OLIMPIERI: “VOGLIONO SALVARE IL CRESCENDO CON I SOLDI NOSTRI”

OLIMPIERI: “VOGLIONO SALVARE IL CRESCENDO CON I SOLDI NOSTRI”

19 Settembre 2016 0 Di Orvieto Notizie

La gravissima situazione finanziaria del Consorzio Crescendo sta mettendo in luce il fallimento politico e progettuale della sinistra umbra e di quella locale. Va ricordato, infatti, che non solo il Crescendo si trova in situazione di quasi default: anche il “fratello” maggiore Consorzio di Terni, Narni e Spoleto naviga nelle stesse acque. In premessa va sempre ricordato che la gestione del Consorzio Crescendo è stata sempre totalmente in capo agli enti pubblici e che la politica dirigista ha sempre gestito la direzione e le scelte che venivano effettuate. Oggi che siamo arrivati ad un punto di non ritorno, cosa si inventa di nuovo il PD che governa la Regione? Si inventa di mettere le mani nel bilancio regionale (quello che ha l’addizionale Irpef al massimo e che fa pagare quasi tutti i ticket sanitari) e si ripromette di acquistare alcuni immobili di proprietà del Crescendo per un valore di circa 2 milioni di euro. In buona sostanza, con i soldi di tutti i contribuenti, la Marini intende provare a salvare il Crescendo dal fallimento; quel fallimento che chiamerebbe in causa come massimi responsabili tutti coloro che nel tempo lo hanno gestito ed amministrato. Tra l’altro, questa operazione, se da un lato tenta di tirare fuori dalla proprie dirette responsabilità personali coloro che lo hanno spolpato e portato in queste condizioni (ricordiamo che il debito verso terzi è di circa 5 milioni di euro), dall’altro potrebbe palesarsi illegittima visto che con i soldi di tutti i contribuenti si cerca di salvare un “carrozzone” gestito da alcuni burocrati appartenenti in tutto e per tutto dalla sinistra umbra e locale in tutte le sue evoluzioni degli ultimi quindici anni. Tra l’altro se questa operazione dovese andare in porto, porterebbe con sé alcuni quesiti tecnico-giuridici relativamente alla compravendita di immobili sui quali gravano garanzie reali iscritte al momento della primigenia operazione di acquisto. Ma il vero dato politico sarebbe quello che ha per oggetto la genesi della operazione di compravendita da parte della Regione: come è possibile, infatti che per trovare risorse nel bilancio regionale si mettono in vendita immobili di pregio – vedi, ad esempio, l’ex Ospedale di piazza Duomo – e, contestualmente, al fine di salvare dal fallimento il Crescendo, si agisce in maniera totalmente opposta e si acquistano capannoni industriali senza pregio e senza prospettive di nessun tipo? Tra l’altro, magari, con valutazioni sul valore degli immobili che se non ben determinati ed argomentati potrebbero anche destare delle perplessità. Pertanto, di fronte alla concreta ipotesi che la Regione acquisti alcuni immobili del Crescendo diciamo già da subito che sarebbe un’operazione a danno dei contribuenti e finalizzata solamente a provare a salvare “il sederino” di coloro che, a fronte di lauti stipendi, hanno gestito in maniera assolutamente fallimentare questo baraccone.

Stefano Olimpieri (Capo gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO)

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