità della sanità locale cosa fanno? Cercano di addossare la colpa agli ultimi arrivati, ai cinque stelle. La misura è davvero colma.»
fonte: Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.



