OLIMPIERI: “INCAPACITA’, ARROGANZA ED IGNORANZA STANNO FACENDO SPROFONDARE ORVIETO”
10 Agosto 2016La vicenda delle “ordinanze emesse e revocate e delle sanzioni irrogate e revocate” relativamente alla pedana di Sant’Angelo è solamente l’ultima pagliacciata – in ordine di tempo – messa in campo dalla premiata coppia Germani-Vincenti, oltre ad essere la cartina di tornasole di un modo di amministrare schizofrenico e privo di una benché minima progettualità. Se è vero che le motivazioni vanno principalmente ricercate nella scomposta pianificazione urbanistica e nella scellerata proliferazione dei centri commerciali, è fuor di dubbio che anche l’aumento esponenziale del costo dei parcheggi, l’incremento del 30% delle multe (la cui finalità è solo quella di fare cassa), la cancellazione di parcheggi a piazza del Popolo (aspettate le prime piogge e vedrete che desolazione), unitamente ad una mutazione dell’offerta merceologica delle attività commerciali, stanno producendo una metamorfosi del centro storico, modificandolo in un luogo privo di identità e di radicamento ed avente come unico scopo quello di costruire una città fondata sul turismo stagionale mordi e fuggi. Mentre la desertificazione avanza ed i negozi storici chiudono (Svizzeri, Carraro, Gastone, oltre a parrucchiere, calzolai, fruttivendoli), da qualche tempo si aprono solo luoghi nei quali si mangia, con annesse pedane, pedanine e palafitte di ogni forma e dimensione. Basta risalire il Corso da piazza Cahen, basta vedere quello che sta diventando piazza del Popolo per rendersi conto che ormai ad Orvieto regna e comanda la ristorantocrazia, se è vero che in nome di questa nuovo modello politico, culturale, economico e sociologico vengono spostate linee urbane dei bus, vengono cancellati parcheggi pubblici e vengono riaperte al traffico strade e piazze. Forse sarò anche un vecchio reazionario, ma l’espandersi di questo modello non porta al progresso, bensì porta verso la decadenza: una città dove tutto è permesso, dove non c’è più una regola e dove l’Amministrazione autorizza tutto ed il contrario di tutto, legittimando di fatto questa mutazione genetica fondata sulla globalizzazione e mercificazione della pedana e della piadina, indebolisce il sistema, diminuisce gli anticorpi ed apre le porte ad un futuro pericoloso. Oggi che nel settore agricolo ed enogastronomico (vino, olio, zootecnia) stanno crescendo importanti ed eccellenti realtà di imprenditori orvietani (molti dei quali giovani) risulta quanto mai incomprensibile che non si ragioni per fare di Orvieto un luogo di eccellenze dove vengono commercializzati e somministrati in via quasi esclusiva i prodotti della nostra terra e delle nostre imprese, nonché agire attraverso progetti condivisi tra le Istituzioni pubbliche e le articolazioni private al fine di elevare il livello dell’offerta turistica per tendere in più possibile a migliorare la qualità dei turisti che visitano la città, oltre ad allungarne i tempi di permanenza. Ed invece no, Orvieto sembra in balia di se stessa e non riesce a sprigionare quelle potenzialità di cui è ricca e che aspettano solo di essere liberate. Ma per fare questo occorre invertire la rotta e ricostruire un sistema fondato su gerarchie da rispettare, identità da tutelare e progetti da elaborare. Riscopriamo la comunità, ed il mai sopito senso di appartenenza. Perché non potrà essere un manipolo di incapaci, arroganti ed ignoranti a farla sprofondare.
Stefano Olimpieri, Capo Gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO



