IL MERLETTO ORVIETANO: STORIA E TECNICHE DI UNA TRADIZIONE AL CENTRO DELLA CONFERENZA DELL’ISAO E DEL LIONS CLUB ORVIETO

IL MERLETTO ORVIETANO: STORIA E TECNICHE DI UNA TRADIZIONE AL CENTRO DELLA CONFERENZA DELL’ISAO E DEL LIONS CLUB ORVIETO

29 Novembre 2016 0 Di Orvieto Notizie

ORVIETO – Far conoscere, tecnicamente e storicamente, la tradizione del Merletto Orvietano nell’ottica di una sua valorizzazione e sviluppo. E’ l’obiettivo della conferenza che avrà per protagonisti Maria Luciana Buseghin antropologa culturale e scrittrice, esperta di arti applicate e dell’artigianato artistico ed il giornalista Federico Fioravanti. L’appuntamento organizzato congiuntamente da ISAO / Istituto Storico Artistico Orvietano e Lions Club di Orvieto, si terrà Sabato 3 dicembre alle ore 17:00 presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, a Palazzo Coelli in Piazza Febei.

L’iniziativa è stata salutata ieri mattina presso la sede comunale dalla Vice Sindaco Cristina Croce ed è stata presentata da: Anna Lapini Bufalini, Presidente Lions Club di Orvieto, Renzo Marziantonio membro del Lions promotore del Service, Maria Rita Tempesta rappresentante del Comitato Cittadino dei Quartieri e Alessandro Taddei, presidente della Cooperativa MIR.

La Città di Orvieto vanta una grande tradizione particolarmente legata alla storia e ai suoi simboli culturali. Nel giugno del 1907 sorse la società di Patronato denominata Ars Wetana. L’idea era stata lanciata dal Senatore Conte Eugenio Faina e realizzata grazie alla nipote Maria Vittoria e alle N.D. Eugenia Petrangeli e Paolina Valentini che si occuparono di individuare un lavoro semplice ma pregevole, che le donne del popolo potessero svolgere a domicilio. La scelta cadde sul merletto di filo di Irlanda che, oltre ad effetti artisticamente suggestivi, presentava sul piano tecnico l’opportunità di suddividere la lavorazione di uno stesso manufatto tra più operaie. Questa tecnica, che consisteva nell’assemblare diversi elementi ripetitivi su un disegno generale predisposto, era ideale per creare manufatti di grande bellezza, quali tovaglie, centrotavola, finiture per abiti ed altro; dal punto di vista sociale, inoltre, tentava di sollevare le donne dalla loro secolare perifericità nella vita economica. Sulla scia del revival del merletto e seguendo l’esempio della marchesa Guglielmi che aveva avviato la stessa lavorazione tra le donne dell’Isola Maggiore sul Lago Trasimeno, l’Ars Wetana, si proponeva lo sviluppo del merletto con un nuovo repertorio di disegni anche ispirati alle decorazioni del Duomo. L’apprendimento della realizzazione degli elementi decorativi presso larghi strati della popolazione femminile, e la facile commercializzazione dei prodotti finiti non solo a Orvieto ma anche nelle grandi città ed all’estero, fecero sì che nel giro di pochi anni quasi tutte le famiglie di Orvieto e dintorni fossero coinvolte in questa grande impresa collettiva. A distanza di pochi decenni dalla scomparsa delle ultime protagoniste di quella straordinaria stagione, sono purtroppo difficilmente rintracciabili notizie scritte e certificate di come nacque e si sviluppò quest’Arte in Orvieto; non restano che fonti e testimonianze orali di chi conobbe personalmente le ultime grandi Merlettaie di Orvieto. Ma moltissimi esempi di quest’arte rimangono ancora gelosamente conservate presso le case di tanti orvietani e presso le sedi di importanti Enti. 

Anche dopo la conclusione dell’esperienza dell’associazione Ars Wetana, si cercò tuttavia di mantenere la tradizione dando, negli anni ‘70 un nuovo impulso all’attività artigianale del merletto: proprio nel 1975, nell’ambito di un programma di promozione delle attività artigianali avviato dal Centro di formazione regionale dell’Umbria, l’Amministrazione Comunale istituì un corso speciale di formazione professionale per la lavorazione artistica delle trine e dei merletti. 

Più recentemente, proprio nel 2016, il Comune di Orvieto ha aderito al Protocollo d’Intesa per la Candidatura del Merletto Italiano a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO sottoscritto il 13 giugno u.s. a Venezia per supportare le 18 comunità che aspirano alla Candidatura del Merletto Italiano a Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO; progetto che, dopo secoli, rende giustizia ad una tradizione femminile dei Mestieri d’Arte e che accomuna le città di Venezia, Bolsena, Bologna, Bosa, Burano, Cantù,  Chiavari, Chioggia, Forlì, Gorizia, L’Aquila, Latronico, Meldola, Orvieto, Rapallo, Sansepolcro, Santa Margherita Ligure, Varallo Sesia.

Per la realtà di Orvieto, ai giorni nostri, il merletto rappresenta quindi un settore importante della tradizione artigianale che và riscoperto, studiato, rivitalizzato e che potrebbe contribuire a dare un impulso effettivo ed efficace allo sviluppo economico del comprensorio. Questa arte è ancora viva grazie al lavoro di artigiane private costituite nell’associazione Atelier Merletto di Orvieto che si occupa in modo sistematico del reperimento del materiale lavorato con le tecniche del merletto di Orvieto e la riproduzione dei disegni; associazione che svolge anche una funzione di formazione volta alle nuove generazioni. 

Ecco allora che è particolarmente significativa l’iniziativa di ISAO e Lions Club Orvieto volta a recuperare la memoria collettiva di questa straordinaria avventura artistica. In particolare, il Lions Club di Orvieto ha ideato un Service intitolato “Il Lions Club di Orvieto adotta il Merletto Orvietano”, che si prefigge la formazione di un Catalogo Generale dei Merletti Orvietani ancora rintracciabili, cioè un Repertorio fotografico costruito casa per casa. Progetto appoggiato e sostenuto dall’ISAO.

L’iniziativa è stata presentata presso la sede comunale.  

 

fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto 

 

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